Figc, Malagò verso le 11 firme di Serie A mentre calciatori e allenatori puntano su Galliani

Decisiva l’adesione del Como, attesa insieme al comunicato di Aic e Aiac. Venerdì nuovo confronto tra i club e tra le leghe, le candidature si depositano entro il 4 novembre

Giovanni Malagò è a una firma dalla candidatura della Serie A alla presidenza della Figc. Dieci club hanno già sottoscritto il suo accredito: Roma, Napoli, Lecce, Monza, Bologna, Frosinone, Genoa, Udinese, Fiorentina e Torino. Con il Como, ultimo ad aderire, si arriverebbe alle undici necessarie, e il commissario della Federcalcio dovrebbe annunciarlo oggi. Le sottoscrizioni vanno depositate entro il 4 novembre, in vista dell’assemblea elettiva del 14 dicembre. Nello stesso momento si è aperto l’altro fronte. Calciatori e tecnici candideranno Adriano Galliani: il comunicato di Aic e Aiac è atteso in giornata, e il quorum delle firme sarebbe già raggiunto.

Foto di RICCARDO ANTIMIANI / ANSA

Ieri pomeriggio i presidenti delle quattro leghe si sono sentiti in una breve call da remoto: Ezio Simonelli (Serie A), Paolo Bedin (Serie B), Matteo Marani (Lega Pro) e Giancarlo Abete (Lega Nazionale Dilettanti). Senza decidere nulla, si sono dati appuntamento a venerdì, quando in mattinata potrebbe tenersi un nuovo incontro informale tra i club di Serie A.

Malagò e le firme della Serie A: in primavera erano diciannove

Il numero va letto insieme a quello di sei mesi fa. Ad aprile 18 club su 20 avevano sottoscritto la candidatura di Malagò, e poco dopo anche il Verona si era aggiunto, portando il totale a 19. Oggi ne bastano undici. Nell’elenco attuale non compaiono, per il momento, Inter, Milan e Juventus. Le firme valgono come accredito, non come elezione. In assemblea la Serie A pesa il 18%, la Serie B il 6%, la Lega Pro il 12%, la Lega Nazionale Dilettanti il 34%, mentre Assocalciatori e Assoallenatori insieme arrivano al 30%. È qui che la scelta di Aic e Aiac cambia i rapporti di forza: a giugno le due componenti tecniche avevano fatto blocco con i club della massima serie per portare Malagò alla presidenza.

Perché si torna a votare: il tesseramento e il commissariamento

Malagò la presidenza l’aveva già conquistata. Era stato eletto il 22 giugno con il 68,58% dei voti, ma l’articolo 29 dello Statuto federale chiede a chi ricopre cariche di essere in regola con il tesseramento, e lui non lo era. Sulla portata di quel requisito i pareri si sono divisi. I giuristi consultati dal Coni lo hanno considerato necessario sia per la candidatura sia per l’elezione, mentre i giuristi della Figc hanno concluso che non fosse essenziale e che non ci fossero le condizioni per un commissariamento. La soluzione è arrivata il 6 ottobre. Il Coni ha commissariato la Figc e ha nominato commissario lo stesso Malagò, con il compito di portare la federazione a nuove elezioni. L’assemblea è convocata per il 14 dicembre alle 11 all’hotel Hilton di Fiumicino.

Malagò contro Galliani: da alleati di aprile a sfidanti

Ad aprile Galliani si era fatto da parte e aveva indicato proprio Malagò come «il miglior presidente della FIGC possibile». Il suo nome era nato da una parte della Serie A, Percassi e Marotta, senza però convincere la maggioranza. Ora torna in corsa con l’appoggio di calciatori e allenatori. Entrambi hanno sistemato la questione che aveva portato al commissariamento. Malagò è dirigente accompagnatore del Circolo Canottieri Aniene, Galliani ha lo stesso ruolo nell’Enotria 1908, società dilettantistica milanese. Lunedì Malagò aveva detto chiaramente cosa temeva. Agli Stati Generali di Progetto Civico Italia aveva avvertito che senza una candidatura unica si aprirebbe «una frattura enorme». Il calcio italiano va così verso il secondo voto federale in sei mesi, e questa volta senza un fronte compatto. La Serie A e le componenti tecniche, alleate a giugno, si ritrovano su candidati diversi, e il peso decisivo passa a Lega Pro e Dilettanti, che finora non hanno espresso un proprio nome. Il prossimo passaggio è venerdì, con il confronto tra i club di Serie A e quello tra le leghe. Poi il 4 novembre si chiude il deposito delle candidature, e il 14 dicembre si vota.