Carlo Ancelotti non è più l’allenatore del Napoli. La notizia era nell’aria e la scelta di ieri, in tardissima serata, ha sorpreso fino a un certo punto, più per l’orario che per altro. Il rapporto era logoro e, nonostante il buon cammino in Champions League, i deludenti risultati in campionato hanno portato De Laurentiis a prendere questa decisione. Il tutto è partito dalla decisione dei giocatori di non andare in ritiro ed è precipitato velocemente e irrimediabilmente tra multe ed esclusioni eccellenti (Insigne). Una situazione che ha ricordato lontanamente gli anni di Rafa Benitez al Napoli, con la differenza che allora lo spagnolo riuscì a terminare la stagione, arrivando quinto in campionato. Questa volta De Laurentiis non ha avuto pazienza. Ora il Napoli ripartirà da Gennaro Gattuso, ironia della sorte un allievo di Ancelotti, uno dei giocatori più preziosi per il tecnico di Reggiolo durante gli anni al Milan.
Con quali aspettative riparte il Napoli?
Si riparte dal fatto che in campionato serve una svolta. Il mercato di gennaio è alle porte e non è assolutamente da escludere un intervento per regalare a Gattuso qualche pedina fondamentale per il suo gioco. La certezza è che si ripartirà dal 4-3-3 e si proverà a “recuperare” i big: a partire da Insigne per arrivare allo spaesato Manolas di inizio stagione. In Champions molto dipenderà dal sorteggio perché essendo arrivati secondi i partenopei rischiano di trovare molte squadre più forti, almeno sulla carta. Le uniche evitabili per ovvie ragioni saranno Juventus e Liverpool.
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Gattuso allenatore inesperto in Champions League: ma c’è un precedente…
Gennaro Gattuso sarà catapultato per la prima volta in un palcoscenico internazionale. Da calciatore l’esperienza è stata tanta, ma da allenatore sarà tutta un’altra cosa. Prendere una squadra in corsa non è mai semplice, men che meno questo Napoli, in questa situazione. Ma c’è un precedente che potrà far sorridere i tifosi del Napoli, che scaramantici come sono staranno già facendo tutti gli scongiuri possibili. Il riferimento è ovviamente al Chelsea di Roberto Di Matteo, capace di sorprendere tutti ed alzare al cielo la coppa dalle grandi orecchie. Era la stagione 2011/2012 e sulla panchina del Chelsea arrivò un allievo di Mourinho, André Villas-Boas. Guarda un po’ il caso, il portoghese venne esonerato dopo una sconfitta contro il Napoli in Champions League. Da quel giorno partirono le fortune dei Blues. Al ritorno rifila 4 gol (1 ai supplementari) agli azzurri e avanza incredibilmente. Il Benfica si arrende ai quarti, il Barcellona in semifinale. Molta, moltissima fortuna, ma il Chelsea arriva in finale. Sotto contro il Bayern Monaco per il gol di Muller, la squadra di Di Matteo la riprende con il solito Drogba, assoluto protagonista di quell’edizione della Champions. Nei supplementari Cech riesce a ipnotizzare Robben dagli 11 metri. Si va ai calci di rigore ed è ancora una volta Drogba a risultare decisivo. Il Chelsea è campione d’Europa.
Una favola, uno scherzo del destino, chiamatelo come volete. Fatto sta che nessuno riuscì a portare la Champions a Stamford Bridge. I tentativi di Mourinho, Villas-Boas, Scolari, Hiddink, Benitez fallirono. Poi arrivò un uomo dal nulla, ex calciatore, trovatosi sulla panchina dei Blues un po’ per caso. E lui, il più inesperto di tutti, il meno pubblicizzato, il classico traghettatore preso per portare la squadra a fine stagione, divenne un eroe. Un gioco non certo spettacolare quello di Di Matteo, fondato su pressing, catenaccio, grinta, sacrificio e spirito di gruppo. Un gioco che rispecchia le caratteristiche di Gattuso, ma i tifosi del Napoli staranno già facendo gli scongiuri…