L’attesa è finalmente finita. L’esordio del Gruppo C dei Mondiali 2026 regala subito una delle sfide più calde, affascinanti e ricche di trame geometriche di questa prima fase del torneo. Sul terreno di gioco si incrociano Brasile-Marocco, due nazionali stabilmente posizionate tra le prime dieci del ranking mondiale, pronte a darsi battaglia in un match che prometteva scintille e che ha tradito le aspettative. In Italia, ormai da mesi, gli occhi sono tutti puntati sulla panchina verdeoro: la gestione tecnica è infatti affidata a Carlo Ancelotti, l’italiano chiamato a guidare una delle pochissime spedizioni mondiali che ha scelto orgogliosamente di non schierare giocatori naturalizzati. Senza l’infortunato Neymar, i riflettori si spostano sul duello generazionale e di rapidità pura sulla fascia: quello tra la stella del Real Madrid, Vinicius, e il treno del Paris Saint-Germain (fresco di vittoria in Champions League), Achraf Hakimi. Il Marocco, storicamente etichettato come “la squadra più brasiliana d’Africa” per la qualità tecnica e la fantasia dei suoi interpreti, scende in campo senza timori reverenziali, cercando di ribaltare il precedente Mondiale risalente al 1998, quando a trionfare fu la Seleção.
Il Marocco spaventa Carlo Ancelotti: Saibari inventa un gol da cinema
Il fischio d’inizio dà il via a una vera e propria tempesta calcistica. Bastano appena cinque minuti ai Leoni dell’Atlante per confezionare il primo tiro in porta, un’occasione nitida ma sprecata che funge da immediato campanello d’allarme per la retroguardia di Ancelotti. Poco dopo è ancora Hakimi a spaventare i sudamericani con una conclusione che termina sul fondo. Il Marocco spinge a ritmi forsennati, aggredendo ogni portatore di palla, mentre il Brasile cerca faticosamente di abbassare il ritmo per spegnere l’entusiasmo avversario. La risposta verdeoro è fulminea: Vinicius accende la luce sulla corsia mancina e serve a Igor Thiago un pallone d’oro, ma l’attaccante si divora un gol clamoroso, scatenando la disperazione degli spalti dove le telecamere inquadrano una leggenda come Kakà con le mani nei capelli. Al minuto 20 il forcing marocchino si concretizza nel più spettacolare dei modi: Saibari sblocca il match firmando l’1-0. Il trequartista, autore di una stagione strabiliante da 19 gol e 9 assist, beffa il portiere avversario con un pallonetto di una “dolcezza” e qualità tecnica incredibile, timbrando il suo decimo centro in Nazionale. Il Brasile accusa il colpo, sbanda vistosamente sotto i colpi di un Marocco che cavalca l’onda dell’entusiasmo, tanto da far commentare ai cronisti: “E ti assicuro che il Brasile non ha la maglia rossa”, a testimonianza di un dominio territoriale totale da parte degli africani.
Vinicius Junior risponde da campione: perle in campo e parterre di VIP in tribuna
Nel momento di massima difficoltà, però, si sa: emerge il DNA dei campioni. Al 31’ il Brasile trova improvvisamente la luce nel deserto: ci pensa Vinicius Junior a rimettere le cose a posto con un gol meraviglioso. La Seleção conferma la sua natura letale: anche quando sembra alle corde, basta un minimo spazio concesso o un’invenzione personale per accendere la miccia e punire la difesa avversaria. La rete del pareggio fa letteralmente esplodere lo stadio, dove l’esultanza della popstar Travis Scott e il tifo ravvisato della leggenda del football americano Tom Brady testimoniano l’atmosfera da grandissimo evento glamour e sportivo. Sugli spalti c’è spazio persino per la politica internazionale, con il Sindaco di New York (noto tifoso dell’Arsenal) avvistato a godersi lo spettacolo. Il finale di frazione si incattivisce sul piano agonistico: il Brasile deve ricorrere alle maniere forti per arginare le ripartenze marocchine, collezionando due cartellini gialli pesanti estratti ai danni di Casemiro e Ibanez. Prima del duplice fischio c’è ancora spazio per un sussulto firmato Lucas Paquetà, il cui tiro a botta sicuro viene disinnescato da un grande intervento del portiere del Marocco Bounu. Il primo tempo si chiude così su un vibrante 1-1: una prima metà di gara intensa, tattica e spettacolare, che lascia totale incertezza sulla ripresa.
Secondo tempo sul filo del rasoio: Alisson salva Ancelotti all’ultimo respiro
L’inizio del secondo tempo si apre sotto il segno dell’equilibrio e della grande nostalgia. Le telecamere stringono nuovamente sulle tribune vip e regalano un’immagine da brividi a tutti gli appassionati: seduto proprio accanto a Kakà c’è infatti Ronaldo il Fenomeno, l’eroe indiscusso di quel famoso precedente mondiale del 1998, venuto ad osservare da vicino il debutto della nuova gestione tecnica. La ripresa si sviluppa sui binari di una grandissima intensità tattica. Rispetto ai primi 45 minuti, il Brasile sembra dare qualcosa in più in termini di palleggio, cercando di far valere il peso specifico dei suoi campioni e di imporre il proprio ritmo per scardinare la difesa avversaria. Il Marocco, però, non si spaventa, non arretra di un millimetro e risponde colpo su colpo, mettendo in campo una grinta encomiabile e provandoci fino alla fine. L’epilogo del match si trasforma in un thriller assoluto: proprio nelle battute conclusive, i Leoni dell’Atlante confezionano l’assalto perfetto che fa tremare la retroguardia verdeoro. Ci vogliono ben due parate prodigiose e consecutive di Alisson all’ultimo secondo per blindare la porta della Seleção ed evitare il clamoroso ko. Cala il sipario e termina in pareggio l’attesissimo esordio di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile. Un 1-1 finale che certifica la forza di due superpotenze mondiali che si sono affrontate a viso aperto, regalando un figurone spaziale a un Marocco immenso per coraggio e qualità. Il Marocco è più Brasile del Brasile? Non lo sappiamo, ma sicuramente oggi ha fatto un figurone. Nemmeno il tempo di archiviare questo show che i riflettori del Gruppo C si spostano subito sul prossimo accoppiamento: tra pochissime ore toccherà infatti ad Haiti e Scozia affrontarsi per completare la griglia della prima giornata.

