Tecnico molto amato in tutte le piazze in cui ha allenato. Il 29 marzo cadrà il secondo anniversario della scomparsa di Emiliano Mondonico. La figlia dell’ex allenatore di Atalanta, Cremonese e Torino tra le altre, ha parlato a ‘Tuttosport’, raccontando di come suo padre sarebbe stato in prima linea nella lotta al Coronavirus: “Per gli ultimi vent’anni della sua vita, papà ha dedicato tempo, spirito e possibilità economiche per aiutare tanti ex tossicodipendenti, ex alcolisti. Radunati dai volontari dell’Approdo, l’associazione benefica qui di Rivolta che soccorre persone in gravi difficoltà. Oggi, rispetterebbe in modo ferreo le disposizioni governative: non uscire di casa, in primo luogo. Mio padre rispettava sempre le regole. Ma se oggi fosse ancora qui, si sarebbe anche già messo in contatto con le istituzioni per cercare di dare pure lui una mano, in qualche modo, alle persone più bisognose e sfortunate. Si sarebbe offerto lui per primo, senza bisogno di essere chiamato”.
“Non è necessario indossare un camice da medico per aiutare il prossimo – ha aggiunto -. Siamo tutti con Bergamo: così come con tutti gli italiani che soffrono. Mi chiamano tanti tifosi dell’Atalanta, amici di vecchia data, e mi raccontano cose terribili, mentre molti di loro aiutano gli Alpini a costruire un ospedale da campo. Siamo passati dai tamburi in curva ai rintocchi delle campane a morto. Ma io i bergamaschi li conosco bene: ne usciranno di sicuro, con la loro tenacia. Come ne usciranno tutti gli italiani: con gli stessi valori“.