Il caso Cristiano Ronaldo si chiude, almeno sul piano disciplinare, con una squalifica di 30 giorni e una multa di 255 euro. La Commissione disciplinare della Federcalcio portoghese (FPF) ha ufficializzato il provvedimento nei confronti del capitano della Nazionale, ritenuto responsabile di un’infrazione intenzionale dopo aver lasciato il ritiro in Danimarca lo scorso 30 settembre, in seguito allo scontro con il commissario tecnico Jorge Jesus. La sospensione decorre dalla data dell’episodio, avvenuto durante la finestra internazionale di UEFA Nations League, e terminerà alla fine di ottobre. Una scelta che riduce sensibilmente le conseguenze sportive della sanzione: non essendo previsti impegni della Nazionale nel periodo interessato, Ronaldo dovrebbe essere nuovamente convocabile per le partite di novembre. La decisione di inserirlo nella lista dei convocati, tuttavia, spetterà comunque a Jesus.
La multa da 255 euro e le polemiche sulla sanzione
A far discutere è soprattutto l’importo della multa, pari a 255 euro. Nel giugno del 2025, infatti, Ronaldo ha firmato con l’Al-Nassr un contratto di rinnovo fino al 2027 da 200 milioni di euro oltre a 30 milioni di bonus alla firma e numerosi benefit. I 225 euro chiesti dalla FPF è dunque una cifra irrisoria rispetto ai guadagni di Ronaldo, una verità che ha alimentato l’ironia dei media: secondo un calcolo riportato dal quotidiano portoghese A Bola, Ronaldo guadagnerebbe una somma equivalente in circa 36 secondi. Ancora più rilevante è però il significato del provvedimento. La Federazione ha formalmente riconosciuto la responsabilità disciplinare del giocatore, responsabilità che lui stesso aveva già ammesso, ma la decorrenza retroattiva dello stop fa sì che la squalifica non dovrebbe costargli alcuna partita con il Portogallo. Resta quindi aperta la questione dell’equilibrio tra il rispetto delle regole e le conseguenze concrete della loro applicazione, soprattutto quando coinvolgono una figura centrale per la Nazionale.
Il ritorno in Nazionale passa da Jorge Jesus
D’altro canto, la squalifica e la sanzione pecuniaria non risolvono automaticamente la frattura tra Ronaldo e il CT Jesus. Il portoghese si era scusato con compagni e tifosi, dichiarandosi disponibile a tornare dopo aver scontato la punizione, ma aveva anche accusato il CT di non aver rispettato gli accordi relativi al suo impiego. L’allenatore, dal canto suo, aveva inizialmente parlato di un malinteso, senza però ricucire pubblicamente lo strappo. Con la conclusione del procedimento disciplinare, il prossimo passaggio sarà dunque tecnico e relazionale. Il Portogallo tornerà in campo per la Nations League il 14 novembre contro la Danimarca e il 17 novembre contro il Galles: Ronaldo potrà essere preso in considerazione per entrambe le gare, ma il suo eventuale rientro dipenderà dalle scelte di Jesus. La vicenda disciplinare è arrivata al verdetto; quella tra il capitano e il commissario tecnico è ancora tutta da risolvere.