Lazio, l’Olimpico vuoto e Gattuso: «Non è calcio». Quarto posto a 10 punti, la curva resta fuori

Il tifo organizzato non si abbona e diserta le gare interne dal giugno scorso, ma segue la squadra in trasferta: sabato al Penzo il settore ospiti è limitato a 500 posti e riservato ai possessori della fidelity card

  • Foto di RICCARDO ANTIMIANI / ANSA
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«Vedere uno stadio senza tifosi per me non è calcio».

Gennaro Gattuso lo ha dichiarato sabato sera, appena uscito dall’Olimpico, e non era una risposta di circostanza:  il 2-2 con il Milan lo aveva appena lasciato a metà tra la soddisfazione e la rabbia, ma la prima cosa di cui ha voluto parlare non è stata la partita. Quella con il Milan, quarta giornata di Serie A, era infatti la terza gara interna stagionale giocata davanti ai settori di casa vuoti, dopo il turno di Coppa Italia e la sfida con il Genoa. Non c’è alcuna squalifica del campo: dal giugno scorso i gruppi della Curva Nord hanno deciso di non sottoscrivere gli abbonamenti e di non entrare all’Olimpico per le partite di campionato e Coppa Italia, in contestazione alla presidenza di Claudio Lotito (di cui abbiamo parlato di recente in questo articolo sulla multiproprietà). In trasferta invece ci vanno, e nei derby pure. Sabato si sono presentati fuori da Formello e hanno scortato il pullman in scooter fino a Ponte Milvio. Allo stadio, poi, non sono entrati.

Gattuso, l’Olimpico vuoto e il paragone col 2021: «sembrava pieno Covid»

Il paragone venuto in mente a Ringhio è quello di chi ha allenato in pandemia: l’Olimpico di sabato somigliava a quello del 2021, quando entrava il venti o il trenta per cento della capienza. Quarantacinquemila, cinquantamila persone che spingono: chi ci ha giocato sa cosa vuol dire averle e cosa vuol dire non averle più. “Mancano maledettamente”, ha detto, “e se quei tifosi sono arrivati a Formello il merito è dei giocatori”. Poi la sottolineatura che in una piazza spaccata pesa quanto una presa di posizione: “possiamo fare poco, è inutile parlarne, noi lavoriamo e dopo si vedrà”. Nessun affondo sulla società, nessun endorsement alla protesta. Il perimetro se l’è disegnato stretto.

Lazio-Milan: primo tempo dominato, i centoventi secondi di Moreira

Sul campo, invece, si è tolto qualche sassolino. Il primo tempo è stato a senso unico: Matteo Cancellieri al 10′, Tijjani Noslin al 39′ e almeno tre occasioni per chiuderla prima dell’intervallo. Il conto è arrivato dopo, quando Diego Moreira è entrato all’intervallo, si è preso la fascia sinistra e ha pareggiato due volte tra il 65′ e il 67′. Da lì il Milan ha tenuto il pallone: 66 per cento di possesso, sedici conclusioni contro otto. E la lettura difensiva non gli è piaciuta — la squadra si è abbassata sui riferimenti individuali invece di difendere di reparto, un errore che dalla panchina si vede benissimo e si corregge male. Quello che si è tenuto stretto, semmai, è di non aver preso l’imbarcata: dopo due gol in due minuti la sensazione era che potesse arrivarne un terzo. E lo spogliatoio triste a fine partita, che per un allenatore alla quarta giornata vale come una firma.

Perché l’Olimpico è vuoto: la protesta dei tifosi della Lazio

La frattura tra la tifoseria e Claudio Lotito non nasce quest’anno: è la terza estate consecutiva che la piazza biancoceleste sfila in strada, da giugno 2024 a luglio 2025 fino al corteo del 2 luglio scorso, da Ponte Milvio al Flaminio. A giugno i gruppi hanno formalizzato il boicottaggio: niente abbonamenti, niente gare interne, disdetta delle pay tv. Il presidente ha replicato pubblicamente a inizio settembre, in un’intervista a un quotidiano nazionale, rivendicando i risultati sportivi e la gestione societaria e definendo la contestazione priva di logica. Dalla curva è arrivato il rifiuto di sedersi a qualsiasi tavolo prima di scuse pubbliche, mentre il direttore sportivo Angelo Fabiani ha provato a sollecitare un confronto in due conferenze stampa consecutive, senza ottenerlo. I numeri dicono quanto sia profondo il solco. Un segnale del clima lo dà la campagna abbonamenti. La società l’ha riaperta il 31 agosto, il giorno dopo la vittoria con il Genoa, e l’ha richiusa l’11 settembre: sarebbero entrate poche centinaia di tessere in più. Per il big match con il Milan erano attesi da Milano circa seimila tifosi rossoneri, ai quali si sono aggiunti gli acquirenti di tagliandi in Tribuna Monte Mario. Una gara casalinga con l’atmosfera di una trasferta.

Serie A: Lazio quarta a 10 punti, ancora imbattuta

Il paradosso è che tutto questo accade mentre la squadra vince. Bologna battuto 1-0 all’esordio, Genoa 1-0, Udinese 2-1 in trasferta: dopo tre giornate la Lazio era prima da sola. Il pareggio con il Milan la lascia quarta a quota 10, dietro Roma e Inter a 12 e dietro un Como appaiato ma avanti per differenza reti. Ancora nessuna sconfitta.

Gennaro Gattuso: sei mesi fa la disfatta a Zenica

Vale la pena ricordare da dove arriva l’uomo che dice di sentirsi mancare i tifosi. Il 31 marzo, in Bosnia, la sua Italia ha perso ai rigori la finale playoff che valeva il Mondiale: vantaggio di Moise Kean al 15′, Alessandro Bastoni espulso al 41′ per fallo da ultimo uomo, pareggio di Tabakovic nella ripresa, poi il 5-2 dal dischetto e la terza Coppa del Mondo consecutiva mancata. L’addio è arrivato in aprile. Il 23 giugno la S.S. Lazio lo ha annunciato al posto di Maurizio Sarri, finito all’Atalanta: un biennale secondo la stampa, anche se il comunicato del club non indica la durata. Per il tecnico nato a Corigliano Calabro è la prima panchina italiana dopo il Napoli del 2021, arrivata nell’estate in cui la sua nuova piazza aveva già deciso di non presentarsi allo stadio.

Lazio sabato a Venezia, con cinquecento posti

Il prossimo appuntamento è l’unico in cui quei tifosi ci saranno. Venezia-Lazio si gioca sabato 19 settembre alle 20:45 allo stadio Pier Luigi Penzo, quinta giornata. Per i residenti nella Regione Lazio la vendita è consentita soltanto nel settore ospiti e soltanto ai possessori della Tessera del Tifoso Millenovecento, entro il limite di 500 posti fissato dall’Autorità di pubblica sicurezza; i tagliandi, al prezzo di 40 euro più prevendita, si chiudono venerdì alle 19. Cinquecento posti per una squadra che non ha ancora perso una partita. Poi arriva la sosta per le nazionali, e l’Olimpico riapre l’11 ottobre contro il Monza: terza gara interna di campionato, stessa domanda ancora aperta, e una classifica costruita quasi per intero lontano dal proprio pubblico.