«Si può giocare in una squadra che non sia la Roma?»: Totti e il no a Genoa e Como

Nel libro "Oltre" l'ex capitano spiega perché rifiutò il Genoa di Gilardino: «Un tradimento sportivo non ha età». E racconta il riavvicinamento con Luciano Spalletti

Nel 2024 Francesco Totti è stato vicino a tornare a giocare in Serie A, a 48 anni. Genoa e Como gli avevano proposto di rientrare. Alla fine ha detto no a entrambi: non per l’età, ma perché non riusciva a immaginarsi con una maglia diversa da quella della Roma. Lo racconta nell’autobiografia “Oltre. Uno si ritira e gli succede di tutto. Che poi tocca pure raccontarlo”, scritta con Alessandro Alciato per Cairo Editore, in libreria e in edicola da oggi, martedì 22 settembre. Il Corriere della Sera ne ha anticipato alcuni estratti. Totti aveva già accennato alla vicenda nell’ottobre 2024, in un’intervista in cui parlava di squadre che lo avevano chiamato e gli avevano fatto «venire in mente la pazzia».

Totti, il Genoa di Gilardino e il Como di Fabregas

I primi a farsi avanti sono stati i dirigenti del Genoa, con cui Totti ha parlato direttamente. Gli hanno chiesto se volesse fare o no questa nuova esperienza, e secondo lui facevano sul serio. Sulla panchina rossoblù c’era Alberto Gilardino, campione del mondo con lui nel 2006. A Como allenava già Cesc Fabregas. Il conto lo fa Totti: Gilardino aveva 42 anni, Fabregas 37, quindi lui ne avrebbe avuti sei e undici più di chi era pagato per dirgli cosa fare. E insiste che non si tratta di leggende metropolitane. Prima di rispondere, Totti ha preso tempo e ha cominciato a lavorare duramente. Marassi gli piaceva: uno stadio all’inglese, con un pubblico di passione che segue le partite attaccato al campo. E contro il Genoa aveva giocato la sua ultima partita con la Roma, il 28 maggio 2017.

«La Roma era il punto»: perché ha detto no alla Serie A

Gilardino ogni tanto gli scriveva su WhatsApp per chiedergli una risposta. Totti racconta che testa e cuore si scambiavano i ruoli, ma la conclusione era sempre la stessa, una domanda che si faceva da solo: si può giocare in una squadra che non sia la Roma? L’età non era l’ostacolo. Si diventa più lenti, scrive, ma il piede non invecchia. L’ostacolo era la Roma, che però per lui non è mai stata il problema: era il punto. E un tradimento sportivo non ha età, che siano 18 o 48 anni.

Totti e Spalletti, il riavvicinamento dopo sei anni di silenzio

Il libro torna anche sul rapporto con Luciano Spalletti. Dal 28 maggio 2017, giorno di quello che Totti definisce il suo «ritiro forzato», i due non si sono visti né sentiti per oltre sei anni. Qualcosa si è mosso nel novembre 2023, durante la visita della Nazionale, allora guidata da Spalletti, all’ospedale Bambino Gesù. Ci sono stati una battuta per sdrammatizzare, un cinque veloce e un abbraccio: un gesto fugace, precisa Totti. Il 14 maggio 2025, all’Olimpico per la finale di Coppa Italia tra Bologna e Milan, solo un saluto di circostanza.

Foto di ALESSANDRO DI MARCO / ANSA

La svolta è arrivata sul set di uno spot. Totti è andato a bussare al camper dell’allenatore, i due si sono abbracciati e hanno lavorato insieme per due giorni. Totti ammette di esserne uscito più sereno. Nell’estate 2026 ne hanno girato un secondo, in tre giorni, nella tenuta di Spalletti in Toscana. A cena, davanti ad altre persone, Totti ha detto che come allenatore Spalletti era tra i più forti, ma che con lui non si era comportato benissimo. Spalletti ha risposto che la colpa era tutta di Totti. Le condizioni per la pace, scrive l’ex capitano, sono in costruzione giorno dopo giorno.

Dalle barzellette a “Oltre”: i libri di Totti

“Oltre” non è il primo libro di Totti. Nel 2003 Mondadori ha pubblicato “Tutte le barzellette su Totti (raccolte da me)”, seguito nel 2004 da “Le nuove barzellette su Totti”. Il 27 settembre 2018, giorno del suo 42° compleanno, è uscito “Un Capitano”, scritto con Paolo Condò per Rizzoli, che ripercorreva la sua vita fino all’addio al calcio. “Oltre”, come dice il sottotitolo, racconta quello che è venuto dopo.