Ancelotti rinnova col Brasile fino al 2030. Niente Italia: è il CT più pagato di sempre

Mentre l'Italia cerca l'erede di Gattuso, la CBF blinda Ancelotti con un contratto storico fino al 2030 che lo rende il più pagato al mondo

Il valzer delle panchine internazionali sta riscrivendo le gerarchie del calcio mondiale, e mentre l’Italia prova a ridisegnare il proprio futuro, una certezza granitica scuote l’asse Roma-Rio de Janeiro. Carlo Ancelotti e il Brasile: il sodalizio continua. Anzi, raddoppia. Il tecnico di Reggiolo è pronto a legarsi alla Seleção fino al 2030, chiudendo definitivamente la porta a un possibile ritorno in azzurro.

Nuovo CT per l’Italia: la rosa dei candidati si restringe

La notizia del rinnovo imminente di Ancelotti con la CBF arriva in un momento di transizione delicato per la panchina azzurra. Dopo le dimissioni di Gattuso e con la forte ipotesi di Antonio Conte come nuovo CT dell’Italia, il profilo di Ancelotti figurava comunque tra i papabili per la successione, seppur non fosse il nome più caldeggiato nelle ultime ore. Con la firma prevista nelle prossime settimane, il tecnico emiliano esce ufficialmente dall’elenco dei possibili commissari tecnici della Nazionale, restringendo ulteriormente il campo dei nomi a disposizione della Federazione. Mentre Vincenzo Montella continua il suo percorso verso il Mondiale sulla panchina della Turchia, Ancelotti consolida la sua dimensione di tecnico “internazionale”, preferendo proseguire il lavoro iniziato all’estero piuttosto che rispondere alla chiamata di Coverciano.

Un ingaggio da record: Ancelotti zio Paperone dei CT

Le cifre che accompagnano il rinnovo di Ancelotti non sono solo alte: sono storiche. Il tecnico percepirà 10 milioni di euro netti a stagione fino al 2030. Un investimento senza precedenti per la Federazione Brasiliana, che lo ha reso l’allenatore più pagato nella storia della Seleção e il leader globale assoluto della categoria. Per capire la portata di questo sforzo economico, basta guardare il panorama attuale delle grandi panchine mondiali. Mentre giganti come Thomas Tuchel, che ha preso la guida dell’Inghilterra, si attestano sui 6 milioni di euro e Julian Nagelsmann (Germania) non supera i 4,8 milioni, il Brasile ha deciso di raddoppiare la posta pur di blindare il tecnico italiano. Il divario diventa imbarazzante se confrontato con la situazione della FIGC: prima delle dimissioni, Gennaro Gattuso percepiva un ingaggio decisamente più contenuto (circa 2,5 milioni), e lo stesso Antonio Conte, oggi il nome più caldo per la ricostruzione azzurra, richiederebbe uno sforzo economico che difficilmente toccherà le vette brasiliane di Ancelotti. L’unico precedente capace di oscurare queste cifre è stato quello di Roberto Mancini in Arabia Saudita (con un contratto da oltre 25 milioni annui), ma dopo la risoluzione del suo rapporto con la federazione saudita nell’ottobre 2024, Ancelotti è tornato a essere ufficialmente il riferimento economico del calcio internazionale.

La blindatura dello staff

L’accordo prevede inoltre un dettaglio fondamentale: se lo stipendio di Ancelotti resterà stabile, la CBF ha garantito un importante adeguamento salariale per i quattro membri del suo staff tecnico. È la prova di una fiducia totale nel suo metodo di lavoro: il Brasile non ha solo acquistato un nome, ma ha blindato un intero sistema per i prossimi quattro anni, con l’unico obiettivo di cucire finalmente la sesta stella sulla maglia.

Obiettivo sesta stella: il Brasile di Ancelotti verso il 2026

L’investimento monstre della CBF ha un solo obiettivo: guarire l’ossessione per il sesto titolo mondiale. Il Brasile non alza la coppa dal 2002 e, da quel successo in Corea e Giappone, il cammino verdeoro è stato un susseguirsi di delusioni, con il punto più basso toccato nel 2014 con il quarto posto casalingo. Sotto la gestione Ancelotti, iniziata nel maggio 2025, la Seleção ha mostrato sprazzi di un calcio più europeo e pragmatico, raccogliendo finora 4 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte. Risultati incoraggianti, ma che il tecnico considera solo l’inizio di un percorso di trasformazione che potrebbe raggiungere il suo apice durante gli imminenti Mondiali 2026.

Una rosa ancora “work in progress”

Nonostante manchino pochi mesi all’inizio della rassegna iridata, Ancelotti non ha ancora blindato il gruppo definitivo. La sua filosofia è chiara: nessuno ha il posto assicurato per diritto divino, nemmeno nel Paese del calcio bailado.

La lista non è ancora definitiva, ma siamo vicini,” ha dichiarato recentemente il tecnico. “Il Brasile è fortunato ad avere un bacino di talenti immenso, ma alcune posizioni non sono ancora definite al 100%.”

Il calendario: dai test di lusso all’esordio al Mondiale 2026 del Brasile di Ancelotti

L’annuncio ufficiale del rinnovo fino al 2030 è atteso prima del 16 marzo, data in cui Ancelotti diramerà i convocati per le amichevoli di lusso negli Stati Uniti:

  • 26 marzo: Brasile-Francia (Boston)

  • 31 marzo: Brasile-Croazia (Orlando)

Due test fondamentali prima del debutto ufficiale ai Mondiali il 13 giugno contro il Marocco. Inseriti nel Gruppo C con Scozia e Haiti, i cinque volte campioni del mondo inizieranno la scalata al titolo con la certezza di avere in panchina l’uomo più pagato e, forse, più vincente della storia moderna. Il Brasile ha fatto la sua mossa: ora la palla passa a Carlo Ancelotti e ai suoi uomini.