Milan-Steaua Bucarest 4-0, prima Coppa Campioni dell’era Berlusconi: 90000 tifosi rossoneri, nessuno dei rumeni

Torna l'appuntamento con la nostra rubrica "Accadde oggi". Parliamo del 24 maggio 1989, data di Milan-Steaua Bucarest, finale di Coppa dei Campioni

Il 24 maggio 1989 il Milan conquista la prima Coppa dei Campioni dell’era Berlusconi, la terza della sua storia, battendo in una gara senza storia la Steaua Bucarest. Un 4-0 senza appello quello della squadra di Arrigo Sacchi. Al Camp Nou sono novantamila i tifosi rossoneri. Alla fine del primo tempo il Milan conduce di tre reti grazie alla doppietta di Gullit e al gol di van Basten. Nella ripresa arriva il bis del Cigno di Utrecht a mettere il punto esclamativo sul trionfo rossonero. I tifosi della Steaua Bucarest rimasero in patria per volere di Nicolae Ceausescu.

Giovanni Galli, portiere del Milan Campione d’Europa 1989, ha raccontato: “In campo è andato tutto bene ma noi sapevamo che quella Steaua era composta da otto/undicesimi che erano i titolari della nazionale rumena. Non dimentichiamo poi che loro potevano schierare un signor giocatore che molti di noi stimavano, come Gheorghe Hagi. Un altro aspetto da considerare era la loro imbattibilità. Fra campionato rumeno e Coppa di Romania erano imbattuti da più di 100 partite e in quella Coppa dei Campioni avevano quasi sempre vinto, tranne la sconfitta di misura per 1-0 nell’andata dei quarti di finale sul campo del Goteborg. Quindi eravamo tutti in campana… e non ci aspettavamo la partita tra virgolette facile che poi è stata. Abbiamo visto quanti tifosi c’erano dentro il Camp Nou… in 90.000, venivano non solo dall’Italia ma da tutto il mondo. A quel punto ci siamo detti ‘ma come facciamo a mandarli via da qui senza la coppa?’. Ecco come è nata quella finale, una miscela di attenzione per l’avversario e di dedizione alla causa dei tifosi del Milan. Dopo il 4-0 finale, ci sono stati due momenti belli. Prima l’ubriacatura di emozioni in campo, anche perchè molti di noi stavano vivendo sensazioni assolutamente sconosciute. Poi in albergo, non è successo molto, una mezz’oretta di confusione e via. Ci siamo accorti davvero, invece, di quello che avevamo fatto, quando siamo arrivati alla Malpensa. È stato bellissimo”.