“Chi è stato un gran campione in campo, non vuol dire debba fare il dirigente”. Sembra passato un secolo da quando l’ex dirigente del Milan Massimiliano Mirabelli ha pronunciato questa frase. Eppure sono passati soltanto otto giorni. Otto giorni fa, dopo queste parole, tanti tifosi rossoneri sono andati contro il direttore sportivo. Condizionati, probabilmente, anche da una sua gestione al Milan non proprio migliore di quella attuale. Ma il dubbio viene: non è che forse aveva ragione?
Milan, che stoccata di Mirabelli: “Chi è stato un gran campione non è detto possa fare il dirigente…”
Premessa doverosa. Come già scritto sopra, lui non ha fatto molto meglio di chi c’è attualmente ed è più facile parlare dall’esterno. Ma la confusione che regna adesso in casa Milan non si era mai vista, neanche – appunto – con Mirabelli e Fassone. Scelte rischiose (Giampaolo e calciatori non adatti al suo modo di giocare), difese a metà e pubblicamente dopo una sconfitta (solo Maldini voleva aspettare nel post Milan-Fiorentina), sconfessate la settimana successiva con una vittoria. Confusione, come già ribadito a più riprese dalla nostra redazione. Confusione nelle scelte, ma più in generale nella gestione. Perché per poter gestire (spogliatoio, campo, rapporti interni) non basta essere stati campioni in campo. Serve soprattutto esperienza. Quella che manca a Maldini e Boban, campioni in campo. Ma quella che manca anche a tanti altri ex campioni, quasi da subito gettati nella mischia fino a trovarsi in un qualcosa più grande di loro.
Panchina Milan, è sempre più confusione: dirigenza allo sbando, con Pioli la situazione rischia di naufragare
Totti, ad esempio, ha avuto il ‘coraggio’ di tirarsi fuori per non minare i rapporti interni alla Roma. Nedved, invece (eccezione), è riuscito piano piano a ritagliarsi il suo spazio di importanza all’interno della società. Ma anche perché supportato da gente esperta. E non a caso, tutte quelle società (fermiamoci all’Italia) che hanno fatto bene di recente, al proprio interno possiedono figure di spessore, d’esperienza e carismatiche. Non volendo discostarci troppo dal passato, evitando allo stesso modo di essere ‘nostalgici’, basti pensare ai dirigenti delle grandi d’Italia quando il nostro calcio contava in Europa. Al di là dei loro pregi e difetti, personaggi come Galliani, Moratti, Moggi, Sensi, non erano di certo gli ultimi arrivati in termini di età ed esperienza. E non sono stati calciatori. Forse forse vuoi vedere che Mirabelli aveva ragione…