Napoli, lo spettacolo continua: giù le mani da Sarri, maestro di un calcio sempre più bello ed europeo

Giù le mani da Maurizio Sarri e dal suo Napoli bello, spettacolare e adesso anche sempre più europeo. Nessuno si permetta di sparargli addosso dopo la doppia sconfitta contro il Manchester City di Pep Guardiola nel girone di Champions League: è stata l’unica squadra che ha tenuto testa ai fenomeni del club inglese al punto da “massacrarli“, per usare il termine che lo stesso Guardiola ha scelto per ammettere il predominio degli azzurri nel primo tempo al San Paolo. Sono arrivate due sconfitte ma il Napoli avrebbe meritato almeno due pareggi, e per il City è stato “l’avversario più forte mai incontrato” (anche stavolta, parola di Pep).

LaPresse/Gerardo Cafaro

Facciamo parlare un po’ i numeri: Il City sta dominando la Premier League dove, dopo 10 giornate, ha vinto 9 partite e ne ha pareggiata una, siglando 35 reti e subendone appena 6. In campionato ha vinto 5-0 col Liverpool, 5-0 col Crystal Palace, 7-2 con lo Stoke, 3-0 con il Burnley, 0-6 con il Watford tanto per citare i successi più rotondi. Unico pareggio 1-1 con l’Everton alla prima giornata, ma era il 21 Agosto, due mesi e mezzo fa. In Champions League la corazzata di Guardiola ha esordito con un rotondo 0-4 al Feyenoord e poi ha battuto 2-0 lo Shakhtar in casa. Poi è arrivato il Napoli che in due partite ha realizzato 3 gol (più un rigore sbagliato e tante altre clamorose occasioni divorate dagli attaccanti partenopei), la metà delle reti che i club inglesi gli hanno fatto in dieci partite, e impensierito seriamente quelli che al momento sono gli “alieni” più forti d’Europa sia all’andata che al ritorno, mettendoli sotto con il gioco spettacolare che da anni incanta l’Europa intera. Risultati bugiardi per quanto visto in campo, ma nonostante la doppia sconfitta il Napoli è uscito dal San Paolo ieri sera tra gli applausi dei tifosi felici come se avessero vinto. Perché a dispetto degli idioti che oggi parlano di “batosta“, queste prestazioni non fanno altro che rappresentare un’ulteriore iniezione di fiducia per il Napoli che ha dimostrato di poter essere al top anche in Europa, giocando alla pari con il club che in questo momento è il migliore del mondo.

LaPresse/Gerardo Cafaro

La qualificazione non è affatto compromessa: bisogna battere lo Shakhtar nello scontro diretto del 21 Novembre al San Paolo, e poi andare a vincere a Rotterdam sul campo del Feyenoord già espugnato con estrema facilità dal City 0-4 e dallo stesso Shakhtar 1-2, con l’assoluta convinzione che gli uomini di Guardiola già qualificati andranno a Kharkiv con tutta l’intenzione di battere gli ucraini. E male che vada, ci sarà comunque la possibilità di aggregarsi a Lazio, Milan e Atalanta nell’obiettivo di portare in Italia per la prima volta l’Europa League.

LaPresse/Gerardo Cafaro

L’obiettivo principale del Napoli – infatti – era, è e rimane il campionato. L’organico non è assolutamente all’altezza di poter competere per tutta la stagione su più fronti, e neanche i “titolarissimi” sono minimamente paragonabili a quelli degli altri top club europei. E’ sempre il solito discorso: nel calcio moderno l’aspetto fondamentale sono gli investimenti dei club, che determinano il valore delle squadre in base alle spese per l’acquisto dei cartellini dei calciatori e per il loro ingaggio, livellando i tornei in base a questi parametri. Il Napoli ha una rosa che in serie A è inferiore a quella della Juventus, della Roma, del Milan e dell’Inter. La Juventus, infatti, paga ai propri calciatori complessivamente 164 milioni di euro di ingaggio. Poi c’è il Milan con 117 milioni di euro. Al terzo posto la Roma con 91 milioni di euro, poi l’Inter con 82 milioni di euro e infine il Napoli al quinto posto con 81 milioni, seguito dalla Lazio 6ª con 62 milioni di euro.

Zidane (LaPresse/Ciro Sarpa)

Per l’Europa i dati sono impressionanti. Soltanto in Premier League ci sono Manchester City, Manchester United, Chelsea, Arsenal e Liverpool che superano i 200 milioni di euro l’anno (molto più della Juventus che è prima in Italia!), ma anche Liverpool e Tottenham si avvicinano a questa cifra con un monte ingaggi che oscilla intorno ai 160 milioni di euro (più o meno alla pari con quello della Juventus).

In Spagna spiccano i 340 milioni del Barcellona e i 290 milioni del Real Madrid. Poi abbiamo in Francia i 260 milioni del Paris Saint Germain, in Germania i 240 milioni del Bayern Monaco. Complessivamente ci sono almeno 20 club in Europa (oltre ai 4 in Italia) che si permettono calciatori più pagati (quindi migliori, almeno sulla carta) rispetto a quelli del Napoli. Un Napoli che gioca con Hysaj titolare ed è costretto a far subentrare Maggio e Ounas, mentre gli avversari hanno David Silva, Bernardo Silva, Yaya Touré, Kyle Walker, Eliaquim Mangala e Gabriel Jesus in panchina. Ogni tipo di considerazione sul gioco e sui risultati non può prescindere dall’analisi del valore di base delle varie squadre.

Poi c’è il “valore aggiunto“, che può rimescolare le carte in tavola. E per il Napoli si chiama Maurizio Sarri: da quando è arrivato tre anni fa, ha subito portato la squadra al top in Italia con un secondo posto in serie A (mentre oggi in qualche altro club c’è chi continua a blaterare sulla necessità di avere tempo a disposizione per fare bene…), bissato con un terzo posto l’anno successivo nonostante la cessione di Higuain, e adesso con il terzo campionato consecutivo al vertice (a prescindere da come andrà a finire). Il tutto grazie al lavoro e al bel gioco. Abbiamo sempre lamentato, infatti, la mancanza di un calcio europeo in Italia. Un calcio aperto, bello, spettacolare, entusiasmante, votato più alla ricerca del gol che al tentativo di non subirne. Adesso che ce l’abbiamo grazie a questo Napoli così travolgente, quasi quasi rimpiangiamo i catenacci di trapattoniana memoria…

E basta con la fandonia del gioco necessariamente brutto per essere vincente. E’ un’aberrazione, una falsità storica, oltre che un concetto di una tristezza culturale drammatica. Il Napoli di Sarri è l’esaltazione del calcio totale, moderno ed europeo. Ed è vincente eccome, perché non è affatto vero che vince solo chi arriva primo. La Reggina di Mazzarri nel 2007 ha raggiunto la salvezza con 15 punti di penalizzazione dopo Calciopoli ed è stata una delle squadre più vincenti, emozionanti e commoventi della storia del calcio italiano. Il Crotone di Nicola è vincente, l’Atalanta di Gasperini è vincente, l’Italia di Conte è stata vincente ad Euro 2016 come l’Islanda e il Galles. Perchè non conta soltanto il numerino sull’albo d’oro, ma conta molto di più come lo ottieni e da dove parti per arrivare fin lì. Il Napoli ha raggiunto e sta raggiungendo, tramite il bel gioco di Sarri, risultati eccezionali rispetto al valore del proprio organico. Verso traguardi sempre migliori e in costante crescita. Emoziona non soltanto i propri tifosi, ma una grossa fetta di osservatori e appassionati a differenza di molti altri club più titolati, come la Juve di Allegri, che vincono in modo “sporco” facendo felici solo ed esclusivamente i propri supporters.

Ma il calcio è molto di più. E allora giù le mani da Sarri, maestro di un calcio da applausi.

Altro che Dybala, la vera “Joya” è Insigne. E Sarri l’aveva previsto (in tempi non sospetti)