L’Italia è prima al mondo in tante cose. Per alcune c’è motivo di vanto, per altre decisamente un po’ meno. Ecco, il primato attuale ce lo saremmo volentieri tolto dalle scatole, ma vabbé… Domani, infatti, la finale di Coppa Italia assegnerà il primo titolo importante post Coronavirus tra i principali campionati europei, ovvero tra Italia, Germania e Spagna (come sappiamo, la Francia ha chiuso i giochi anzitempo).
Non proprio una bella cosa, dicevamo, considerando ciò che abbiamo passato. Ma un lato positivo c’è: avremo gli occhi di tanti tifosi e appassionati, non solo dall’Italia. C’è voglia di tornare alla normalità, c’è voglia di tornare a vedere alzare Coppe al cielo e festeggiare (ma in maniera moderata), c’è voglia – in generale – di calcio. Lo dimostrano i numeri dei telespettatori delle due semifinali, alla faccia di chi – lo avevamo detto – non voleva che il calcio ripartisse. E anche alla faccia di chi, diciamocelo, ha criticato i ritmi di gara delle due partite. Lo sapevamo, era prevedibile. Ma l’amore insegna a voler bene dopo anni, anche se si è brutti, acciaccati e con qualche ruga. Ecco, questo succede. Adesso non ci resta altro che guardare, osservare, commentare, analizzare ma, soprattutto, tifare. Una finale a porte chiuse non s’è mai vista, ma c’è sempre una prima volta. Tra tantissimi anni, infatti, anche questa sarà storia…
