Ottavi di finale, Marocco-Canada finisce 3-0: l’ape Ounahi punge due volte, poi il punto esclamativo di Rahimi

I Leoni dell'Atlante soffrono il furore canadese, poi la sbloccano e volano a Boston: finisce 3-0 una battaglia epica piena di cartellini

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In molti dicono che i Mondiali iniziano davvero agli ottavi di finale, dove dentro o fuori si decide in novanta minuti di pura apnea. A sedicesimi ufficialmente conclusi, sono Marocco e Canada a inaugurare questa nuova fase della Coppa del Mondo 2026. Le due nazionali si ritrovano faccia a faccia sul rettangolo verde, a Houston, per la quarta volta nella loro storia – l’ultimo precedente risaliva a Qatar 2022 – e l’atmosfera è quella delle grandi serate dove non si fanno prigionieri. Alla fine a fare festa sono i Leoni dell’Atlante, che superano l’ostacolo con un rotondo 3-0, ma il risultato finale non racconta da solo una partita drammatica, intensa e vissuta sul filo dei nervi.

L’avvio shock: un Canada forsennato mette alle strette Bounou

L’inizio del match è un monologo nordamericano che nessuno si sarebbe aspettato in queste proporzioni. Il Canada scende in campo con un’aggressività feroce, raramente vista in questa rassegna iridata. Scatenati, forsennati, i canadesi dominano i primi 18 minuti di gioco, costruendo più di un’occasione nitida per sbloccare il risultato. A tenere in piedi il Marocco ci pensa il solito, monumentale Bounou, che difende la propria porta con le unghie e con i denti, blindando il risultato nel momento di massimo sforzo degli avversari.

Tensione alle stelle e pioggia di cartellini: l’arbitro “educa” il match

Al 22′ arriva la prima brutta tegola per il Marocco: Saibari è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema muscolare. Perdere uno degli uomini migliori così presto potrebbe essere un colpo letale, anche perché il clima in campo si fa incandescente. L’arbitro decide di usare il pugno di ferro per evitare che la partita sfugga di mano. Arriva un doppio cartellino giallo fulmineo, uno per Hakimi e uno per Laryea: un segnale chiaro, quasi un monito del direttore di gara per “educare” anche gli altri venti in campo. Da quel momento in poi, l’arbitro inizia a estrarre cartellini gialli come se non ci fosse un domani. Il bilancio finale reciterà ben 8 ammoniti (di cui 4 per il Marocco e 4 per il Canada). Ricordiamo comunque che i cartellini si azzereranno ai quarti di finale.

“Ha punto l’ape”: la magia di Ounahi che stravolge la mente e la partita grazie al “potere del gol”

Nel calcio, si sa, esiste una forza invisibile ma devastante: il potere del gol. Al culmine della sofferenza marocchina, la partita viene improvvisamente stravolta da un lampo di genio. Calcio di punizione per il Marocco: sul pallone va Ounahi. Traiettoria perfetta, palla in rete e 1-0.“Ha punto l’ape”: questo è il celebre soprannome del talento marocchino, e non poteva esserci battesimo migliore per questo gol. La rete ha un impatto psicologico e mentale spaventoso sulle due squadre. Di colpo, in campo ci sono un altro Marocco e un altro Canada rispetto all’inizio del match. I canadesi perdono certezze, i Leoni dell’Atlante si compattano, diventando essenziali, cinici e tremendamente concreti.

Il raddoppio e la favola di Rahimi: dal magazzino di Casablanca al sogno Mondiale

Il Canada prova a reagire, ma all’82’ l’ape punge ancora: doppietta personale di Ounahi e 2-0 che mette in ghiaccio la qualificazione. Il vero momento da brividi, quello destinato a rimanere nella storia di questo Mondiale, arriva però al minuto 90’+8. C’è gloria anche per Rahimi, che firma il definitivo 3-0. Per lui è il 14esimo gol in nazionale, ma il primo in questo Mondiale. Ma c’è di più: Rahimi è l’unico giocatore del Marocco a non aver mai giocato nemmeno un minuto in un club europeo. È metaforicamente (e calcisticamente) nato dentro il centro sportivo di Casablanca, dove suo padre lavorava storicamente come magazziniere. Un gol che è un punto esclamativo sulla partita e un riscatto sociale straordinario, una di quelle storie che solo il calcio sa regalare.

Destinazione Boston: ad attendere il Marocco una tra Francia e Paraguay

Forse è stata la partita meno convincente e brillante del cammino mondiale del Marocco dal punto di vista del gioco, ma in queste serate conta solo il cinismo. Con questo 3-0, il Marocco vola ufficialmente a Boston, dove affronterà la vincente del big match tra Francia e Paraguay. I quarti di finale sono realtà, e il sogno dei Leoni dell’Atlante continua.