Il Mondiale 2026 non smette di regalare colpi di scena e le ultime due sfide degli ottavi di finale sono già entrate di diritto nella storia del calcio. Da una parte il dramma sportivo dell’Argentina, salvata da un finale clamoroso contro un Egitto eroico; dall’altra la maratona infinita tra Svizzera e Colombia, decisa solo alla lotteria dei calci di rigore. Ecco come sono andati gli ultimi, pazzeschi verdetti che completano il quadro delle magnifiche otto.
Il miracolo di Atlanta: l’Egitto spaventa il Mondo, poi l’Argentina si aggrappa al suo Re
Ad Atlanta non va in scena una partita, ma un thriller psicologico. L’Egitto si presenta all’appuntamento con un Mohamed Salah incerottato, visibilmente lontano dalla forma migliore, ma deciso a stringere i denti. E l’avvio dei Faraoni è un manifesto di coraggio: aggrediscono l’Argentina, la schiacciano e al 15’ materializzano l’impensabile. Ibrahim svetta imperioso di testa e fa secco il portiere: 0-1. L’Argentina è sotto shock, ma prova a scuotersi immediatamente. Al 19’ Hassan stende Tagliafico in area: è rigore. Sul dischetto si presenta, ovviamente, Leo Messi. Lo stadio trattiene il respiro, ma la Pulce si fa ipnotizzare: Shoubir si traveste da supereroe, vola e respinge il tiro. La ripresa inizia con un’Argentina furiosa nel pressing, ma l’Egitto difende con le unghie, nonostante la dolorosa perdita di Ashour—fino a quel momento tra i migliori—costretto a dare forfait per infortunio. Al 59’ il dramma argentino sembra completo: Hassan scappa via alla difesa albiceleste, dribbla tutti e serve a Zico il pallone dello 0-2. Il VAR, però, strozza in gola l’urlo egiziano annullando per un fallo a inizio azione. Ma è solo un avvertimento. Al 67’ la ditta Hassan-Zico si ripete: assist al bacio, gol regolare e l’Egitto vola sul doppio vantaggio. 0-2. Per l’Argentina sembra la fine del viaggio.
Il risveglio dei Campioni: quattordici minuti di fuoco
Poi, improvvisamente, si accende l’orgoglio dei campioni.
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Al 79’, Romero trova la zampata che accorcia le distanze (1-2) e rianima un popolo intero.
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Cinque minuti dopo, all’84’, sale in cattedra l’uomo del destino: Leo Messi si prende la squadra sulle spalle, cancella il fantasma del rigore fallito e firma il clamoroso pareggio. È il 2-2 che fa esplodere lo stadio.
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Ma il capolavoro si completa al 93’: in un contropiede letale condotto sul filo dei nervi, Fernandez scarica in rete il pallone del definitivo 3-2.
L’Argentina vola ai quarti dopo aver visto l’inferno da vicino; l’Egitto esce tra le lacrime, ma a testa altissima.
La maratona di Vancouver: la Svizzera spezza la maledizione nella “sfida dei Vargas”
Se ad Atlanta si è vissuto un dramma d’azione, a Vancouver va in scena un logorante western. La Colombia arriva all’ottavo con le gambe pesanti, sfinita da un Mondiale giocato girovagando in tutti e tre i Paesi ospitanti. La Svizzera, rimasta nella comfort zone del Canada grazie alla vittoria del girone, deve però rinunciare all’infortunato Manzambi, costretto a guardare i compagni dalla panchina. Le due squadre si affrontano a viso aperto, senza risparmiare un briciolo di energia. La Colombia costruisce meglio e spaventa gli elvetici, ma dopo il primo quarto d’ora la Svizzera alza il baricentro, costringendo il portiere colombiano Vargas agli straordinari. Il primo tempo si chiude in perfetto equilibrio: 0-0. Nella ripresa, la stanchezza prende il sopravvento sulla lucidità. Il gioco si fa spezzettato, il nervosismo sale e l’arbitro è costretto a estrarre una pioggia di cartellini gialli. Si arriva ai supplementari per sfinimento, ma nemmeno i sussulti finali schiodano il risultato. Il verdetto è rimandato alla lotteria più crudele: i calci di rigore. Kobel contro Vargas.
Il thriller dei rigori e l’incrocio dei destini
La sequenza dagli undici metri è per cuori forti:
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Quintero (Colombia) spiazza Kobel, Xhaka (Svizzera) risponde da leader: 1-1.
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Poi il primo brivido: Sanchez sbaglia per la Colombia, e Amdouni porta avanti gli elvetici: 1-2.
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La tensione è palpabile: Campaz segna per i Cafeteros, mentre lo svizzero Akanji calcia incredibilmente fuori: 2-2.
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È qui che sale in cattedra Kobel: il portiere svizzero compie una parata gigantesca sul tiro di Hernandez. Subito dopo, Itten non trema e riporta avanti la Svizzera: 2-3.
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Luis Diaz si prende la responsabilità dell’ultimo rigore colombiano e lo segna con freddezza.
Il destino della Svizzera è tutto sui piedi di Vargas. Davanti a lui, a sbarrargli la strada, c’è il portiere colombiano Vargas. Una clamorosa “sfida dei Vargas” per decidere un Mondiale. L’attaccante elvetico rincorre, calcia e batte il suo omonimo: pallone in rete e 4-3 finale! La Svizzera scrive così una pagina leggendaria di storia sportiva: dopo ben 72 anni di attesa, gli elvetici tornano nell’élite del calcio mondiale, conquistando i quarti di finale.
La quiete prima della tempesta: Messi balla da solo nel Mondiale dei giganti
Con questi ultimi verdetti si chiude ufficialmente la prima fase a eliminazione diretta. Oggi il Mondiale si ferma per una giornata di meritato riposo, ma è solo la classica quiete prima della tempesta. La rincorsa alla Coppa ripartirà infatti domani alle ore 21:00 italiane con un quarto di finale da brividi: Francia-Marocco. Saranno quarti di finale stellari in cui tutti i fari saranno puntati su Leo Messi. Mentre altri grandi bomber e leader carismatici come Harry Kane lottano per i propri colori, per la Pulce la narrativa si è fatta cinematografica. Dopo i dolorosi e prematuri addii di Cristiano Ronaldo e Neymar, Messi è rimasto l’ultimo Re del “Last Dance” ancora in pista. Il fuoriclasse argentino ha rischiato di cadere sul dischetto contro l’Egitto, ma si è rialzato, ha preteso la musica e ha deciso che il suo ballo d’addio non è ancora finito. L’Argentina danza ancora, guidata dal suo unico, immenso capitano e danza al suo ritmo.




