Claudio Lotito «non si può cacciare», ma il rapporto con i tifosi della Lazio, secondo Francesco Rocca, non si può più risanare. Il presidente della Regione Lazio è intervenuto oggi, mercoledì 23 settembre, a The Morning Show su Radio Globo. Nella stessa giornata Lotito era alla presentazione della relazione annuale della Commissione indipendente sul controllo dei costi dei club professionistici di calcio e basket. A margine ha scelto di non parlare della Lazio e si è concentrato sulle norme che, a suo dire, non favoriscono il mercato interno. Rocca torna così sul punto che aveva già sollevato una settimana fa, quando aveva indicato nella «postura» il problema di Lotito, nello stesso giorno in cui il presidente chiedeva scusa per alcuni errori. In quell’occasione Lotito aveva promesso di lavorare sul modo in cui le sue parole vengono recepite. Oggi il governatore parla ancora di comunicazione, ma arriva a una conclusione più netta.
Rocca su Lotito: «La decisione è nelle sue mani»
«Lotito non si può cacciare ma si può richiamare ad avere un comportamento corretto, cosa che non ha avuto, nei confronti con i tifosi e a migliorare la sua capacità di comunicare con la tifoseria. È questo che ha fratturato e rotto il rapporto con i tifosi. Secondo me il rapporto non si può risanare. È lui che deve comprendere e la decisione è nelle sue mani».
Rocca non ha mai nascosto la sua fede laziale. In radio ha raccontato che l’invito a cacciare il presidente glielo rivolgono ovunque vada. A luglio era stato tra i partecipanti alla manifestazione dei tifosi contro la gestione Lotito. Sullo sfondo resta l’inchiesta della Procura di Roma, nata da una denuncia dello stesso Lotito, che ipotizza la diffusione di notizie false sulla società per spingerlo a cederla.
Lotito: «Della Lazio non parlo, sono qui come senatore»
Lotito, senatore di Forza Italia e da luglio proprietario anche della Reggina, ha parlato a margine della presentazione della relazione annuale della Commissione indipendente sul controllo dei costi dei club professionistici di calcio e basket. È l’organismo che vigila sui conti delle società e che quest’estate ha concesso alla Lazio un mercato solo a saldo zero. Il presidente ha scelto il ruolo istituzionale, «Della Lazio non parlo, sono qui come senatore», ma il discorso è finito presto proprio lì.

Ogni acquisto andava compensato da una cessione, perché il rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi superava la soglia di 0,7. Un anno prima era andata peggio, con il mercato bloccato del tutto.
«Se un calciatore costa 10 milioni lo paghi 12,2»
Lotito ha messo a confronto il mercato italiano e quello estero partendo dai riscatti: «I calciatori in altre leghe possono essere riscattati in qualsiasi momento, noi siamo scienziati e dobbiamo aspettare la sessione di mercato». Poi è passato ai costi: «Se un calciatore costa 10 milioni lo paghi 12,2, poi c’è la fideiussione. Un danno. Ecco perché si compra all’estero, dove si anticipa meno cassa. Dobbiamo fare norme attuabili e che non creano danni».
Lotito risponde a Simonelli: il tetto lo fissi il Parlamento
Resta da capire chi debba cambiarle, queste regole. Il presidente della Lega Serie A Ezio Maria Simonelli, in audizione al Senato, ha ricordato che sulla riforma dei campionati lo Stato non può intervenire, perché la UEFA non tollera ingerenze. Lotito gli dà ragione solo a metà e propone una divisione dei compiti: il Parlamento fissa un tetto, poi lo sport decide con le proprie strutture come rispettarlo.