Il debutto del Gruppo I al MetLife Stadium di New York mette di fronte due mondi calcistici carichi di storia, fascino e tensioni. La Francia si presenta a questo Mondiale 2026 come la grandissima favorita, un rullo compressore che nella storia della competizione ha giocato più partite e segnato più gol. La qualità a disposizione di Didier Deschamps — arrivato al suo ultimo ballo dopo 14 anni sulla panchina dei Bleus — è spaventosa: ha potenzialmente tre nazionali da convocare e una panchina piena di stelle, tanto che gli 11 titolari sono assolutamente competitivi per vincere tutto. Eppure, Deschamps ha provato a rifiutare questo ruolo alla vigilia, dichiarando che la favorita è la Spagna, nel tentativo di alleggerire le forti pressioni su una squadra chiamata all’“elaborazione del lutto sportivo” per le fortissime emozioni, sia positive che negative, vissute negli ultimi anni. Dall’altra parte c’è il Senegal, una squadra di veterani con un passaporto calcistico solido e una storia quasi sempre legata a doppio filo alla Francia. I Leoni della Teranga arrivano da un periodo intenso, segnato da una querelle infinita per la finale di Coppa d’Africa con un ricorso ancora in corso che li vede, al momento, spodestati dal trono continentale. Ma la formazione guidata da Pape Thiaw ha un’esperienza enorme a livello anagrafico e di presenze nei campionati più importanti: con 4 giocatori di età pari o superiore a 34 anni, guidati dal carisma di Sadio Mané e da capitan Kalidou Koulibaly (da sempre legato al nostro calcio), il Senegal vuole rivivere le stesse pulsioni del clamoroso Mondiale 2002. Una sfida che evoca anche la storia politica del Paese, dichiaratosi indipendente dalla Francia nel 1960. Non a caso, dopo una Marsigliese molto sentita, l’inno del Senegal ha fatto tremare lo stadio: “In piedi fratelli ecco l’Africa riunita, il leone rosso ha ruggito”, la canzone scritta proprio in occasione dell’indipendenza.
L’Africa è sempre più forte: il Senegal segue l’esempio di Marocco, Egitto e Capo Verde
Il primo tempo di New York conferma immediatamente un dato evidente: l’Africa sta diventando sempre più forte nel panorama calcistico mondiale. Non si tratta di un exploit isolato, ma di un trend certificato dalle altre sfide del torneo: nel Gruppo C il Marocco ha bloccato sul 1-1 il favoritissimo Brasile, nel Gruppo G l’Egitto ha imposto lo stesso risultato (1-1) al Belgio, e nel Gruppo H è arrivato l’ inaspettato e storico pareggio a reti bianche (0-0) di Capo Verde contro la Spagna. Il Senegal entra in campo con la stessa identica mentalità e, sin dai primi minuti di duello, mostra di poter fare malissimo alla Francia, affidandosi alla velocità e alla fisicità di Ismaila Sarr e Nicholas Jackson. Deschamps, dal canto suo, affronta subito il tema della ricerca dell’equilibrio: la sua scelta è quella di non partire con tre centrocampisti, preferendo un poker offensivo che però, nei fatti, fatica a trovare le giuste distanze e a fare filtro.
Il tridente offensivo del Senegal fa meglio del poker offensivo della Francia
Al 12′ si registra già il secondo errore della partita da parte di Kylian Mbappé; il numero 10 la prende con un sorriso, ma si tratta di una sfumatura importante perché poteva essere la prima occasione della Francia. Le telecamere lo inquadrano continuamente, catturando le sue emozioni a 8 anni esatti dal suo esordio in Nazionale. Al 16′ la partita è equilibrata: i transalpini cercano di prendere il controllo del gioco ma non costruiscono occasioni vere. L’unico squillo arriva al 18′ con un tentativo di tiro parato agevolmente dal portiere senegalese Édouard Mendy. Il Senegal, al contrario, quando ha la possibilità di ripartire accende subito i motori. Nei primi 25 minuti la Francia mette in mostra un ritmo lento, pochissime idee e tanti errori anche semplici, che non lasciano affatto entusiasta Deschamps in panchina. Al 22′ l’azione che scuote il match: ci prova Jackson con un tiro pericolosissimo, c’è una deviazione e “ancora una volta se l’è cavata la difesa francese”. Sul ribaltamento di fronte, “se l’è cavata Maignan”, autore di una parata provvidenziale per salvare i Bleus. Poco dopo, un altro errore della Francia favorisce il recupero palla di Jackson, che serve Sarr: il suo destro finisce fuori, altra grandissima occasione per gli africani.
Muro Senegal nei 6 minuti di recupero: la Francia “fa i compiti” in campo
Il Senegal lavora incredibilmente bene in fase difensiva, d’altronde parliamo di una retroguardia capace di subire soli 3 gol in 10 partite nel percorso di qualificazione. Sullo 0-0 la Francia va in totale confusione: in un tentativo di contropiede, Mbappé e Dembélé (fresco di Pallone d’Oro) non si intendono, regalando palla agli avversari, e Maignan deve intervenire ancora su un altro tiro insidioso del Senegal. Al 40′ il gioco viene fermato in un momento clou perché Sarr è a terra dopo un duro intervento di Saliba; per via delle nuove regole FIFA, l’attaccante deve lasciare il campo per un minuto per ricevere assistenza, ma rientra subito dopo mentre Dembélé e Olise sprecano malamente un calcio di punizione dal limite. Nei ben 6 minuti di recupero, l’occasione migliore del primo tempo ce l’ha ancora la squadra africana. La fase di pressione della Francia è pigra e poco convinta: la squadra cammina e “sembra che la consegna sia: aspetto un attimo, guardo che posso fare” anziché correre. Il primo tempo si chiude in parità, ma ai punti il Senegal esce vincitore dal primo round.
Secondo tempo a tutta intensità: la Francia si sveglia e Mbappé supera Pelé
Alla ripresa è tutta un’altra musica: la Francia entra in campo con un’altra intensità e convinzione. C’è subito un tentativo del giovane Doué, ma al 51′ il Senegal risponde in contropiede: Sarr corre verso la porta in una prateria aperta — una scena da “the other side of the Moon” — ma viene tampinato e cade prima di calciare. La partita è caldissima. Olise impegna l’ex Chelsea Mendy con una grande parata. Dall’altra parte Jackson ci riprova ma non trova l’imbucata decisiva per un soffio. Mbappé cerca il numero d’alta scuola per scrollarsi di dosso la ruggine psicologica, ma gli manca la solita lucidità. Poco dopo, Kylian va giù in area: il VAR richiama l’arbitro al monitor ma è no rigore, punita una presunta simulazione del francese tra le proteste dei Bleus. La partita è viva e il gol è nell’aria. Al 66′ la svolta: Olise indovina il taglio perfetto di Mbappé, che incrocia alla perfezione e fa 1-0. Le immagini mostrano il sorriso di Kylian, l’orgoglio francese e la frustrazione di Koulibaly. Con questa rete, Mbappé sigla il suo 13esimo gol ai Mondiali, battendo ufficialmente il record di Pelé che si era fermato a 12. Il Senegal reagisce subito e Jackson segna, ma si alza la bandierina del fuorigioco. La Francia ora ha spazi enormi che nel primo tempo non esistevano: Doué calcia a colpo sicuro ma lo stinco di Mendy salva i sottomessi campioni d’Africa, mentre Jackson protesta con l’arbitro per i contatti duri.
Barcolà arma letale, poi il capolavoro finale: Mbappé urla “C’est moi” da 30 metri
Al 82′ la Francia mette al sicuro il risultato: il neoentrato Bradley Barcolà firma il 2-0. Entrato con la difesa senegalese ormai fiacca, Barcolà si rivela un’arma letale e va vicino persino al tris. Il match sembra finito, con i francesi che gestiscono il tempo e si concedono qualche giocata di fioretto, mentre Deschamps già pregusta la sua vittoria numero 115 in carriera in 179 partite sulla panchina della Nazionale. Una vera prova di forza che mette in discesa il girone: vincere le prime due partite permette di fare ampio turnover alla terza. Ma il calcio è imprevedibile. A quattro minuti dalla fine, il Senegal riapre incredibilmente il match: il classe 2008 Mbaye sigla il gol dell’1-2 al suo debutto assoluto, facendo tremare i francesi. Ci pensa allora il Re a rimettere le cose a posto. Pochi istanti dopo aver predicato la calma ai suoi compagni, Mbappé si inventa un gol pazzesco da 30 metri per il definitivo 3-1. È l’apoteosi: Kylian esulta guardando il pubblico come a dire “C’est moi”, il più forte sono io. Con questa doppietta sale a 14 gol totali nella storia dei Mondiali, salendo sul podio di sempre dei marcatori della competizione. Deschamps tira un sospiro di sollievo immenso, conscio che la prestazione di Mbappé lo ha “salvato da due minuti di cose da raccontare all’analista”. Finisce così: un Senegal eroico che sfiora nel finale il secondo gol ancora con lo scatenato Mbaye, ma a fare festa è la Francia della sua stella assoluta.
Il primo risultato all’interno del Girone I è stato scritto: tra meno di venti minuti tocca alle altre due nazionali del gruppo, Iraq e Norvegia, affrontarsi!








