La Juventus ha premuto il bottone rosso. L’esonero di Massimiliano Allegri è stato ufficializzato nel pomeriggio odierno. Una diretta conseguenza del brutto spettacolo offerto nel concitato finale della partita Atalanta-Juventus. Nelle motivazioni dell’esonero una stoccata non da poco che la dirigenza bianconera ha voluto sottolineare: il comportamento della finale di Coppa Italia non è andato giù. Ma di questo ne abbiamo già parlato su Calcioweb, Allegri è lo specchio perfetto dello stile Juventus, inutile fare gli ipocriti. Parliamo, invece, di cosa sarà Allegri da questa sera in avanti.
Perchè Allegri è così divisivo?
In questi anni Allegri è stato un allenatore piuttosto divisivo. Non è un segreto che la visione calcistica del tecnico livornese sia, per così dire, anacronistica. Mentre c’è chi fa del calcio una filosofia stilistica, chi si arrovella per sfruttare gli spazi in modi totalmente nuovi, chi rivoluzione i sistemi di gioco, chi utilizza dati e scienza per raffinare le performance, Allegri preferisce un calcio pane e salame.
Niente Gegenpressing o Tiki-Taka, nessun suffisso in ‘-ismo’ che segue il suo nome. Allegri ha inventato (termine in realtà mutuato dall’ippica) il ‘Corto Muso‘, concetto che spiega come per vincere basti fare un gol in più dell’avversario. Un calcio semplice: in difesa la palla si spazza via se c’è un pericolo, niente rischi; ‘salida lavolpiana’? “Mi scusi, non sono di queste parti“…; disponibilità al sacrificio e alla difesa a oltranza se serve; transizione offensiva affidata ai singoli, magari che sia più rapida possibile. L’opposto del calcio propositivo.
Chi difende più Allegri?
Concetti, quelli sopracitati, che spesso hanno fatto storcere il naso agli appassionati di calcio, anche di fede juventina. Non per la frangia più calda però. Per il tifoso bianconero medio, quello aziendalista, quello con il motto “vincere è l’unica cosa che conta” tatuato in fronte, Allegri è il miglior allenatore sulla piazza. Perchè ha vinto 5 Scudetti consecutivi. Perchè ha vinto una Coppa Italia con “una squadra non all’altezza” (che lo stesso Allegri ha definito forte dopo la vittoria, ndr). Perchè porta a casa i risultati anche senza campioni, in barba a spese folli sul mercato, contratti faraonici e risultati delle avversarie con basi di partenza decisamente inferiori.
Allegri è stato difeso fino alla morte perchè simbolo della Juventus che “dà fastidio perchè vince“, gobba per il peso dei trofei, che fa rodere il fegato con le sue idee di calcio, il suo fare guascone e i suoi tormentoni. E poi, alla fine, ha sempre ragione lui: la Coppa Italia lo dimostra. O no?
Beh, a chiederlo oggi, la risposta potrebbe sorprendere. L’esonero di Allegri è arrivato con una motivazione precisa: ‘Acciuga’ è stato scaricato perchè non più in linea con la società. È pronta a prendere il via l’era Thiago Motta, in tanti sono già sul carro dell’allenatore che lunedì serà sarà avversario ma che, ironia della sorte, sarà acclamato più del traghettatore Montero e del mister che ha sostituito.
Allegri era soprannominato “Papà” sui social, un po’ per la tendenza giovanile a indicare come “mio padre” chiunque possa essere da esempio, un po’ per il rapporto con i calciatori della rosa e il passato dei bianconeri. Da oggi, invece, Allegri è uno dei tanti, anzi l’ultimo dei tanti, l’ultimo degli scaricati.
Vengono fuori i limiti, la critica, gli viene rinfacciato che la Juventus che in questi anni ha visto Milan, Napoli e Inter vincere e lo ha fatto da spettatrice pagante, neanche in prima fila. Bianconeri fuori dalle coppe, mai realmente protagonisti, tranne nella recente finale di Coppa Italia che ha fatto scattare un moto d’orgoglio in Allegri e nei suoi sostenitori. Ma poi la società si è mossa decisa e la risposta aziendalista è “sissignore!“.
Difesi fino alla morte e poi scaricati: la lunga lista dei tifosi della Juventus
E non è la prima volta che accade dalle parti di Vinovo. Ci è già passato Antonio Conte, condottiero della rinascita post Calciopoli, “antipatico perchè vince“, poi bollato come interista. Per non parlare di Bonucci, bandiera da “sciacquarsi la bocca quando si parla di lui“, poi piazzato sullo sgabello e ‘esiliato’ al Milan.
È successo a Cuadrado, simulatore per eccellenza, giocatore fastidioso e decisamente poco sportivo, caratteristiche riconosciute solo con la maglia nerazzurra. Ricordate Higuain? Nemico giurato al Napoli, idolo in bianconero, poi sbolognato al Milan. E Pirlo? Zero esperienza da allenatore, chiamato in fretta e furia per il post Sarri, difeso strenuamente nonostante le figuracce rimediate ovunque. Dopo l’esonero: finito nel dimenticatoio, ‘Pirlolandia’ oggi è un parco dei divertimenti ormai abbandonato nei cassetti della memoria.
E la lista potrebbe continuare ancora. Allegri è solo l’ultimo nome: ieri ‘Papà’, oggi nessuno. La dura legge del tifo aziendalista: strenua difesa di tutto ciò che è bianconero, contro le critiche e contro tutti… finchè esonero non ci separi.

