La campagna elettorale per il Pallone d’Oro 2026 è già iniziata: Yamal contro Mbappé a colpi di parole

Yamal punta sullo spettacolo e sui trofei, Mbappé sui gol e sulle prestazioni individuali: a un mese dal verdetto, i due candidati hanno già presentato il proprio “programma”

In attesa che il Pallone d’Oro 2026 venga assegnato, la campagna elettorale si fa infuocata. Manca più di un mese al verdetto e Lamine Yamal e Kylian Mbappé hanno già presentato i rispettivi programmi: uno chiede di guardare le partite, l’altro di guardare i numeri. Il primo a mettere le cose in chiaro è stato Yamal. In un’intervista con Jorge Valdano, il talento del Barcellona ha spiegato di considerare lui e Mbappé i due migliori calciatori al mondo, aggiungendo però una postilla piuttosto importante: il Pallone d’Oro, quest’anno, lo meriterebbe lui. “Il premio va al miglior giocatore del mondo. I due migliori al mondo siamo io e Mbappé. Quest’anno lo merito per quello che ho vinto. Questo è chiaro e lo sanno tutti quelli che guardano le partite”, ha dichiarato. Una frase che, peraltro, lascia poco spazio all’interpretazione. Ma il francese non è rimasto a guardare (o ascoltare, che dir si voglia).

Mbappé risponde con il programma dei numeri: “Sono stato capocannoniere ovunque”

Per rispondere a Yamal e lanciare la sua “candidatura”, Mbappé ha scelto una strada completamente diversa. O, forse, semplicemente ha deciso di ricordare agli elettori perché il suo curriculum meriterebbe attenzione. Il francese non ha negato l’importanza degli altri fattori, ma ha insistito sulla natura individuale del premio.

“Al Pallone d’Oro non annunciano una squadra nella busta, ma un giocatore. Quindi è un trofeo individuale, e penso che questo debba avere la precedenza su tutto il resto. Certo, non bisogna trascurare tutto il resto, ma la capacità di esibirsi individualmente e di stupire, ecco cosa colpisce le persone per un trofeo del genere”, ha detto la stella del Real Madrid a Radio France Internationale, aggiungendo: “non la vivo come un’ossessione, ma mentirei se dicessi che non è un obiettivo fondamentale per me. È stato un anno individuale fantastico, sono stato il capocannoniere ovunque, e so che le prestazioni dei singoli pesano moltissimo in questo premio. Sento che potrebbe essere l’anno giusto”.

Per Mbappé, dunque, le prestazioni individuali devono avere un peso prioritario. E il suo fascicolo è tutt’altro che leggero: 50 gol segnati nella stagione 2025/26, tra cui 25 in Liga, 15 in Champions League e 10 al Mondiale, chiudendo tutte e tre le competizioni da capocannoniere.

Foto EPA

Il problema, almeno nella narrazione della sua candidatura, è quello che manca nella bacheca: nessun grande trofeo conquistato con il Real Madrid o con la Francia, a differenza di Yamal, che con “soli” 16 gol in Liga, 6 in Champions e uno durante il Mondiale, vanta un campionato spagnolo e un titolo mondiale.

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Yamal: “Chi guarda il calcio conosce i miei argomenti”

La risposta di Yamal non si è fatta attendere ed è arrivata tramite un’intervista a L’Équipe. Per il 19enne spagnolo che nella corsa al Pallone d’Oro dello scorso anno è arrivato secondo solo a Ousmane Dembélé, il premio non dovrebbe essere soltanto una questione di gol o di statistiche.

Credo che il Pallone d’Oro sia il premio che ricompensa il miglior giocatore dell’anno, un giocatore diverso, quello che è un piacere vedere giocare, quello per il quale si guarda una partita. Non ha nulla a che vedere con la quantità di gol che segna. Quando penso al Pallone d’Oro, penso a Messi, a Ronaldinho, a giocatori così, che sono diversi, che fanno sorridere quando li guardi giocare”.

Il riferimento ai grandi giocatori del passato è significativo: Yamal cita Lionel Messi (che di Palloni d’Oro ne ha vinti ben 8) e Ronaldinho, calciatori associati non soltanto ai numeri ma anche alla capacità di trasformare lo spettacolo in un criterio di valutazione. E qui arriva la seconda stoccata:

“chi guarda il calcio conosce già i miei argomenti, entro in campo, mi diverto, gioco bene, gioco come voglio giocare e credo che proprio il mio modo di giocare sia il mio argomento più forte e ciò che mi rende diverso”.

Tradotto in linguaggio elettorale: il programma è semplice, basta presentarsi allo stadio. E tenere a mente i trofei conquistati, ovviamente.

Trofei contro gol: due campagne elettorali diverse

Nella corsa al Pallone d’Oro 2026, dunque, da una parte c’è Yamal, che sostiene una candidatura costruita sul gioco, sullo spettacolo e sui trofei di squadra. Dall’altra c’è Mbappé, che insiste sulla prestazione individuale, sui gol e sui titoli di capocannoniere. Il paradosso è che entrambi stanno utilizzando la stessa parola per sostenere due tesi quasi opposte: “individuale”. Per Yamal, il miglior giocatore è quello che si riconosce quando si guarda una partita. Per Mbappé, il miglior giocatore è quello che riesce a emergere individualmente anche quando la squadra non conquista il trofeo. Non è soltanto una discussione tra due calciatori. È anche il confronto tra due modi diversi di interpretare il Pallone d’Oro, e il calcio.

Pallone d’Oro 2026, gli altri candidati

Naturalmente il premio non è un ballottaggio Yamal-Mbappé. La shortlist pubblicata l’8 settembre comprende 30 calciatori (tra cui, tristemente, nessun italiano e un solo giocatore di Serie A) e il quadro resta molto più ampio. Tra i nomi inclusi ci sono i principali protagonisti della passata stagione: ben 10 calciatori del Paris Saint-Germain, vincitore della Champions, tra cui il georgiano Khvicha Kvaratskhelia; l’inglese Harry Kane del Bayern Monaco, 72 gol nella passata stagione tra club e Nazionale, che recentemente ha raggiunto il traguardo di 101 gol in Bundesliga in 98 partite; senza dimenticare Fabián Ruiz, vincitore della Champions e del Mondiale, il norvegese Erling Haaland e l’immancabile Lionel Messi, che ha recentemente annunciato l’addio alla Nazionale.

Il vero voto sarà il 26 ottobre

Quando ormai mancano pochi giorni alla chiusura della finestra di voto, fissata per il 28 settembre, la “campagna elettorale” spara i suoi colpi migliori. Yamal ha già spiegato perché dovrebbe vincere. Mbappé ha fatto altrettanto. E lo hanno fatto senza nascondere le proprie ambizioni: il primo dice che “chi guarda le partite lo sa”, il secondo ammette di avere “buone sensazioni” e di considerare il premio un obiettivo fondamentale. Il verdetto arriverà lunedì 26 ottobre al Palladium Theatre di Londra (e non al Théâtre du Châtelet di Parigi) durante la cerimonia che celebra la settantesima edizione del trofeo ricordando il primo vincitore della storia, l’inglese Sir Stanley Matthews. Fino ad allora, fino a quando scopriremo a cosa avranno dato priorità i 100 giornalisti votanti, però, resterà aperta una curiosa domanda: per vincere il Pallone d’Oro bisognerà convincere soprattutto con i piedi oppure anche con il microfono?