Esordio Gruppo G: i Faraoni sono tutt’altro che mummie, ma il risveglio di Big Rom fa tremare la difesa in soli 5 secondi! È 1-1 al Seattle Stadium

I Faraoni spaventano Rudi Garcia con Ashour e le magie di Salah nel giorno del suo compleanno. Poi entra Big Rom: gli bastano 5 secondi per provocare l'autogol dell'1-1 e far tremare il primato lampo di Svanberg

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Un primo tempo da incubo per i Diavoli Rossi e una notte di pura estasi per i Faraoni. Al CenturyLink Field di Seattle va in scena un debutto shock per il Gruppo G. Il Belgio, una delle grandi potenze del calcio europeo, chiude i primi 45 minuti di gioco meritatamente in svantaggio contro un Egitto straripante, organizzato e affamato. La squadra africana sblocca il match con una perla di Ashour e mette alle strette le stelle svedesi e “italiane” della nazionale belga.

Voglia di riscatto: i tormenti di Rudi Garcia e De Bruyne a Napoli

La vigilia in casa Belgio era tutta per loro. Sulla panchina siede Rudi Garcia, l’ex tecnico di Roma e Napoli che cerca la consacrazione internazionale. In campo, il leader indiscusso è Kevin De Bruyne: il fuoriclasse della trequarti arriva da una stagione tormentata proprio a Napoli, dove ha incontrato enormi difficoltà tattiche e ambientali, e ha addosso gli occhi di tutto il mondo per questo Mondiale del riscatto. C’è tantissima attesa anche per l’esordio dell’idolo dei Faraoni, Mussala, e per il gigante d’attacco Romelu Lukaku. Il Belgio prova a graffiare subito: al 7′ minuto è proprio De Bruyne a scaldare il piede con il primo tiro in porta del match, che però termina fuori di un soffio. La partita si innervosisce subito a centrocampo, con l’arbitro costretto a tirare fuori i cartellini: al 13′ viene ammonito Attia per l’Egitto, e appena un minuto dopo (14′) tocca all’ex Atalanta Timothy Castagne finire sul taccuino dei cattivi per il Belgio.

Il “Real Madrid d’Africa” colpisce: Ashour fulmina un grandissimo Courtois

L’Egitto, arrivato al suo quarto mondiale della storia a caccia del primo storico successo nella fase finale, dimostra di essere una squadra preparata a puntino. Il CT Assan — leggenda assoluta del calcio egiziano e detentore del record di gol fatti al Mondiale per i Faraoni — ha pescato a piene mani dal blocco dell’Al-Ahly, la squadra ribattezzata il “Real Madrid d’Africa”, schierando ben 8 giocatori provenienti da quel club. La chimica di squadra è perfetta: l’Egitto difende in modo impeccabile e riparte con una velocità spaventosa. La svolta arriva al 19′ minuto. Su una transizione letale, Ashour riceve al limite dell’area e lascia partire un tiro imprendibile, telecomandato sotto l’incrocio. Nulla da fare nemmeno per un gigante come Thibaut Courtois, considerato uno dei migliori portieri del pianeta. Il Belgio va sotto e accusa il colpo, mentre l’Egitto si mette in gestione, deliziando il pubblico di Seattle con grandi giocate di classe che mostrano tutta la fame di questo gruppo.

Belgio brutto e inconcludente, i Faraoni chiudono in attacco

I Diavoli Rossi tentano una timida reazione di puro orgoglio. Ci prova Youri Tielemans con un colpo di testa imperioso, ma la palla sorvola la traversa senza impensierire il portiere. L’Egitto però non si limita a guardare e al 32′ sfiora addirittura il raddoppio con una clamorosa opportunità per Zico, sventata solo da un miracoloso riflesso di Courtois che devia in angolo. Dopo il giallo sventolato all’egiziano Fatouh per un duro intervento, i Faraoni continuano a premere. Al 45′ l’Egitto si porta ancora in avanti, guadagnando un prezioso corner e chiudendo la prima frazione di gioco in pieno attacco, nonostante il vantaggio da difendere. Il verdetto di Seattle dopo i primi 45 minuti è insindacabile: un Egitto splendido e meritatamente avanti contro un Belgio decisamente brutto. Riuscirà Rudi Garcia a ribaltarla nella ripresa?

Assalto Faraone e la sfortuna di De Bruyne: il Belgio trema ancora

La ripresa ricomincia esattamente come si era chiuso il primo tempo: con un Egitto aggressivo, per niente stanco e con una fame sconsiderata su ogni pallone. I Faraoni cercano ripetutamente il raddoppio e Zico va vicinissimo al gol della vita. Il Belgio risponde solo con le giocate dei singoli: al 53′ Kevin De Bruyne pennella una punizione magistrale che però si stampa sul palo a portiere battuto. La risposta egiziana è immediata con un contropiede fulmineo di Zico, deviato provvidenzialmente. La squadra africana gioca a memoria sotto gli occhi attenti di Gianni Infantino in tribuna: Fatuh è monumentale in fase difensiva, mentre il capitano Mo Salah si vede parare un tiro a botta sicura da Courtois. Poco dopo, Marmoush firma un’azione fantascientifica: palla al piede per 50 metri, inseguito da mezza difesa belga, ma calcia fuori da ottima posizione. Il Belgio appare spento e De Bruyne, insolitamente impreciso e privo della solita cattiveria agonistica, si fa ipnotizzare dal portiere Shobeir. Rudi Garcia capisce che serve il peso massimo e ordina i cambi: fuori Onana e Castagne, è il momento di Big Rom.

Il “Buongiorno di Lukaku”: il record di Svanberg trema in 5 secondi

Mentre sugli spalti le telecamere pescano un tifoso travestito da Asterix e un altro che sbadiglia per la tensione, l’Egitto guadagna un corner con Marmoush. Ma al 65′ minuto la storia del match gira per sempre. Romelu Lukaku entra in campo e, prima ancora che la difesa egiziana possa triplicare la marcatura, firma il pareggio. Sono passati appena 5 secondi dal suo ingresso sul terreno di gioco: l’attaccante si fionda sul pallone e manda in totale confusione la retroguardia dei Faraoni. La sfera non la tocca direttamente lui per spingerla in rete, ma il suo zampino è talmente decisivo da provocare il clamoroso autogol di Mohammed Hnay. È il definitivo 1-1, un impatto talmente devastante che i telecronisti lo battezzano subito come “il buongiorno di Lukaku”. Per pochissimo Big Rom non scippa il primato assoluto a Svanberg, trattandosi di autogol, ma i suoi 5 secondi per produrre il gol del pareggio sono già leggenda.

Curiosità: Oggi è il compleanno della leggenda Mo Salah. Dagli spalti del Seattle Stadium piovono cori, striscioni di auguri e un calore commovente da parte dei tifosi nel momento del suo cambio. L’Egitto ha celebrato il proprio re con una prestazione da applausi, prima che la stanchezza inevitabile della prima gara del girone emergesse negli ultimi 15 minuti.

Shobeir il figlio d’arte blinda il finale: a Seattle è parità tra due colossi

Dopo l’hydratation break, il Belgio vola sulle ali dell’entusiasmo e cerca il raddoppio ravvicinato, ma sbatte contro un muro: il talento emergente Shobeir, il portiere dell’Egitto, figlio d’arte che si alterna regolarmente nelle convocazioni e non parte sempre titolare, compie una parata pazzesca che salva il risultato. Nel finale saltano gli schemi. Anche Courtois deve superarsi per blindare la porta belga, mentre Lukaku vola di testa su un cross perfetto ma spedisce a lato, consapevole che su quei palloni che lui stesso chiede avrebbe potuto fare meglio. Al triplice fischio è 1-1: un pareggio specchio di una partita bellissima ed equilibrata tra due squadre di grandissimo valore. L’Egitto spaventa l’Europa, ma il Belgio si gode il risveglio del suo gigante.