Follia in Brasile, il derby della vergogna: 23 espulsi tra Cruzeiro e Atletico Mineiro

Maxi rissa nella finale del Campeonato Mineiro tra Cruzeiro e Atlético Mineiro: il derby di Belo Horizonte degenera nel recupero e si chiude con 23 espulsioni e l’intervento della polizia militare

Non è stata semplicemente una partita di calcio. Il derby tra Cruzeiro e Atlético Mineiro, valido per la finale del Campeonato Mineiro 2026, si è trasformato in una maxi-rissa collettiva destinata a entrare negli archivi più bui del calcio sudamericano. Il bilancio è impressionante: 23 espulsioni complessive tra giocatori e membri degli staff. Un numero che trasforma il referto arbitrale in un vero e proprio bollettino di guerra e che ha reso necessario persino l’intervento della polizia militare per riportare la situazione sotto controllo nello stadio di Belo Horizonte.

La scintilla nel recupero: dal campo al ring

Tutto è iniziato nei minuti di recupero, con il Cruzeiro in vantaggio per 1-0 grazie a una rete dell’ex juventino Kaio Jorge. La tensione, già altissima per l’importanza del trofeo, è esplosa quando il portiere dell’Atletico, Everson, ha bloccato un pallone anticipando il centrocampista del Cruzeiro. Il contatto tra i due è stato il catalizzatore del caos: Everson, furioso per un colpo ricevuto, ha reagito con estrema brutalità, placcando il rivale e, secondo il referto, colpendolo con le ginocchia al volto. Da quel momento, il terreno di gioco di Belo Horizonte è diventato un ring. In pochi secondi, panchine, staff tecnici e persino i massaggiatori si sono riversati sul prato verde. Le telecamere hanno immortalato scene deplorevoli, tra cui un pugno violento alla nuca sferrato dall’ex stella del Porto e della nazionale brasiliana, Hulk – Givanildo Vieira de Sousa -, ai danni di Romero.

Un referto senza precedenti e i record del passato

L’arbitro dell’incontro, Felix Bickel, ha faticato a mantenere l’incolumità propria e dei suoi assistenti. Il documento ufficiale pubblicato in seguito al match è impietoso: 23 cartellini rossi distribuiti tra titolari e membri dello staff, molti dei quali notificati solo negli spogliatoi data l’impossibilità fisica di mostrarli durante il tumulto. La motivazione a verbale è quasi unanime: uso di violenza eccessiva, pugni e calci. Questo evento scavalca tristemente il precedente primato brasiliano che risaliva al 1954, quando tra Portuguesa e Botafogo si contarono 22 espulsi. Pur restando un gradino sotto il record mondiale assoluto — le 36 espulsioni registrate in una serie minore argentina nel 2011 — il derby di ieri rappresenta il punto più basso mai toccato da una finale di prima divisione. Anche lo stesso Hulk, nonostante il gesto violento catturato dai replay, ha cercato nel post-partita di scusarsi, definendo l’accaduto un danno d’immagine incalcolabile per tutto il movimento sudamericano.

Calcio sul baratro: quando la passione diventa caos

Il calcio sudamericano è da sempre sinonimo di passione e intensità emotiva. Tuttavia episodi come quello avvenuto a Belo Horizonte aprono una riflessione inevitabile su quanto sottile possa diventare il confine tra agonismo e violenza. In molte parti del mondo il calcio sta cercando di rafforzare una cultura sportiva basata sul rispetto reciproco. In Giappone, ad esempio, tifosi e giocatori sono diventati simbolo di fair play internazionale.

La notte del derby mineiro ha mostrato invece il lato opposto dello sport: quando l’adrenalina supera il limite e il calcio smette di essere un gioco. E quando, per riportare la calma in campo, servono le forze dell’ordine, il danno non è solo per le squadre coinvolte ma per l’immagine dell’intero movimento calcistico.