Un lampo improvviso nel deserto di una partita complicata. La sfida SUDAFRICA – REPUBBLICA CECA (Gruppo A) sul palcoscenico di Atlanta metteva in palio punti pesantissimi: si trattava infatti del match d’apertura della seconda giornata della fase a gironi, il momento esatto in cui i passi falsi del debutto rischiano di trasformarsi in condanne definitive.
La gara sembrava ormai incanalata verso l’ennesimo verdetto amaro per i Bafana Bafana. Invece, quel potenziale rimasto a lungo inespresso e soffocato dalla paura, è venuto fuori nel modo più inaspettato e drammatico possibile, trasformandosi in una vera e propria beffa d’autore per i cechi a pochissimi minuti dal triplice fischio. Il match, caratterizzato anche dalla direzione di una terna arbitrale tutta femminile e americana, si è chiuso su un 1-1 che tiene clamorosamente in vita le speranze di qualificazione di Hugo Broos.
Il peso del secondo turno: le scelte conservative di Broos e il gol di Sadilek
Aprire il secondo turno dei gironi dopo aver perso la partita d’esordio contro il Messico il Sudafrica e contro la Corea del Sud la Repubblica Ceca, significa giocare con un macigno sulle spalle. La pressione si è fatta sentire soprattutto nel Sudafrica: le scelte tattiche iniziali del CT Broos, giudicate da molti addetti ai lavori troppo conservative, hanno nuovamente imbrigliato il talento della squadra. La Repubblica Ceca ha letto decisamente meglio i minuti iniziali, approfittando di una difesa sudafricana apparsa a tratti imbarazzante per posizionamento e concentrazione. Dopo un brivido corso al secondo minuto su errore difensivo che Schick non è riuscito a punire, il gol ceco è arrivato puntuale al sesto: un’altra sbandata difensiva ha spalancato le porte a Sadilek, uno dei cinque nuovi inseriti da Hašek, che ha firmato lo 0-1 rendendo apparentemente la strada più spianata per i suoi.
Il paradosso del possesso palla ma poca lucidità nelle conclusioni
Sotto di una rete, il Sudafrica ha cercato di scuotersi e trovare la concentrazione necessaria per presentarsi nell’area avversaria con più decisione. Il possesso palla è passato nettamente a favore della squadra africana, che ha chiuso la prima frazione in attacco sfiorando il pareggio a più riprese. La ripresa ha visto però la Repubblica Ceca tornare in campo con un piglio molto più aggressivo, decisa a chiudere i giochi (al 52′ Krejci ha spaventato i sudafricani con un colpo di testa). Il Sudafrica ha provato a rispondere al 59′ cercando soluzioni da fuori area per portare idee nuove, ma la mira è rimasta a lungo un problema: i tiri nello specchio si contavano sulle dita di una mano.
Il peso della diffida: Mokoena punito dopo il Messico, ma è l’uomo del destino
La partita di Teboho Mokoena, 29 anni, si era fatta in salita al trentatreesimo minuto del primo tempo. Ricevendo un cartellino giallo per un fallo di gioco, il centrocampista sudafricano ha visto materializzarsi lo spettro della diffida: l’ammonizione odierna si va infatti ad aggiungere a quella pesante già rimediata al 17′ della gara d’esordio contro il Messico. In altre parole: questo secondo giallo cumulativo significa una cosa sola: Mokoena non disputerà la terza e decisiva partita del girone. Nonostante la mazzata psicologica, l’orgoglio del giocatore è emerso nel momento più drammatico per i Bafana Bafana. All’ottantaduesimo minuto l’arbitro concede un calcio di rigore solare al Sudafrica. Sul dischetto, al minuto 83, si presenta proprio Mokoena: il portiere ceco Kovar non intuisce la traiettoria e la palla si insacca per l’1-1. Una scarica di adrenalina pura che cancella parzialmente l’amarezza per la prossima assenza. Per la panchina di Broos è stata una liberazione, per la Repubblica Ceca una beffa atroce. Per la seconda volta consecutiva nel torneo (dopo il match contro la Corea), i cechi si sono fatti raggiungere (e nel primo caso addirittura superare) nel finale.
Assalto finale ad Atlanta: un punto che vale oro per il ripescaggio
Il pareggio finale ha stravolto gli equilibri psicologici negli ultimi sette minuti di recupero. Sulle ali dell’entusiasmo, il Sudafrica ha addirittura preso coraggio e ha cercato il colpo del K.O. con un gran tiro sventato da Kovar, mentre la Repubblica Ceca ha provato a rispondere su calcio di punizione senza la necessaria intelligenza tattica chiesta dal proprio CT. Il match si è chiuso sull’1-1. La Repubblica Ceca mastica amaro per non aver saputo chiudere una partita dominata all’inizio, mentre il Sudafrica celebra il risveglio tardivo del suo potenziale: un punto di puro orgoglio in questo avvio di secondo turno che mantiene intatte le speranze di entrambe le squadre di rientrare nel lotto delle migliori otto terze per il ripescaggio.








