La classifica della Serie A è ormai un mosaico quasi perfetto, ma l’ultimo tassello rimasto sulla graticola sta per far tremare la Capitale. Con le prime quattro posizioni che garantiscono il pass d’oro per la Champions League, il quinto e il sesto posto destinati all‘Europa League e il settimo a fare da sfondo alla Conference, la Roma si trova davanti al novanta minuti più importanti degli ultimi sette anni. Un digiuno europeo che brucia dal 2018/2019 e che oggi, sotto la gestione della famiglia Friedkin, mette in palio non solo la gloria, ma un tesoro vitale da oltre 40 milioni di euro per far respirare le casse del club. La spinta emotiva è al massimo: la squadra è reduce dal trionfo nel Derby Roma Lazio, un 2-0 senza appello che ha colorato la città di giallorosso e ha dato la carica per l’atto finale. Eppure, la trasferta di Verona non ammette cali di tensione. Malen e compagni non possono sbagliare.
Il verdetto della classifica di Serie A: perché Verona è una finale per Gasperini
Il destino è interamente nelle mani della squadra. Il percorso di Gasperini alla Roma è stato una scalata di nervi e resilienza, culminata con il sorpasso ai danni di Juventus e Como (che occupano rispettivamente 6° e 5° posto). Un traguardo parziale che però non permette calcoli, perché l’ultimo turno di campionato è storicamente il terreno delle sorprese e delle motivazioni rovesciate. L’ex portiere Marco Amelia legge il momento con lucidità, evidenziando i meriti di un gruppo che ha saputo farsi trovare pronto:
“La Roma la vedo bene, è stata molto brava a rimanere lì e sfruttare i passi falsi delle altre squadre. La Juventus nell’ultima partita ha buttato via gran parte della qualificazione in Champions, ma la Roma sta costruendo un percorso”.
A fargli eco è il campione d’Italia Vincent Candela, che sposta l’obiettivo sulla resistenza mentale di un gruppo che ha saputo stringere i denti nei momenti più bui:
“È andata bene nella prima parte del campionato, poi tanti giocatori si sono fatti male, ma abbiamo resistito e siamo rimasti in alto. Poi è arrivato anche Malen, che è un fenomeno, e sta facendo benissimo. Ora dipenderà da noi, da mister Gasperini e dai giocatori… andiamo a Verona dove dobbiamo vincere per conquistare la Champions League dopo 7 anni. Comunque i complimenti vanno già fatti perché questo non era un campionato semplice”.
Calciomercato Roma: il fattore Dybala e l’incognita del futuro per la Joya
Se la spinta del Derby contro la Lazio ha dimostrato che la squadra sa vincere di collettivo, per scardinare le difese negli ultimi trenta metri serve quel pizzico di genialità che solo i fuoriclasse possiedono. Nel calcio moderno, e in particolare nell’idea di gioco di Gasperini, gli esterni e la fantasia sono l’ossigeno della manovra. Per questo il nome di Paulo Dybala domina i pensieri della tifoseria e degli ex calciatori.

In quest’ottica, Alessio Cerci, che ha vissuto lo stadio Olimpico da spettatore pochi giorni fa, non usa giri di parole per descrivere l’impatto dell’argentino e la necessità di trattenerlo a ogni costo:
“La Roma ha espresso un buon calcio ma può fare meglio. Per il gioco di Gasperini sono molto importanti gli esterni d’attacco e spero ci porti qualcuno che salta l’uomo… Gasperini porta la palla negli ultimi 30 metri e poi c’è bisogno di spunto e tecnica per fare gol. Dybala? Io spero rimanga, perché domenica scorsa sono stato allo stadio e quando ha la palla lui, accende la luce. Dybala è il fuoriclasse della Roma e anche se ha problemi fisici, meglio 10 partite con Dybala che 40 con altri giocatori”.
Dello stesso avviso è Diego Perotti, che vede nella Joya e nel blocco dei giovani talenti la base immutabile per un futuro d’alto livello:
“Sicuramente la Roma deve partire l’anno prossimo da Gasperini e da giocatori che ho ritenuto sempre fortissimi, come Dybala e Soulè su tutti ma anche Svilar, Cristante, Pellegrini, Mancini, Ndika, Malen. Per me la Roma è una squadra solida... se ad un allenatore come Gasperini gli dai sostegno, con la tifoseria che ha alle spalle, per me la Roma può ambire a molto di più della qualificazione alla Champions. Se Dybala dovrebbe rimanere? Dipendesse da me gli farei il contratto subito”.
Il verdetto finale: la griglia Champions non ammette errori
I calcoli sono ridotti a zero. Con l’Inter ormai ineguagliabile – forte dello storico 21esimo scudetto e del recente trionfo nella finale di Coppa Italia – e un Napoli già tranquillo del proprio pass europeo la volata finale per gli ultimi due posti disponibili si preannuncia infuocata, ma la sensazione comune è che l’esperienza e la fame di vittorie faranno la differenza. I pronostici degli ex non lasciano spazio a dubbi: la Roma ha l’obbligo morale e tecnico di chiudere la pratica. Nelle parole finali di Alessio Cerci c’è tutta la sicurezza di chi conosce le dinamiche di queste sfide:
La corsa Champions è tutta nelle nostre mani, io credo che in Champions, oltre a Inter e Napoli, andranno Roma e Milan, hanno due partite abbordabili, non credo che si lasceranno sfuggire una opportunità così grande, le motivazioni sono diverse, quindi si va a Verona a vincere”.