Juventus-Lazio, Chiellini mena e viene punito. De Sciglio improvvido, Sarri bestemmia tutto il calendario

E' andata in archivio Juventus-Lazio, partita attesissima e quasi decisiva per lo scudetto. Una gara ricca di colpi di scena e con un clamoroso epilogo

CalcioWeb

La partita più attesa. Quella decisiva per lo scudetto. Le due squadre separate da un solo punto in classifica. Davanti la Juventus, la Lazio ad inseguire. Vigilia infuocata e match che non ha deluso le aspettative. In milioni davanti alle tv, visto che la Prefettura ha deciso per le porte chiuse. Sugli spalti solo pochi “intimi”: un paio di reggiseni e qualche tanga. Le due squadre si danno battaglia senza esclusione di colpi. Chiellini abbatte prima Correa, poi Luis Alberto: “Siamo qui per divertirci”, si scusa timidamente il capitano della Juve. Lulic fa giustizia con una manata sul naso perennemente rotto del difensore bianconero: “Scusa, volevo prendere la palla”, dice il bosniaco. Ma c’è spazio anche per le occasioni. Nitida palla gol sprecata da Dybala, che calcia a lato da buona posizione. Replica Milinkovic-Savic con un colpo di testa che lambisce il palo.

Nella ripresa la Juve sembra entrare leggermente sottotono. Amaro il commento di Sarri: “Ho visto più intensità al Trofeo Birra Moretti”. Higuain ha uno scatto d’orgoglio e dalla panchina chiede a Sarri di entrare. Incredibilmente il tecnico gli dà ascolto e, dopo 5 minuti di riscaldamento, richiama l’argentino. Fuori uno spento Dybala. Imbeccato da Pjanic, Higuain ha subito l’occasione giusta ma spreca. Dopo qualche minuto nuova palla invitante per il ‘Pipita’ che si mangia il gol. Sarri sempre più amareggiato si rivolge alla panchina: “Ma nel curriculum che aveva scritto? Abilità: prima colazione?”. E qualcuno replica: “E’ pure ingrassato. Per fargli la divisa hanno dovuto prendere in prestito il tendone del circo Orfei”. Fatto sta che le occasioni della Juve finiscono qui. La Lazio sale in cattedra e prende il pallino del gioco.

Chiellini immola nuovamente il naso (stavolta di sua spontanea volontà) sul tiro a colpo sicuro di Cataldi, che prova il bis dopo la perfetta punizione in Supercoppa. La punizione è per Chiellini, costretto ad abbandonare la contesa. Entra Rugani. Cambi finiti per la Juve che però decide di far scaldare comunque De Sciglio, per tenerlo impegnato e fargli guadagnare in qualche modo lo stipendio. Il numero 2 bianconero si apposta dietro la porta difesa da Szczesny e fa qualche esercizio. Dalla panchina ritengono non ci sia pericolo (POVERI INGENUI!).

La gara sembra indirizzata verso il pari ma al 90′ accade l’imponderabile. Un pallone che si sta spegnendo sul fondo viene intercettato da De Sciglio con il piede, quando però è ancora in gioco. La sua ingenuità costa carissima perché il VAR richiama l’arbitro e lo invita a rivedere l’azione. Dopo qualche secondo di attesa, il direttore di gara prende la sua decisione e assegna calcio di rigore, come da regolamento. Sarri si fa portare un calendario e omaggia tutti i Santi con degli epiteti che non stiamo qui a ripetere. Gli stranieri in panchina iniziano a maledire il compagno in tutte le lingue del mondo.

In tutto questo caos è Immobile a presentarsi dagli undici metri con un pallone che pesa più di Higuain. Ma, dopo tutte le scivolate di Chiellini, il dischetto è sparito. Il direttore di gara va sulla linea di porta e conta i fatidici passi per provare a localizzare il punto di battuta. Niente da fare. Con la bomboletta prova a disegnare un cerchio. Si può procedere. Immobile rimane freddo nonostante il tempo trascorso, spiazza Szczesny e manda la Lazio in testa alla classifica. Al fischio finale gli juventini si avventano nei pressi del luogo dove si scaldava De Sciglio ma non lo trovano. Nessuno sa che fine abbia fatto il terzino.

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Questo racconto non corrisponde assolutamente alla realtà. E’ frutto della fantasia della nostra redazione. L’idea nasce per cercare di ‘alleggerire’ la mente dei lettori, nelle ultime settimane riempita soltanto da notizie negative. Noi di solito amiamo raccontare ciò che succede in campo e tutto ciò che lo circonda, e per questo vogliamo provare a farlo anche in un momento del genere. Con leggerezza e un po’ di ironia, provando a strappare qualche sorriso. Speriamo che l’iniziativa possa essere apprezzata da chi ci legge.

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