FIFA, Vega e Tashima sfidano Infantino, mentre l’UEFA si muove dietro il candidato giapponese

L’ex numero uno della Federcalcio giapponese correrebbe con l’appoggio della UEFA. Le candidature si chiudono il 18 novembre e servono cinque federazioni: per Vega finora è stato un muro insormontabile

Gianni Infantino non sarà solo sulla scheda. Per la presidenza FIFA, che verrà assegnata il 18 marzo 2027 al Congresso di Rabat, in Marocco, adesso ci sono due sfidanti dichiarati. Il primo è l’ex difensore svizzero Ramon Vega, che ha lanciato la sua corsa a inizio ottobre. Il secondo è Kozo Tashima, presidente onorario della Federcalcio giapponese, che ha annunciato la candidatura oggi, giovedì 5 novembre, in un’intervista al quotidiano Sports Nippon. È la prima vera crepa nel consenso attorno al dirigente italo-svizzero, 56 anni, alla guida della FIFA dal 2016 e in cerca di un quarto mandato fino al 2031. La frattura si è aperta in estate, quando è naufragato il progetto di cedere a investitori privati il 20% dei diritti commerciali dei Mondiali 2026. Da allora l’UEFA guida il fronte contrario a Infantino, con la CONCACAF al suo fianco.

Tashima, il candidato che l’UEFA cercava fuori dall’Europa

Tashima ha 68 anni, ha presieduto la JFA dal 2016 al 2024 e ha fatto parte del Consiglio FIFA. Si presenta con il pieno appoggio della sua federazione e con un messaggio che punta dritto sull’etica:

«Non si tratta di vincere o perdere, ma di trasmettere al mondo l’atteggiamento onesto, sano e integro che il calcio giapponese ha costruito».

Un atteggiamento di cui, tra l’altro, abbiamo avuto modo di parlare proprio in occasione dei Mondiali.

Dall’Inghilterra filtra che il dirigente giapponese si sia mosso con il via libera dell’UEFA, dopo i colloqui avuti a Tokyo il mese scorso, a margine del congresso della Confederazione asiatica. Dopo mesi passati a cercare un avversario per Infantino, il calcio europeo avrebbe puntato su un candidato non europeo, ritenuto più forte vista la diffidenza diffusa verso il peso dell’Europa. Per Tashima raccogliere le cinque designazioni necessarie non dovrebbe essere un problema.

Foto EPA

Ramon Vega, la quarta volta dell’ex Cagliari

Per Vega, 55 anni, ex difensore di Cagliari, Tottenham e Celtic, la presidenza FIFA è un’ossessione lunga dieci anni. Aveva valutato la corsa nel 2015, nel 2019 e nel 2022, senza mai arrivare sulla scheda. Nel 2019 gli mancarono proprio le cinque federazioni disposte a firmare la proposta. Stavolta ha accompagnato l’annuncio con un manifesto programmatico, in cui rivendica che il suo percorso lo ha «preparato a mettermi al servizio di questo sport».

Il voto per la presidenza FIFA: perché Infantino resta favorito

Sulla carta i numeri sorridono ancora al presidente uscente. Infantino ha dalla sua l’Africa e il Sudamerica, e nelle ultime settimane ha recuperato anche l’Asia. Lo sceicco Salman bin Ibrahim Al Khalifa, presidente dell’AFC, si era schierato con UEFA e CONCACAF, ma ha cambiato fronte e annunciato il suo sostegno a Infantino. CAF, AFC e CONMEBOL contano insieme 111 federazioni. Il traguardo è 106 voti, la maggioranza assoluta delle 211 federazioni affiliate. È qui che si gioca la mossa di Tashima. Un candidato asiatico può riaprire i giochi proprio nella confederazione che Infantino credeva di aver riportato dalla sua, mentre i voti di Europa e CONCACAF sono già in larga parte contro di lui. Una sfida che dice molto della FIFA di oggi, divisa tra due spinte: la continuità di un presidente che ha allargato Mondiali e ricavi, e la richiesta di un governo più trasparente, partita proprio dall’Europa. Il primo verdetto arriverà presto. Entro il 18 novembre si saprà chi avrà davvero le cinque firme per sedersi al tavolo di Rabat, e non è escluso che spuntino altri nomi.