FIFA, Infantino incassa il sostegno dell’Asia: la rielezione si avvicina?

La confederazione asiatica sostiene Infantino dopo le tensioni sul progetto FFE. Ma il principe Ali bin Hussein denuncia opacità e presunte pressioni politiche al congresso di Tokyo

Gianni Infantino rafforza la propria posizione in vista delle elezioni FIFA di Rabat del prossimo 18 marzo 2027. Dopo aver consolidato il sostegno in Africa e Sud America, anche la Confederazione asiatica di calcio (AFC) ha ufficializzato il proprio appoggio alla ricandidatura del presidente uscente. Un passaggio importante negli equilibri del calcio mondiale, soprattutto perché arriva dopo le tensioni degli ultimi mesi sul progetto FIFA Forward Enterprise e la presa di posizione critica assunta dalla stessa confederazione asiatica. Il sostegno è stato annunciato lo scorso 23 ottobre a Tokyo, durante il congresso della AFC, dal presidente della confederazione Sheikh Salman bin Ibrahim Al Khalifa. La decisione rafforza la posizione di Infantino rispetto al fronte critico guidato dalla UEFA, che contesta la gestione del presidente e continua a cercare un’alternativa credibile. Ma il congresso asiatico non ha chiuso le polemiche: nei giorni successivi, il presidente della Federcalcio giordana, il principe Ali bin Hussein, ha sollevato nuove critiche sulla trasparenza dell’incontro e sul suo presunto utilizzo a fini elettorali.

La AFC cambia posizione: sostegno a Infantino dopo le tensioni sul progetto FFE

“Riaffermiamo il nostro pieno impegno a sostenervi mentre cercate un nuovo mandato”. Con queste parole, il 23 ottobre scorso, Sheikh Salman si è rivolto a Gianni Infantino durante il congresso di Tokyo della AFC, invitando il calcio asiatico a procedere unito e affermando che la confederazione è pronta a sostenere il dirigente svizzero nella corsa alla presidenza FIFA. L’endorsement segna un cambiamento significativo rispetto alla posizione assunta in agosto, quando la AFC si era unita a UEFA e CONCACAF nel criticare il progetto FIFA Forward Enterprise (FFE). L’iniziativa, successivamente accantonata, prevedeva l’apertura a investitori privati di una quota dei ricavi commerciali legati ai Mondiali, attraverso una struttura dedicata. Il piano aveva suscitato forti perplessità sulla governance dell’organizzazione e sui processi decisionali, fino a provocare una frattura tra Infantino e diverse componenti del calcio internazionale. Il presidente FIFA si era poi scusato durante la riunione del Consiglio FIFA del 15 ottobre, riconoscendo errori nella comunicazione e nella consultazione degli organi coinvolti. Le spiegazioni, tuttavia, non hanno soddisfatto le federazioni europee, che hanno chiesto maggiore trasparenza e risposte dettagliate. La presa di posizione della AFC, d’altro canto, indica che le tensioni sul progetto non si sono tradotte in una rottura politica duratura con la presidenza FIFA. Non è possibile stabilire con certezza cosa abbia determinato il cambio di posizione: il dato politico certo è che la confederazione asiatica ha scelto di sostenere Infantino proprio mentre la sua leadership è contestata in Europa.

Il peso dei voti asiatici e il ruolo dei finanziamenti

Il sostegno della AFC ha un valore che va oltre la dichiarazione politica. Il sistema elettorale FIFA assegna a ciascuna federazione avente diritto un voto, indipendentemente dalla dimensione economica del suo movimento calcistico. La AFC conta 46 federazioni affiliate alla FIFA, ma la sospensione del Nepal riduce a 45 i voti asiatici attualmente esercitabili, su un totale di 210. Si tratta comunque di un blocco rilevante nella corsa alla presidenza. La AFC non può garantire automaticamente che ogni federazione asiatica voterà per Infantino, anche se Sheikh Salman si è detto convinto che la sua posizione sia condivisa dalla maggioranza dei membri. Inoltre, il voto si svolgerà a scrutinio segreto e gli equilibri potrebbero cambiare nei mesi che precedono il congresso elettivo di Rabat. L’appoggio ufficiale della confederazione rappresenta comunque un importante vantaggio per il presidente uscente, che può già contare su un sostegno significativo in Africa e Sud America, rispettivamente 54 e 10 federazioni aventi diritto di voto. In questo quadro assume rilievo anche la politica di redistribuzione delle risorse promossa da Infantino. Il presidente ha ricordato che dal 1° gennaio 2027 i finanziamenti FIFA destinati alle federazioni potranno arrivare fino a 25 milioni di dollari nell’arco di quattro anni, rispetto al milione previsto prima del suo insediamento nel 2016. Il piano di sviluppo per il ciclo 2027-2030, presentato al Consiglio FIFA, prevede una disponibilità complessiva di 6,35 miliardi di dollari. Questi finanziamenti rispondono a un obiettivo dichiarato di sviluppo del calcio globale, ma hanno anche un peso negli equilibri politici dell’organizzazione. Per molte federazioni, soprattutto quelle con risorse limitate, i programmi FIFA rappresentano uno strumento fondamentale per sostenere infrastrutture, attività giovanili e crescita del movimento nazionale. È in questa combinazione tra sviluppo sportivo e costruzione del consenso che si comprende una parte della forza elettorale di Infantino.

Il principe Ali accusa Infantino: “Il congresso è stato politico”

L’appoggio ufficiale della AFC non ha però cancellato le contestazioni. Il principe Ali bin Hussein, presidente della Federcalcio giordana e da tempo critico nei confronti della leadership FIFA, ha accusato Infantino di aver orientato il congresso verso finalità politiche in vista della rielezione. Secondo quanto riportato da Al Jazeera, il dirigente giordano ha sostenuto che i primi due giorni erano stati dedicati al calcio, mentre l’ultima giornata sarebbe stata, a suo dire, esclusivamente politica. Il principe Ali ha inoltre contestato la mancanza di occasioni per intervenire, porre domande o partecipare a un dibattito sulla posizione della confederazione. “La mancanza di trasparenza porta a una mancanza di responsabilità”, ha dichiarato, invitando a non tollerare eventuali coercizioni, minacce o tangenti. Non ha fornito ulteriori dettagli a sostegno delle sue affermazioni, mentre FIFA e AFC non hanno risposto alle richieste di un commento da parte di Al Jazeera. Le dichiarazioni del presidente giordano introducono quindi un elemento di dissenso all’interno del panorama asiatico, ma non bastano a dimostrare che la confederazione sia divisa in termini elettorali. Il sostegno ufficiale annunciato da Sheikh Salman resta il dato politico principale; le accuse del principe Ali pongono invece interrogativi sulle modalità con cui è maturata questa decisione e sulla trasparenza del processo.

Elezioni FIFA 2027, il fronte europeo cerca un’alternativa

Il sostegno asiatico rafforza una candidatura che, nonostante le contestazioni, continua a partire da una posizione favorevole. La UEFA e diverse federazioni europee, tra cui quelle inglese e tedesca, hanno contestato la gestione del progetto FFE e chiesto chiarimenti sulle procedure decisionali della FIFA. Alcuni dirigenti hanno inoltre messo in dubbio l’opportunità di una nuova riconferma di Infantino. La UEFA ha inoltre fissato al 2 novembre la scadenza per ricevere risposte a una serie di quesiti sulla vicenda. Il fronte critico, tuttavia, deve ancora risolvere il problema principale: trasformare il dissenso in una candidatura capace di raccogliere voti anche fuori dall’Europa. Ramón Vega ha annunciato l’intenzione di sfidare Infantino, ma per formalizzare la candidatura deve ottenere il sostegno di almeno cinque federazioni entro il 18 novembre. Al momento, non ha ricevuto endorsement ufficiali e il suo tentativo non rappresenta ancora un’alternativa elettorale consolidata. La partita resta dunque aperta, ma il tempo a disposizione per costruire una coalizione competitiva si riduce. L’appoggio della AFC rende più difficile isolare Infantino sul piano internazionale e conferma che il peso economico e sportivo dell’Europa non coincide necessariamente con il potere elettorale all’interno della FIFA. La sfida di Rabat si giocherà anche su questa distanza tra il dissenso politico e la capacità concreta di tradurlo in voti.