Protesta Fenerbahce: il precedente dell’Inter contro la Juventus e quei sospetti su Agnelli

La protesta del Fenerbahce, in campo con la Primavera contro il Galatasaray, riporta alla mente Juventus-Inter del 1961

Domenica sera in Turchia è avvenuto un episodio clamoroso. L’ennesimo degli ultimi mesi in cui nel massimo campionato turco è successo letteralmente di tutto. In occasione della Supercoppa Turca fra Galatasaray e Fenerbahce, due delle più forti squadre della nazione, era stato chiesto un arbitro internazionale per garantire imparzialità. Richiesta arrivata dal Fenerbahce che, nelle scorse settimane, aveva protestato contro il sistema Calcio in Turchia dopo il clamoroso pestaggio dei propri giocatori nella sfida contro il Trabzonspor.

Permesso negato, designato un arbitro turco. Il Feberbahce ha dunque deciso di protestare in maniera singolare: in campo l’Under 19. I giovani del club di Istanbul hanno fatto segnare un gol a Mauro Icardi e hanno abbandonato il campo lasciando la vittoria al Galatasaray. Immagini che hanno fatto il giro del mondo e hanno riportato alla mente un precedente avvenuto proprio in Italia.

Juventus-Inter del 1961: la protesta nerazzurra con i giocatori della Primavera

Serve tornare indietro fino al 1961. La partita non è proprio ‘una delle tante’. Si gioca Juventus-Inter. I nerazzurri, campioni d’inverno, capaci di battere 3-1 la Juventus a San Siro, avevano avuto un periodo di calo fra marzo e aprile con 4 ko consecutivi a causa dei quali scivolarono a -1 dai bianconeri.

Il Derby d’Italia di ritorno era previsto per domenica 16 aprile, l’occasione per il sorpasso. Lo Stadio Comunale di Torino è talmente pieno che alcuni tifosi finiscono per sedersi a bordo campo e sulla panchina dell’Inter. Al 31′ l’arbitro Carlo Gambarotta sospende la partita sul punteggio di 0-0 per la mancanza di condizioni di sicurezza per giocare. In casi come questo arriva la sconfitta a tavolino: circa 10 giorni più tardi, infatti, la Lega assegna il 2-0 all’Inter. Campionato riaperto, quindi, ma il 3 giugno, alla vigilia della domenica conclusiva del campionato, la Caf accoglie il ricorso della Juventus e dispone che la partita venga rigiocata.

Forti le proteste dell’Inter, soprattutto in relazione a una possibile interferenza di Umbero Agnelli, presidente della Federcalcio oltre che della Juve. Il verdetto viene comunicato ai giocatori dell’Inter poco prima di scendere in campo a Catania: “Andammo in campo col morale sotto i tacchetti e perdemmo per 2-0. Ci sentivamo presi in giro“, racconterà in seguito Aristide Guarneri.

A quel punto, il patron Angelo Moratti si consulta con l’allenatore Helenio Herrera e decide di mandare in campo la squadra “De Martino”, equivalente dell’attuale Primavera. La squadra è allenata da Peppino Meazza e fra le sue file vede un 19enne Sandro Mazzola che in quei giorni (era il 10 giugno) si trovava alle prese con l’esame di maturità: “per fortuna il preside si commosse e acconsentì a farmi sostenere gli esami di prima mattina – raccontò in seguito – un’auto della società mi aspettava davanti alla scuola per portarmi a Torino, dove arrivai giusto in tempo per giocare“.

La partita, ultima in carriera per Giampiero Boniperti, non ebbe storia: finì 9-1, 6 gol per Omar Sivori che inseguiva il Pallone d’Oro. La Juventus vinse lo Scudetto, il 12° della sua storia, a +4 sul Milan e a +5 sull’Inter. L’anno successivo arrivò la rivincita dell’Inter: 22 ottobre 1961, netto 2-4 per i nerazzurri sul campo della ‘Vecchia Signora’ che chiuse 12ª in quella stagione.