Pallone d’Oro 2026, nessun italiano tra i 30 candidati: dalla Serie A solo Lautaro Martínez

L'ultimo italiano a vincerlo è stato Fabio Cannavaro nel 2006. Fuori anche Donnarumma dal Trofeo Yashin, mentre il Paris Saint-Germain piazza dieci giocatori su trenta

Il Pallone d’Oro compie settant’anni e l’Italia non c’è.

In nessuna delle liste diffuse martedì 8 settembre da France Football compare un calciatore o un allenatore di nazionalità italiana: né tra i trenta candidati al premio maggiore, né tra i dieci portieri in corsa per il Trofeo Yashin, né tra i cinque tecnici nominati per il Trofeo Johan Cruyff. La cerimonia si terrà lunedì 26 ottobre a Londra.  Dalla Serie A è in corsa un solo giocatore: Lautaro Martínez, argentino, attaccante dell’Inter.

Foto EPA

Per trovare un italiano vincitore bisogna risalire a Fabio Cannavaro nel 2006, l’anno del Mondiale di Berlino. Vent’anni esatti.

Come nasce il Pallone d’Oro: l’idea di Gabriel Hanot e il primo vincitore nel 1956

Il premio nasce nel 1956 dalla rivista francese France Football, su impulso del giornalista ed ex calciatore Gabriel Hanot, affiancato dai colleghi Jacques Ferran, Jacques Goddet e Jacques de Ryswick. Lo stesso Hanot è l’uomo da cui parte anche l’idea della Coppa dei Campioni: due intuizioni che nello stesso decennio ridisegnano il calcio europeo. L’obiettivo iniziale era modesto e preciso: eleggere il miglior calciatore europeo dell’anno solare precedente, con il voto della stampa specializzata. Il primo vincitore fu l’inglese Stanley Matthews del Blackpool. Aveva quarantun anni: resta il Pallone d’Oro più anziano di sempre. Il riconoscimento non ha mai avuto carattere ufficiale, nel senso che non lo assegna una federazione. È diventato comunque il premio individuale più ambito del calcio, e da lì viene gran parte del suo fascino: è il giudizio di chi il calcio lo racconta, non di chi lo governa.

Dai soli europei al mondo intero: le tre riforme che hanno cambiato il premio

Fino all’edizione 1994 il regolamento imponeva la nazionalità europea. È il motivo per cui Pelé e Diego Armando Maradona non hanno mai vinto il Pallone d’Oro. Qualche deroga passò attraverso gli oriundi: l’argentino Alfredo Di Stéfano lo vinse da spagnolo nel 1957 e nel 1959, l’argentino Omar Sívori da italiano nel 1961. Nel 1995 arriva la prima apertura: possono vincerlo anche i calciatori extraeuropei, purché tesserati per club europei. Il primo fu il liberiano George Weah, del Milan. Dall’edizione 2007 cade anche quel vincolo e il premio si estende ai giocatori di tutti i club affiliati alla FIFA. La terza riforma è recente e conta molto per capire le liste di oggi. Fino all’edizione 2021 il premio valutava l’anno solare, cioè due mezze stagioni. Dal 2022 valuta la stagione calcistica, da agosto a luglio. Nel 2020 non fu assegnato a causa della pandemia: per questo il 2026, settant’anni dopo il 1956, è la 70ª edizione e non la 71ª. Il voto spetta a una giuria internazionale di giornalisti. Ogni elettore indica cinque preferenze in ordine, a cui corrispondono 5, 4, 3, 2 e 1 punto, e può votare soltanto all’interno dei trenta candidati.

Candidati Pallone d’Oro 2026, la lista completa: dieci giocatori del Paris Saint-Germain

Il comunicato ufficiale elenca i trenta candidati al premio maggiore. Il Paris Saint-Germain, campione d’Europa per la seconda stagione consecutiva, ne piazza dieci: un terzo della lista.

  • Paris Saint-Germain (10): Ousmane Dembélé, Achraf Hakimi, Khvicha Kvaratskhelia, Marquinhos, Nuno Mendes, João Neves, Willian Pacho, Fabián Ruiz, Vitinha, Ferran Torres (accreditato anche al Barcellona)
  • Bayern Monaco (4): Harry Kane, Michael Olise, Luis Díaz, Dayot Upamecano
  • Real Madrid (4): Jude Bellingham, Kylian Mbappé, Vinícius Júnior, Marc Cucurella (accreditato anche al Chelsea)
  • Barcellona (4): Lamine Yamal, Pau Cubarsí, Ferran Torres, Rodri (accreditato anche al Manchester City)
  • Arsenal (3): Declan Rice, William Saliba, Gabriel
  • Manchester City (2): Erling Haaland, Rodri
  • Inter (1): Lautaro Martínez
  • Chelsea (1): Marc Cucurella
  • Manchester United (1): Bruno Fernandes
  • Al-Nassr (1): Sadio Mané
  • Al-Qadsiah (1): Julián Quiñones
  • Inter Miami (1): Lionel Messi

Il Pallone d’Oro precisa che chi ha cambiato squadra a metà 2026 viene accreditato a entrambi i club, perché ha giocato per tutti e due nel periodo valutato. Vale per Cucurella, per Ferran Torres e per Rodri, vincitore nel 2024 e premiato come miglior giocatore dell’ultimo Mondiale. Non c’è Cristiano Ronaldo. C’è invece Lionel Messi, recentemente ritiratosi dalla Nazionale argentina, che a trentanove anni insegue il nono Pallone d’Oro dall’Inter Miami.

Mbappé : «Voterei per me stesso», poi il gol all’Inter al Bernabéu

Alla vigilia delle nomination Kylian Mbappé si è tolto ogni prudenza di dosso. In un’intervista a L’Équipe pubblicata lunedì 7 settembre, alla domanda su chi voterebbe se il voto spettasse ai calciatori, l’attaccante del Real Madrid ha risposto: «Voterei per me stesso». Nella stessa intervista ha spiegato di considerare il Pallone d’Oro un riconoscimento individuale e di ritenere di avere gli argomenti per vincerlo, a partire dal proprio rendimento nella Coppa del Mondo, che ha chiuso da capocannoniere. Il rovescio della medaglia è che la Francia non ha raggiunto la finale, vinta dalla Spagna. Ventiquattro ore dopo ha risposto sul campo. Martedì 8 settembre, al 14′, ha sbloccato il 2-1 del Real Madrid sull’Inter nella prima giornata della League Phase di UEFA Champions League, su assist di Brahim Díaz: secondo ESPN è il suo quinto gol stagionale.

Trofeo Yashin, Donnarumma fuori un anno dopo la vittoria: in compenso c’è il quarantenne Vozinha

Un anno fa Gianluigi Donnarumma era sul palco di Parigi a ritirare il suo secondo Trofeo Yashin, dopo la stagione al Paris Saint-Germain chiusa con la prima UEFA Champions League della storia del club. Aveva già vinto il premio nel 2021. Oggi il portiere del Manchester City non è tra i dieci candidati e non potrà difenderlo. France Football non rende pubblici i criteri caso per caso ma secondo alcuni l’esclusione di Donnarumma potrebbe essere legata alla mancata qualificazione dell’Italia alla Coppa del Mondo FIFA 2026.

Questa la lista completa: Yassine Bounou (Marocco, Al-Hilal), Thibaut Courtois (Belgio, Real Madrid), Joan García (Spagna, Barcellona), Gregor Kobel (Svizzera, Borussia Dortmund), Emiliano Martínez (Argentina, Chelsea), Édouard Mendy (Senegal, Al-Ahli), David Raya (Spagna, Arsenal), Matvey Safonov (Russia, Paris Saint-Germain), Unai Simón (Spagna, Athletic Club) e Vozinha (Capo Verde, Colo-Colo). Il favorito indicato dalla maggior parte delle testate internazionali è Unai Simón, portiere della Spagna campione del mondo. La candidatura di Martínez merita una precisazione: l’argentino si è trasferito al Chelsea in estate, ma è premiata la stagione 2025-26 disputata con l’Aston Villa. E poi c’è il nome che a gennaio non avrebbe scritto nessuno. Vozinha, all’anagrafe Josimar José Évora Dias, nato a Mindelo il 3 giugno 1986, è arrivato al Mondiale da svincolato dopo la fine dell’esperienza con il Chaves, seconda divisione portoghese. Il 15 giugno ha tenuto la porta inviolata contro la Spagna nello 0-0 dell’esordio di Capo Verde, premiato dalla FIFA come migliore in campo; il girone si è chiuso con tre pareggi e la qualificazione, prima esordiente in sedici anni a raggiungere la fase a eliminazione diretta. Il 24 luglio il presidente del Colo-Colo, Aníbal Mosa, ne ha annunciato l’ingaggio. A quarant’anni, dalla seconda serie portoghese a candidato al premio di miglior portiere del mondo.

Trofeo Johan Cruyff, quattro spagnoli su cinque: nessun italiano due anni dopo Ancelotti

Nemmeno tra gli allenatori si vede l’Italia. La cinquina è composta da Mikel Arteta (Spagna, Arsenal), Luis de la Fuente (Spagna, Nazionale spagnola), Unai Emery (Spagna, Aston Villa), Vincent Kompany (Belgio, Bayern Monaco) e Luis Enrique (Spagna, Paris Saint-Germain). De la Fuente è il favorito dopo il titolo mondiale della Spagna, il secondo della sua storia e il primo dal 2010, arrivato battendo l’Argentina 1-0 nella finale del New Jersey con un gol di Ferran Torres ai tempi supplementari. Luis Enrique difende il premio vinto nel 2025. Il riconoscimento è stato istituito nel 2024 e la prima edizione la vinse proprio un italiano, Carlo Ancelotti. Due anni dopo restano fuori Cristian Chivu, autore del double nazionale con l’Inter alla prima stagione, e Cesc Fàbregas, che ha portato il Como in UEFA Champions League. Assente eccellente anche Pep Guardiola.

Perché gli italiani non vincono più il Pallone d’Oro: cinque vittorie, l’ultima vent’anni fa

Gli italiani che hanno vinto il Pallone d’Oro sono cinque. Omar Sívori nel 1961 con la Juventus, da oriundo argentino naturalizzato. Gianni Rivera nel 1969 con il Milan. Paolo Rossi nel 1982, dopo il Mondiale di Spagna chiuso da capocannoniere. Roberto Baggio nel 1993 con la Juventus. Fabio Cannavaro nel 2006, capitano dell’Italia campione del mondo, l’anno del passaggio dalla Juventus al Real Madrid. Vale la pena chiarire un equivoco che la lista di quest’anno può generare. Lautaro Martínez è in corsa come giocatore dell’Inter, ma è argentino e con l’Argentina gioca. Il caso di Sívori era di natura diversa: oriundo naturalizzato, vinse nel 1961 da cittadino italiano e dopo aver scelto la Nazionale italiana, per cui collezionò nove presenze. Due di quelle cinque vittorie, quelle di Rossi e Cannavaro, arrivano subito dopo un Mondiale vinto. Non è un dettaglio: il premio pesa insieme le prestazioni individuali e i risultati collettivi, e la Coppa del Mondo è il palcoscenico che più di ogni altro sposta il voto della giuria. Da qui la spiegazione più asciutta del vuoto attuale. La Nazionale italiana ha saltato tre Mondiali consecutivi — 2018, 2022 e 2026, quest’ultimo dopo la sconfitta ai rigori con la Bosnia ed Erzegovina nella finale playoff di Zenica del 31 marzo — e non gioca la fase finale dal 2014. Sedici anni senza il torneo che vale di più nelle votazioni. Il secondo fattore riguarda i club. L’ultimo calciatore della Serie A a vincere il Pallone d’Oro è stato Kaká nel 2007, con il Milan. L’ultima squadra italiana a vincere la Champions League è l’Inter nel 2010. Dal 2022 il premio guarda la stagione, e la stagione la definiscono le coppe: la lista di quest’anno lo dimostra con dieci nomination al Paris Saint-Germain, campione d’Europa per la seconda volta di fila, e una sola all’Inter.

Quando e dove vedere il Pallone d’Oro 2026: il 26 ottobre a Londra, in chiaro su DAZN

La cerimonia sarà trasmessa in diretta e gratuitamente da DAZN, che del premio sarà anche Global Gold Sponsoring Partner nelle categorie “Sports Broadcast Services” e “Sports Ott Services”. La piattaforma ha annunciato la copertura per i tifosi di tutto il mondo, con l’eccezione di alcuni territori selezionati. L’edizione 2025 era stata vinta da Ousmane Dembélé e, tra le donne, da Aitana Bonmatí, al terzo Pallone d’Oro consecutivo.

Foto EPA
Foto EPA

Le nomination delle altre categorie proseguono nei prossimi giorni.

Il verdetto arriverà lunedì 26 ottobre, a Londra.