Intervista esclusiva de “La Gazzetta dello Sport” a Fabio Capello. L’ex allenatore della Juventus ricorda come i primi tempi furono difficili anche per lui come lo sono per Sarri: “Io ebbi qualche problema, ma non tanto perché avevo allenato il Milan e la Roma, quanto perché avevo detto che non sarei mai andato alla Juve. Ci furono delle contestazioni, striscioni contro di me, ma sempre dai gruppetti degli ultrà. I soliti. Sono uno dei mali del calcio italiano. Pensi alle contestazioni vergognose ad un grande allenatore come Ancelotti. So che anche Conte è stato criticato per il passaggio all’Inter, ma chi dice cose del genere andrebbe ignorato. Gli allenatori sono professionisti. Se poi invece fare il tifo diventa un business, è ovvio che ci sia un problema. Comunque, poi quando cominciammo a vincere, le cose andarono a posto, anche perché io rispetto a Sarri avevo una corsia privilegiata: ero stato in bianconero da calciatore e quindi conoscevo la loro mentalità”.
Capello spiega un po’ il mondo Juventus a Sarri: “Se vinci, hai fatto solo il tuo. Non deve pensare ai tifosi né fare nulla per ingraziarseli. basterà fare bene. Adesso, dopo il filotto degli scudetti, con lui vogliono fare qualcosa di più. Spendendo tanto per vincere la Champions, hanno alzato l’asticella, senza contare che due volte in finale sono arrivati”.
Sarri criticato anche per il suo stile non da Juve: “Sono stupidaggini. magari la tuta è una scaramanzia. Ce l’avevo anche io. Uscivo dallo spogliatoio sempre dietro un calciatore che aveva un certo numero di maglia, ma non mi chieda quale perché non glielo dico. La politica è fuori dal calcio, non c’entra niente”.
Un mese senza allenatore per la Juventus: “Avevano le idee chiare fin dall’inizio. Forse un pensierino su Guardiola ce l’avevano fatto, ma era Sarri il loro obiettivo. L’importante però è ricordare che i contratti lunghi sono solo una tutela economica per l’allenatore, perché alla Juve non ti danno anni per vincere“.
Sulla rosa della Juventus, Capello aggiunge: “I bravi allenatori sanno mettere al posto giusto i giocatori che hanno a disposizione. Mi dia retta, la Premier League è il top del top; solo Barcellona e Real Madrid possono essere al loro livello. Per questo Maurizio è andato a Londra da insegnante delle superiori e torna in Italia da professore universitario. Il suo Chelsea non giocava il 4-4-3 del Napoli, si è saputo adattare a situazioni nuove. Hazard, ad esempio, faceva cose diverse”.
Idee di mercato per la Juventus da Icardi a Chiesa, fino alla rinascita di Dybala, Capello commenta così: “Non parlo di mercato. Dico solo che la Juve ha in rosa Higuain. Si ricorda quando Sarri a Londra diceva: “Ci serve un uomo che chiuda la manovra”? Non aggiungo altro. Dybala è un grande calciatore, così come Emre Can e Bentancur che mi piacciono molto. E Ramsey: proprio un bell’acquisto. Servirebbe un grande centrale difensivo, che in prospettiva possa essere l’erede di Chiellini. Il più adatto sarebbe Manolas, ma non entro nelle loro strategie. In ogni caso bisogna saper fare il vino con l’uva a disposizione, e con i giocatori della Juve viene fuori champagne. Anzi, meglio parlare di prodotti italiani: un gran spumante ecru”.