De Ketelaere e Saelemaekers demoliscono gli USA: il Belgio vince con gli “scarti” della Serie A

Ad Atlanta finisce 5-2 per i Diavoli Rossi: un massacro tattico che mette a nudo i limiti di Pochettino. Ma la vera lezione arriva dal mercato: mentre gli "americani d'Italia" affondano, i calciatori bocciati o ceduti dai nostri club salgono in cattedra

C’è una domanda che aleggia nell’aria dopo il triplice fischio al Mercedes-Benz Stadium: com’è possibile che i giocatori più dominanti in campo siano proprio quelli che il nostro campionato ha frettolosamente bollato come “non all’altezza”? Ecco, in quest’ottica, Il 5-2 del Belgio contro gli Stati Uniti è la vendetta dei rinnegati dalla  Serie A.

Incubo ad Atlanta: il “Soccer” di Pochettino travolto dal cinismo europeo

Il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta era pronto per la grande festa: 66.867 spettatori per l’ultima vera prova generale prima del Mondiale 2026. L’illusione è durata solo 39 minuti, il tempo necessario a Weston McKennie per coordinarsi e scaricare in rete un pallone al volo su assist di Antonee Robinson.

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Un gol da “copertina” che però ha solo mascherato le crepe di una nazionale, quella statunitense, che a 76 giorni dal debutto mondiale appare un cantiere aperto. Il 5-2 finale del Belgio non è solo un passivo pesante, è la dimostrazione che il marketing della MLS e il fascino dei sold-out non bastano contro il realismo tattico del Vecchio Continente.

Charles De Ketelaere e Saelemaekers: la riscossa dei “bocciati” dal Milan

C’è un’ironia sottile nel veder brillare proprio chi, in Italia, è stato spesso trattato come un peso. Charles De Ketelaere è l’emblema di questa “vendetta dei rinnegati”.

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Per un intero anno a San Siro, il belga è stato il bersaglio preferito della critica: etichettato come “scarto” di lusso, timido e inconcludente. Eppure, ad Atlanta, è stato lui l’architetto del Belgio, freddo nel trasformare il rigore del 3-1 e dominante fisicamente tra le linee. Insieme a lui, Alexis Saelemaekers — ceduto dal Milan per far posto a profili più esotici — ha servito l’assist per il raddoppio di Onana, dimostrando che i “bocciati” della nostra Serie A, una volta trovata fiducia, sanno ancora come si domina una partita internazionale.

Dodi Lukebakio: la doppietta del talento che la Serie A continua a snobbare

Se De Ketelaere è il rimpianto di chi lo ha avuto, Dodi Lukebakio rappresenta il peccato originale dei nostri direttori sportivi. L’esterno del Siviglia, autore di una doppietta d’autore (un sinistro a giro telecomandato e un tap-in da rapace d’area), è quel profilo che ogni estate finisce sui taccuini di Inter, Lazio e Roma, per poi essere scartato all’ultimo perché “troppo discontinuo” o “troppo caro”.

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Vedere Lukebakio umiliare la difesa americana è la conferma che il talento internazionale esiste anche fuori dai radar sicuri della nostra Serie A, e che spesso il coraggio di investire viene premiato con prestazioni da urlo.

Difesa USA nel caos: McKennie e Pulisic non bastano a Pochettino

Mentre gli “scarti” del Belgio volavano, le stelle della Serie A prestate agli USA colavano a picco. Nonostante lo splendido gol, Weston McKennie è apparso troppo isolato a centrocampo, incapace di arginare le ondate belghe guidate da un Jeremy Doku in versione imprendibile. Ancora peggio è andata alla difesa: il capitano Tim Ream è stato sanzionato dal VAR per un tocco di mano che ha dato il via alla debacle, mentre il giovane Sebastian Berhalter ha pagato l’inesperienza con un errore fatale sull’ultimo gol belga. Pochettino ha un problema enorme: la sua difesa è un colabrodo e il tempo delle prove è ufficialmente terminato.

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Verso il Portogallo: l’ultima chiamata prima del Mondiale 2026

Martedì sera, sempre al Mercedes-Benz Stadium, gli Stati Uniti attendono il Portogallo di Roberto Martínez (anche se privo dell’infortunato Ronaldo). Sarà l’ultima spiaggia per molti giocatori americani prima che Pochettino annunci la rosa definitiva dei 26 per il Mondiale. Ma la lezione del Belgio è scolpita nel marmo: il calcio non si fa (solo) con i nomi altisonanti o con le statistiche del merchandising. Si fa con la sostanza. E il Belgio dei “rinnegati” dalla Serie A ha dato una lezione di umiltà che gli Stati Uniti — e forse anche i club italiani — dovrebbero studiare con molta attenzione.