Una pioggia di gol, una lezione di calcio e una notte da incubo per il Nord Africa. Se le prime due del Gruppo F, Olanda e Giappone, hanno dato vita, ieri, a un match equilibrato e combattuto fino all’ultimo pallone, conclusosi 2-2, all’Estadio BBVA di Monterrey, in Messico, è andata in scena una vera e propria dimostrazione di forza bruta tra le altre due nazionali del girone. La Svezia travolge la Tunisia con un nettissimo 5-1 che ammette pochissime repliche. Per le “Aquile di Cartagine” il Mondiale messicano inizia in salita, abbattute da una nazionale scandinava cinica, affamata e letteralmente straripante dal primo all’ultimo minuto di gioco.
Il gol del destino: Ayari sblocca il match ma non esulta contro la Tunisia del padre
Il match si mette subito in discesa per gli svedesi e lo fa con una di quelle storie che sembrano scritte appositamente per i palcoscenici mondiali. Al 7′ minuto è Yasin Ayari a sbloccare la partita con una perla balistica da fuori area. Il centrocampista scandinavo, tuttavia, gela lo stadio restando immobile: nessuna esultanza. Il motivo è puramente di cuore: suo padre è tunisino. Nonostante le origini e il richiamo del sangue, il ragazzo ha scelto di difendere i colori della Svezia, punendo la squadra della sua terra d’origine al primo pallone utile. La Tunisia accusa il colpo e al 30′ subisce il raddoppio: ci pensa Alexander Isak a firmare il 2-0 con un altro tiro da fuori area di rara bellezza. Due gol da cineteca che sembrano archiviare la pratica già alla mezz’ora.
Rekik riaccende la speranza, ma nella ripresa Gyokeres spegne le Aquile di Cartagine
Le Aquile di Cartagine, però, d’orgoglio provano a volare alto e a non arrendersi al verdetto della tecnica. Al 43′ minuto, sugli sviluppi di un’azione insistita, Rekik svetta imperioso di testa e batte il portiere svedese, accorciando le distanze sul 2-1. Il primo tempo si chiude addirittura con la Tunisia riversata in attacco, a caccia di un clamoroso pareggio che avrebbe cambiato l’inerzia del Gruppo F. L’illusione africana dura però fino al 59′. La difesa della Tunisia commette un errore imperdonabile in fase di disimpegno, regalando il pallone al killer più spietato d’Europa: Viktor Gyokeres recupera la sfera e di piede non perdona, firmando il 3-1. Da quel momento in poi, la Svezia inizia a “giocare sul velluto”, addormentando il match e nascondendo il pallone agli avversari.
Curiosità: All’84’ minuto entra in campo Mattias Svanberg, centrocampista ben noto in Italia per i suoi trascorsi al Bologna. Nemmeno il tempo di calpestare l’erba dell’Estadio BBVA — forse neanche 10 secondi dal suo ingresso — e lo svedese gonfia la rete di piede sul primo pallone toccato. L’arbitro inizialmente annulla per un fuorigioco millimetrico, ma dopo un lungo controllo del VAR il gol viene convalidato: è il 4-1, nonché la rete più veloce della storia dei Mondiali per un subentrato!
Svezia insaziabile e Ayari show: per la Tunisia si fa dura nel girone di ferro
La Tunisia, ormai mentalmente svuotata, alza definitivamente bandiera bianca e smette di difendere con la cattiveria agonistica necessaria a questi livelli. La Svezia, al contrario, dimostra di avere ancora tantissima fame. Al 95′, in pieno recupero, è ancora uno scatenato Ayari ad aprire e chiudere personalmente la serata: altro missile da fuori area, doppietta personale e tabellino fissato sul definitivo e roboante 5-1. I nordafricani escono dal campo con le ossa rotte. Per la Tunisia il cammino in questo Mondiale si fa adesso maledettamente duro: inserita nel girone di ferro con Giappone e Olanda, la squadra dovrà fare un autentico miracolo per strappare il pass per gli ottavi di finale. La Svezia, dal canto suo, lancia un messaggio spaventoso a tutte le big del torneo: gli scandinavi sanno fare malissimo


