Italia, Mancini: «Sono qua per vincere». Convocati ed esclusi, da Zoma a Retegui

Il ct apre il secondo ciclo con 34 convocati e nove esordienti. Si parte venerdì 25 settembre all'Olimpico contro il Belgio, poi Turchia, Francia e ancora Turchia entro il 5 ottobre

Roberto Mancini ha aperto lunedì a Coverciano il suo secondo ciclo da commissario tecnico della Nazionale italiana con la prima conferenza stampa, a quattro giorni dall’esordio in UEFA Nations League contro il Belgio, in programma venerdì 25 settembre alle 20.45 allo Stadio Olimpico di Roma. L’obiettivo l’ha messo sul tavolo subito:

«Io sono qua per vincere il più velocemente possibile».

Il margine per sbagliare è poco. Mancini ha 34 convocati, nove dei quali alla prima chiamata, e quattro partite in undici giorni per capire su chi costruire. Deve farlo davanti a un ambiente che non ha dimenticato la mancata qualificazione al Mondiale 2026 né il suo addio del 2023, e con un nuovo presidente federale, Giovanni Malagò, che ha appena detto pubblicamente che il proprio destino dipende dai risultati del tecnico.

Mancini in conferenza stampa: «Dobbiamo vincere e risalire nel ranking»

La prima parola del nuovo ciclo non è stata per il campo. Mancini ha aperto la conferenza con un pensiero di cordoglio per Sandro Mazzola, scomparso sabato a 83 anni. Mazzola vinse con l’Italia l’Europeo del 1968, l’unico altro titolo continentale della Nazionale insieme a quello conquistato proprio da Mancini nel 2021. La coincidenza racconta bene il momento: la Nazionale riparte nel giorno in cui saluta un protagonista della sua storia migliore, e ha bisogno di ritrovarla. 

PRIMA CONFERENZA STAMPA CT ROBERTO MANCINII COVERCIANO
Foto di CLAUDIO GIOVANNINI / ANSA

Poi il ritorno. Mancini aveva lasciato la panchina azzurra nell’agosto 2023 ed è rientrato a fine luglio, dopo tre anni in cui si sono alternati Spalletti, Gattuso e Baldini. A Coverciano ha ritrovato l’ambiente in cui aveva costruito la squadra campione d’Europa, e non lo nasconde:

«Ieri quando sono tornato ero molto felice, abbiamo passato momenti molto belli insieme».

Da quei ricordi nasce anche la prima richiesta ai giocatori. Mancini vuole una squadra che si diverta, e lo considera una condizione per vincere, non una concessione:

«Nello sport se non ti diverti non raggiungi risultati. Abbiamo una fortuna, il nostro lavoro è la nostra passione».

Nel suo primo mandato questa idea si era vista in campo: l’Italia che giocava sciolta e con il pallone tra i piedi arrivò a 37 partite consecutive senza sconfitte. Il divertimento dovrà però convivere con l’urgenza.

«Abbiamo partite importanti, subito ufficiali e senza possibilità di sbagliare. Dobbiamo vincere e risalire nel ranking».

Il riferimento è concreto. Dopo la terza esclusione consecutiva dal Mondiale, la Nazionale è scivolata al quindicesimo posto del ranking FIFA, la posizione più bassa dal giugno 2019. Prima della Coppa del Mondo era dodicesima. Il prossimo aggiornamento ufficiale della classifica è previsto il 7 ottobre, due giorni dopo Italia-Turchia di Bologna, e conterà tutte e quattro le partite di questa finestra. Nel sistema FIFA una gara di Nations League vale più di un’amichevole. Anche un risultato contro chi sta più in alto porta più punti: il Belgio è ottavo e la Francia terza. Per risalire, Mancini non cambia idea di calcio rispetto al primo mandato:

«Io parto per avere una squadra che domina, che gioca bene, che dia sempre il massimo. Non si può sempre vincere ma noi partiremo per fare questo».

Nel suo lessico dominare ha sempre voluto dire tenere il pallone e il comando della partita. Con Belgio e Francia nel girone si capirà presto quanto di quella Nazionale si può ricostruire con questo gruppo.

Chi sono i convocati di Mancini: nove esordienti, due fratelli Esposito e l’esclusione di Retegui

La lista ha 34 nomi e ha già cambiato forma prima del primo allenamento. Bryan Cristante, dopo la partita di campionato con l’Inter, è indisponibile per un problema fisico. Al suo posto il ct ha chiamato Samuele Ricci del Como.

L’elenco dei convocati

  • Portieri: Marco Carnesecchi (Atalanta), Gianluigi Donnarumma (Manchester City), Massimo Pessina (Bologna), Guglielmo Vicario (Juventus).
  • Difensori: Honest Ahanor (Crystal Palace), Alessandro Bastoni (Inter), Riccardo Calafiori (Arsenal), Diego Coppola (Paris FC), Giovanni Di Lorenzo (Napoli), Federico Dimarco (Inter), Daniele Ghilardi (Roma), Michael Kayode (Brentford), Eddy Kouadio (Monza), Gianluca Mancini (Roma), Giorgio Scalvini (Atalanta).
  • Centrocampisti: Nicolò Barella (Inter), Issa Doumbia (Sporting CP), Nicolò Fagioli (Fiorentina), Davide Frattesi (Lazio), Rolando Mandragora (Torino), Samuele Ricci (Como), Alessandro Romano (Cagliari), Sandro Tonali (Tottenham).
  • Attaccanti: Nicolò Cambiaghi (Bologna), Francesco Pio Esposito (Inter), Sebastiano Esposito (Sassuolo), Samuele Inacio (Borussia Dortmund), Moise Kean (Como), Daniel Maldini (Cagliari), Giacomo Raspadori (Atalanta), Gianluca Scamacca (Atalanta), Antonio Vergara (Napoli), Nicolò Zaniolo (Udinese), Mohamed Alì Zoma (Norimberga).

I nove esordienti

Il più giovane dei nove è Pessina, portiere del Bologna, 18 anni.

Foto di SERENA CAMPANINI / ANSA

In difesa arrivano tre novità:

  • Ghilardi, cresciuto nella Fiorentina e arrivato alla Roma dopo le esperienze con Mantova, Sampdoria e Verona.
Foto di FEDERICO PROIETTI / ANSA
  • Kouadio del Monza, 20 anni, nato a Prato e cresciuto nel settore giovanile della Fiorentina.
Eddy Kouadio
Foto EPA
  • Kayode, che dopo le giovanili nella Juventus è ripartito dalla Serie D con il Gozzano, si è affermato nella Fiorentina e da gennaio 2025 gioca in Premier League con il Brentford. Nel 2023 segnò il gol decisivo nella finale dell’Europeo Under 19 vinto contro il Portogallo.

A centrocampo ci sono Doumbia e Romano. Doumbia è nato a Treviglio, è cresciuto nell’AlbinoLeffe e dopo il Venezia è passato allo Sporting CP. Romano, del Cagliari, è nato in Svizzera e ha giocato per le selezioni giovanili elvetiche prima di scegliere l’Italia, pochi giorni prima della convocazione.

In attacco:

  • Vergara, cresciuto nel settore giovanile del Napoli.
Foto di CIRO FUSCO / ANSA
  • Zoma, partito dall’AlbinoLeffe e poi trasferito in Germania, al Norimberga.
  • Sebastiano Esposito, 24 anni, alla prima chiamata. Nella lista c’è anche il fratello Francesco Pio. In Nazionale maggiore c’è già passato anche il terzo fratello, Salvatore, che proprio con Mancini esordì nel 2022 contro l’Inghilterra.

Mancini sa che questi giorni servono soprattutto a loro:

«Non dobbiamo conoscere i big, serve conoscere le potenzialità dei nuovi ragazzi».

Ai senior chiede di accompagnarli, ai giovani di non frenarsi:

«I giovani spesso giocano tranquilli e spensierati, fanno cose che i più vecchi magari non fanno perché pensano troppo».

Chi torna in azzurro

Nicolò Fagioli e Nicolò Zaniolo non venivano convocati dall’ottobre 2024.

Nicolò Fagioli
Foto di DANIEL DAL ZENNARO / ANSA
Nicolò Zaniolo
Foto di CLAUDIO GIOVANNINI / ANSA

Rolando Mandragora dal marzo 2021. Restano in gruppo anche Ahanor e Inacio, già chiamati a giugno per le amichevoli con Lussemburgo e Grecia.

Gli esclusi: Retegui, Politano e gli altri

L’assenza più discussa è quella di Mateo Retegui, oggi all’Al-Qadisiya in Saudi Pro League. Fu proprio Mancini a portarlo per la prima volta in Nazionale, nel marzo 2023, e sempre Mancini è il ct che ora lo lascia fuori.

Foto di Ettore Griffoni / ANSA

Restano fuori anche Matteo Politano, Federico Bernardeschi, Mattia Zaccagni, Destiny Udogie, Alex Meret, Federico Gatti e Raoul Bellanova: alla vigilia i loro nomi erano indicati tra i possibili convocati. Non figurano nella lista neppure Manuel Locatelli, campione d’Europa con Mancini nel 2021, Federico Chiesa e Andrea Cambiaso. Manca anche Marco Palestra, che pure il ct ha citato in conferenza come esempio della nuova Nazionale:

«Bello avere giocatori come Palestra, Dimarco e Calafiori. Nel 2021 avevamo una Nazionale con giocatori piccoli, ora siamo di livello anche dal punto di vista fisico».

Tifosi, Malagò e il peso del secondo mandato

Il passaggio più delicato riguarda l’addio dell’agosto 2023, quando Mancini lasciò la panchina azzurra a pochi giorni dalle qualificazioni europee. Il ct non ha provato a chiudere la questione:

«Se un tifoso si sente tradito può arrabbiarsi, è comprensibile. Per riconquistarli dobbiamo fare le cose per bene e riportare la Nazionale dove merita».

Sulla posizione di Malagò è stato breve:

«Con il presidente Malagò ho parlato, è tranquillo e noi dobbiamo pensare al nostro lavoro a cominciare dalla partita col Belgio».

Il presidente della FIGC, ospite del podcast “Numer1”, aveva appena spiegato che dopo le ultime qualificazioni mondiali il suo mandato è di fatto legato a quello del ct:

«Se va male, c’è una legge non scritta di cui bisogna prendere atto».

Lo sanno bene Gennaro Gattuso e Gianluigi Buffon.

Nel finale Mancini ha parlato anche della Serie A. Il ct apprezza il nuovo metro arbitrale e sostiene che in passato in Italia si giocasse a un ritmo più basso per i troppi falli fischiati. Nota anche, con una certa soddisfazione, che nel campionato è sparito lo 0-0.

Il calendario dell’Italia in Nations League

Dopo il Belgio all’Olimpico, l’Italia giocherà lunedì 28 settembre in Turchia, a Bursa. Venerdì 2 ottobre sarà a Saint-Denis contro la Francia e lunedì 5 ottobre chiuderà la finestra al Dall’Ara di Bologna, di nuovo contro la Turchia. Il girone si completerà a novembre con Italia-Francia e Belgio-Italia. La posta va oltre la classifica: dal piazzamento dipendono la permanenza in Lega A e le fasce per il sorteggio delle qualificazioni all’Europeo 2028. Il primo esame di Mancini arriva venerdì sera a Roma.