USA: è “Back to Back”! Pochettino vola ai sedicesimi ed è la seconda padrona di casa a qualificarsi con 2 vittorie

Mondiali, Girone D: gli Stati Uniti volano a punteggio pieno dopo il Messico. Battuto l'undici di Popovic a Seattle tra gol, VAR e un finale incredibile

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SEATTLE (Stati Uniti) – Dopo la grande festa del Messico, c’è un’altra padrona di casa che può ufficialmente festeggiare. Gli Stati Uniti fanno “Back to Back”: 2 su 2, punteggio pieno e sedicesimi di finale già centrati aritmeticamente. Sul prato verde di Seattle, la selezione a stelle e strisce travolge e schianta un’Australia troppo timida nella prima frazione, regalando al proprio pubblico novanta minuti di altissima intensità e certificando la superiorità del Girone D.

Allarme Pulisic, ci pensa la “cura Pochettino”: McKennie e Balogun fanno paura

La serata degli americani non era iniziata sotto i migliori auspici, a causa dell’assenza pesante di Christian Pulisic, bloccato da un fastidioso problema al polpaccio. Eppure, nonostante lo spavento iniziale al primo minuto con Toure che scalda subito i guantoni del portiere USA Freese, la squadra di casa prende rapidamente le redini del match. Si vede chiaramente la mano dello specialista Mauricio Pochettino: un gioco di squadra di altissima qualità, con un pressing asfissiante e corale che chiude ogni linea di passaggio e impedisce all’Australia di uscire palla al piede.  Il fortino australiano, guidato da Patrick Beach e reduce da uno storico “blocco di marmo” (0 gol subiti contro la Turchia nonostante ben 30 tiri in porta), crolla sotto i colpi dello juventino Weston McKennie (il cui primo tiro viene parato) e degli scatti devastanti di Folarin Balogun. Proprio al minuto 11, uno sprint furioso dell’attaccante ex Arsenal semina il panico in area: il suo cross teso e scatenato provoca il clamoroso autogol di Burgess, che sblocca il match per gli USA.

Giallo a McKennie, interviene il VAR: Alex Freeman fa esplodere Seattle

La partita si fa dura e spigolosa: al 17′ McKennie prende un brutto colpo in bocca, costando il cartellino giallo all’australiano Bos. Poco dopo viene ammonito anche Circati per i Socceroos. Al 21′ Balogun sfiora il raddoppio, infuriandosi con se stesso per non aver concretizzato l’occasione. Il meritato raddoppio statunitense arriva poco più tardi: Alex Freeman insacca di testa su una splendida azione offensiva. Inizialmente l’arbitro annulla per presunto fuorigioco, ma dopo una lunga verifica del VAR la posizione viene giudicata regolare. Freeman può finalmente liberare tutta la sua euforia sotto gli spalti di Seattle che gridano all’unisono “USA! USA!”. Il primo tempo si chiude in totale dominio, con un’ottima prestazione collettiva sulla falsa riga di quanto mostrato contro il Paraguay, che lascia l’allenatore australiano Popovic visibilmente stranito in panchina.

Entra il missile Irankunda, brivido Volpato e finale convulso

Nella ripresa Popovic prova a giocarsi il tutto per tutto e inserisce la stellina Irankunda, un vero e proprio fulmine capace di toccare i 35 km/h di velocità. La mossa dà nuova linfa all’Australia, che fino a quel momento sembrava mostrare un encefalogramma piatto. Al 63′ è proprio il neoentrato a servire Cristian Volpato, che calcia a botta sicura sfiorando la prima grande chance del suo Mondiale. L’Australia si sveglia tardi e prova ad approfittare della stanchezza degli uomini di Pochettino nel finale, ma la difesa USA resiste. Gli ultimi minuti diventano una corrida di nervi: all’87’ scoppia una rissa che porta a ben tre cartellini gialli simultanei (per Balogun, Souttar e Jacob Italiano). Le continue interruzioni fanno il gioco degli statunitensi, mentre i minuti di recupero regalano un ultimo siparietto memorabile: persino l’arbitro accusa i crampi costringendo a una breve interruzione, prima di decretare la fine delle ostilità. Gli Stati Uniti volano ai sedicesimi a punteggio pieno: il sogno mondiale a stelle e strisce, il “miracolo” continua.