ATLANTA (Stati Uniti) – Sarà Spagna-Argentina la finalissima del Mondiale 2026. L’ultimo atto del torneo, in programma il prossimo 19 luglio, parlerà dunque un’unica lingua. Questo il verdetto della seconda, infuocata semifinale giocata ieri sera ad Atlanta, che ha visto l’Albiceleste piegare in rimonta un’ottima Inghilterra per 2-1. I tre leoni d’Inghilterra dicono così addio al sogno iridato e dovranno accontentarsi della finale per il terzo e quarto posto, prevista per il 18 luglio contro la Francia di Kylian Mbappé (sconfitta a sua volta nella prima semifinale dalle Furie Rosse spagnole).
Tensione alle stelle ad Atlanta: scintille fin dall’avvio
Che non sarebbe stata una partita come le altre lo si era capito già prima del fischio d’inizio. Quello tra Inghilterra e Argentina è un grande classico del calcio mondiale (il sesto confronto in assoluto nella storia della Coppa del Mondo), una sfida intrisa di rivalità storica che mancava da troppi anni sul palcoscenico più importante. Basti pensare che Lionel Messi non aveva mai affrontato l’Inghilterra in un Mondiale prima di ieri sera. Il clima ad Atlanta si rivela diametralmente opposto rispetto alla semifinale più “tattica” tra Francia e Spagna. Sin dal momento degli inni nazionali la tensione è palpabile, accompagnata dai fischi assordanti delle rispettive tifoserie. La miccia si accende dopo appena due minuti di gioco: scoppia una mini-rissa in mezzo al campo che accende subito gli animi, con l’Argentina che parte con un atteggiamento aggressivo volto a dare fastidio e innervosire gli avversari (obiettivo raggiunto). L’arbitro fatica a tenere in mano il match e si ricorda di estrarre i primi cartellini solo al 36° minuto, ammonendo l’inglese Anderson e poco dopo l’argentino Lisandro Martinez. Il primo tempo, tesissimo e bloccato, si chiude sullo 0-0.
La gabbia argentina su Bellingham e il gol dell’illusione
Nel secondo tempo la gara si accende tatticamente. Per tutta la partita, l’Argentina adotta una strategia spietata su Jude Bellingham: la stella del Real Madrid viene letteralmente ingabbiata da una marcatura asfissiante. Ogni volta che Bellingham prova a inventare o a toccare il pallone, viene atterrato, trattenuto o abbracciato dai centrocampisti dell’Albiceleste, che pur di fermarlo sacrificano la propria fedina disciplinare prendendosi entrambi il cartellino giallo. Nonostante il trattamento di riguardo per il suo numero 10, l’Inghilterra trova la fiammata del vantaggio al 55° minuto grazie a un’azione corale magistrale:
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Harry Kane si traveste da centrocampista arretrando il proprio raggio d’azione per far nascere l’azione.
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Il pallone transita rapidamente tra Rice e James, prima di arrivare a Gordon che batte a rete e firma l’1-0.
Il blackout tattico inglese e la rimonta annunciata
Sotto di un gol, l’Argentina aumenta la pressione, ma il vero problema dell’Inghilterra è la gestione del vantaggio. Invece di continuare a pungere, i Tre Leoni smettono di giocare e si trincerano nella propria metà campo nel disperato tentativo di difendere l’1-0. Una scelta tattica rischiosissima che sposta completamente il baricentro del match. L’Argentina attacca a testa bassa e il gol del pareggio, nell’aria da diversi minuti, si concretizza all’85° minuto con la firma di Fernandez per l’1-1. Anche dopo aver subito la rete, il piano di gioco degli inglesi purtroppo non cambia. L’Inghilterra non riesce a rendersi incisiva e a cambiare marcia, nonostante la prestazione monumentale di un generosissimo Spence, che corre dal primo all’ultimo minuto disputando una partita fenomenale sulla fascia.
Il capolavoro di Messi per la testa di Lautaro: è finale!
In telecronaca vengono giustamente esaltati lo spirito di sacrificio di un immenso Harry Kane e la costante intuizione tattica di Bellingham, ma alla fine nulla possono i Tre Leoni contro l’infinito talento e il genio assoluto di Lionel Messi. Proprio all’ultimo respiro, la Pulce si inventa una giocata d’autore, pennellando un cross perfetto e millimetrico direttamente sulla testa di Lautaro Martinez, che svetta imperioso e sigla il definitivo 2-1.
Per Messi si tratta dell’undicesimo assist della sua leggendaria storia ai Mondiali, un record clamoroso che regala all’Albiceleste l’ennesima finale.
Finisce così ad Atlanta. Lionel Messi ha ancora 90 minuti da giocare nella sua straordinaria carriera per difendere il titolo. Il 19 luglio sarà Spagna-Argentina, la sfida definitiva tra i Campioni d’Europa in carica e i Campioni del Mondo e del Sudamerica.







