Lazio, Rocca: «Il problema di Lotito è la postura», mentre il patron chiede scusa per alcuni errori

Il governatore, tifoso biancoceleste, parla di una piazza «esausta» e rivendica la protesta di Ponte Milvio. Il presidente ammette scelte tecniche sbagliate e si impegna a farsi capire

Da una parte un tifoso che fa il presidente di Regione e dice di essere stanco. Dall’altra il presidente della Lazio che, dopo mesi di contestazione, trova le parole per chiedere scusa. Francesco Rocca, nell’intervista al Foglio, non gira intorno al punto: «Il problema di Lotito è la postura e la sua incapacità strutturale di comunicare con i tifosi».

Foto di GIUSEPPE LAMI / ANSA

Claudio Lotito, lo stesso giorno sul Corriere della Sera, chiede scusa per alcuni errori, come certe scelte tecniche del passato, e promette di lavorare sul modo in cui le sue parole vengono recepite. Sono due interviste separate, ma raccontano la stessa ferita. La frattura tra la tifoseria biancoceleste e il suo presidente, senatore di Forza Italia e patron anche della Reggina, va avanti da mesi. Sullo sfondo c’è un’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza la diffusione di notizie false sulla società per spingere Lotito a cederla.

Rocca e i tifosi della Lazio: «siamo tutti esausti»

Rocca parla da laziale prima ancora che da politico. L’idea che dietro la protesta ci sia una regia non lo convince: se anche quella vicenda avesse un fondamento, e lui è sicuro di no, sarebbe arrivata dopo la rottura, non prima. «Nessuno è in grado di manipolare 40-50 mila persone». A Ponte Milvio c’era anche lui, e ci tornerebbe. Quello che non perdona sono i modi. Le parole volgari, i tifosi chiamati «str…». «È un dirigente sportivo, è un senatore. Non è questa la modalità. Siamo tutti esausti, tutti noi tifosi». E alla domanda sulla solidarietà a Lotito risponde che, prima, vuole vedere dove arriveranno le indagini.

Lotito: «ogni scelta è per il bene della Lazio»

Il presidente racconta un’altra stanchezza, la sua. Tre anni di minacce subite in silenzio, di giorno e di notte, «anche a Natale, a Capodanno, alla Befana». Dice di non cercare rivincite né conti da regolare: vorrebbe solo continuare a fare bene il suo lavoro. Sui tifosi sceglie parole misurate. Chiede scusa per gli errori di cui si sente responsabile, per esempio alcune scelte tecniche avallate in passato, senza entrare nel dettaglio: «non chiedetemi quali». Richiama la lettera aperta scritta alla piazza e ammette che alcune sue dichiarazioni possono essere state interpretate in modo diverso. È il punto su cui si impegna: «Continuerò a lavorare anche per migliorare quest’aspetto». Senza rinunciare a difendere la sua linea: «Sappiano tutti che ogni scelta che compio è sempre orientata esclusivamente al bene della Lazio». Pochi giorni fa i gruppi organizzati avevano indicato la loro condizione per tornare a parlarsi: una conferenza stampa e le scuse per quanto fatto negli ultimi ventidue anni. La risposta di Lotito è diversa da quella richiesta. È più stretta nel perimetro, ma accompagnata dall’impegno a farsi capire meglio. Rocca, intanto, indica nella postura del presidente il nodo da sciogliere. Se queste parole basteranno a riaprire un dialogo, lo diranno i tifosi.