Il sogno della Francia si infrange sul muro di Dallas. La prima semifinale del Mondiale 2026 consegna alla storia la Spagna, che ieri sera ha staccato il pass per la finalissima del 19 luglio al MetLife Stadium di New York. Finisce 2-0 per le Furie Rosse, un risultato che sa un po’ di crisi in casa Blues e che innescherà non poche autoanalisi. Non è stata solo una partita di calcio: è stata una notte di verdetti implacabili, addii dolorosi e destini incrociati. È stata la notte in cui Kylian Mbappé ha avuto mani e piedi legati e in cui Didier Deschamps, con ogni probabilità, ha ballato la sua personale “Last Dance” dopo 14 anni da leggendario Commissario Tecnico della Francia.
L’episodio che cambia la storia: il regalo di Digne per il compleanno di Yamal
La partita inizia sotto il segno dell’equilibrio tattico, con due corazzate consce dell’altissima posta in palio. Ma a rompere gli indugi ci pensa l’uomo più atteso, colui che lunedì ha spento appena 19 candeline: Lamine Yamal. Ancora carico per i festeggiamenti del compleanno, il gioiello spagnolo si accende a sprazzi, ma quando lo fa è devastante. Al 22′ l’episodio chiave: Lucas Digne commette un’ingenuità clamorosa facendo fallo proprio su Yamal. È calcio di rigore. Sul dischetto si presenta Mikel Oyarzabal, glaciale. Palla in rete: 1-0 per la Spagna. Per Oyarzabal è un gol pesantissimo, il quinto della sua straordinaria spedizione mondiale e il trentesimo in assoluto con la maglia della Nazionale. Il primo tempo si chiude così, con i francesi visibilmente frastornati.
Una Spagna d’acciaio: se Yamal riposa, il resto della squadra domina
Nella ripresa la Francia sbatte contro la spaventosa coesione della Spagna di De la Fuente. La vera forza di questa squadra è che può permettersi un Yamal “normale”, che si accende solo a fasi, perché il resto dell’orchestra rasenta la perfezione. Un monumentale Marc Cucurella ara la fascia dall’inizio alla fine del match, confermandosi l’idolo indiscusso dei tifosi (e dei telecronisti). In mezzo al campo Rodri detta legge con una calma olimpica, mentre Unai Simón sbarra la strada a ogni timido tentativo transalpino. E quando la Spagna decide di azzannare di nuovo, lo fa con precisione chirurgica: arriva il raddoppio firmato da Pedro Porro, che fissa il punteggio sul 2-0 e blinda la qualificazione. Ci sarebbe persino spazio per il tris di Yamal, ma il gol del 3-0 viene annullato per fuorigioco. Poco importa, la festa spagnola può iniziare.
La delusione di Mbappé e della Francia a corto di idee
Ma cosa è successo alla Francia? Nel corso di questo Mondiale abbiamo necessariamente dovuto dire addio a tante Nazionali che ci hanno fatto battere il cuore. Vi abbiamo raccontato storie bellissime, storie di uomini prima che di calciatori; giganti che sul campo sembrano cyborg invincibili, come Erling Haaland, ma che nascondono in realtà un cuore d’oro. Eppure, l’addio della Francia fa più male degli altri. Questa squadra sembrava davvero di un’altra categoria, infarcita di stelle e guidata da quel Kylian Mbappé ribattezzato “il Dittatore”: un dittatore che però il mondo ama e per cui tutti stavano iniziando a fare il tifo, sui social e sugli spalti. Ieri, però, la pressione ha schiacciato i Bleus. Mbappé e compagni non hanno mai trovato lo spazio per pungere, collezionando appena 4 tiri in porta in tutta la gara. La frustrazione è emersa in modo evidente con il passare dei minuti: Mbappé è stato persino ammonito per un fallo su Unai Simón, nel disperato (e mal riuscito) tentativo di rubargli il pallone mentre il portiere era in possesso. Un nervosismo che ha pervaso l’intero match e che è costato il cartellino giallo anche a Rabiot.
La barriera di Unai Simón, in cui solo il Belgio ha fatto breccia
Seppur con un fiume di tifosi da tutto il mondo e meme virali a proprio sostegno, La Francia esce ridimensionata e incapace di pungere una difesa granitica. Ad oggi, infatti, il dato fa spavento: l’unica Nazionale di questo Mondiale ad essere riuscita a infrangere il muro eretto da Unai Simón resta il Belgio, sola squadra capace di segnare un gol alla Spagna. La Spagna vola a New York con la forza di un gruppo unito, solido e bellissimo da vedere. La Francia, invece, tornerà a casa leccandosi le ferite, travolta dalle aspettative e consapevole che un’era – quella di Didier Deschamps – è giunta tristemente al capolinea, ma non prima di aver combattuto per il terzo posto il 18 luglio contro la perdente del match di questa sera, quando l’Inghilterra di Kane e Bellingham e l’Argentina di Messi combatteranno ad Atlanta per l’ultimo posto in finale.












