La Reggina rivede la Serie B dopo sei anni. Un girone C della Serie C dominato a lungo dai calabresi che però, vista l’emergenza Coronavirus, hanno dovuto aspettare la decisione della FIGC per poter festeggiare la promozione. Un salto di categoria meritato sul campo dalla squadra di Mimmo Toscano, grazie a chi ha reso possibile il tutto: dal presidente Luca Gallo al ds Massimo Taibi ma soprattutto ai calciatori amaranto. Uno dei protagonisti della stagione trionfale della Reggina è senza ombra di dubbio Reginaldo che, intervenuto ai microfoni di ‘StrettoWeb’, ha descritto così il campionato della squadra in riva allo Stretto e il momento in cui ha saputo della promozione: “Per tutte quelle volte che hanno rimandato la decisione definitiva, fino alla fine ieri ho aspettato che non ci fossero sorprese, anche se questa volta era molto difficile che accadesse. Sono rimasto chiuso in casa ad aspettare la notizia, ero veramente ansioso di capire cosa sarebbe successo. Non appena è uscita la notizia dell’ufficialità ho vissuto una gioia immensa, è stato ripagato il lavoro di tutti questi mesi. Ero davvero contentissimo, sia per me, sia per la società che se lo merita. Il merito è di tutta le gente che dal primo giorno ha collaborato per la vittoria del campionato. Perché non è stato assolutamente facile dopo quello che era successo negli anni prima. E’ stato creato un gruppo di lavoratori intorno alla società, con una mentalità così vincente e con la voglia di far bene per la città. Credo dunque che i primi meriti vadano al presidente Luca Gallo, al direttore Massimo Taibi, al mister Mimmo Toscano e tutti coloro che lavorano intorno alla Reggina. Noi calciatori abbiamo lottato per dare il massimo, sono contento perché ho trovato un gruppo molto unito. Nessuno ad inizio stagione ci avrebbe creduto, quindi è stata una gioia bellissima”.
Promozione che ha anche degli aspetti negativi, su tutti il non aver potuto festeggiare con tifosi e città come spiega Reginaldo: “è l’unico aspetto negativo. Mi sarebbe piaciuto girare la città col pullman aperto per stare insieme ai tifosi. Come noi abbiamo sofferto per vincere il campionato, anche la gente ha lottato e ha seguito la squadra in tutt’Italia. Una gioia un po’ trattenuta, ma è giusto che i tifosi abbiano vissuto questo momento e abbiano esultato a modo loro. Io ho preferito non uscire perché non me la sentivo, per tutta quella gente che è morta in questi mesi. Però è giusto che la città abbia reagito così dopo tante sofferenze”.
Infine uno sguardo al futuro personale e della squadra. Si parla con insistenza di un Jeremy Menez pronto ad approdare a Reggio: “Intanto spero di trovare un accordo con la società per il prossimo anno, spero di restare qui. Sono arrivato qui con l’obiettivo di tornare in cadetteria. Lo abbiamo raggiunto, ma adesso non montiamoci la testa. La Serie B è un altro tipo di campionato, ogni partita va affrontata con grande impegno. Ma ho molta fiducia in chi resterà, perché non è una categoria in cui si scherza o sono permessi errori. E perché no, ci sono state tante squadre che hanno fatto il doppio salto. Noi dovremo partire certamente con la mentalità di salvarci, poi se ci sarà la possibilità cercheremo di ottenere anche qualcosa in più. Se ciò dipendesse dai nostri tifosi, non ci sarebbe alcun dubbio, loro sono incredibili e il massimo ce lo mettono sempre. Menez o qualsiasi altro giocatore arriverà, l’importante è che abbia la mentalità giusta tale da portare ancora di più entusiasmo a questo gruppo. Non so in quanti resteranno ma, se posso dire la mia, confermerei tutti, il gruppo è unito. Menez è un nome su cui non si può discutere. Ha lasciato il segno alla Roma e al Milan, speriamo che arrivi con la testa giusta, se davvero arriverà, per aggiungere qualità e aiutarci a migliorare”.