BOSTON – C’è un filo invisibile ma potentissimo che unisce Parigi e Rabat, e ieri sera si è dipanato sul prato del Boston Stadium nella prima, attesissima partita dei quarti di finale del Mondiale 2026. Una sfida che a molti ha ricordato la leggendaria finale di quattro anni fa, vinta dai francesi, ma che stavolta portava con sé un carico di storie umane, intrecci e rivalità che vanno ben oltre il rettangolo verde.
Francia-Marocco: più di una partita, una storia di vita, amicizia e immigrazione
Quello tra Francia e Marocco non è mai un match come gli altri. È una storia complessa, profondamente legata alla questione dell’immigrazione. Più di una decina di giocatori della nazionale marocchina (10 su 11 titolari), infatti, non è nata in Marocco, ma vi ha fatto ritorno calcistico per via delle proprie radici, e alcuni dei giocatori in questione sono cresciuti proprio nei settori giovanili francesi. Il campo ieri sera era un concentrato di amicizia vera. Come quella tra i due capitani e trascinatori, Kylian Mbappé e Achraf Hakimi: un legame speciale nato ai tempi del PSG e coltivato fuori dal campo, tra vacanze condivise e momenti di vita quotidiana. Due leader veri, in un Mondiale in cui l’immagine della leadership conta più che mai.
Con la presenza di ieri, Mbappé è diventato ufficialmente il calciatore francese con più presenze nella storia dei Mondiali (ben 20), guidando la Francia nella caccia alla sua terza finale consecutiva.
Il primo tempo delle illusioni e il dramma psicologico del VAR
Il copione tattico della prima frazione di gioco vede la Francia mantenere prevalentemente il possesso palla, costringendo il Marocco a rintanarsi progressivamente nella propria metà campo. Eppure, il primo tempo si chiude sullo 0-0. Per i leoni dell’Atlante un risultato provvisorio decisamente buono: nel calcio, si sa, a contare alla fine è solo il tabellino dei gol, e l’aver retto l’urto dei campioni in carica dava fiducia. Il momento di massima tensione arriva al minuto 25, quando viene chiamato un calcio di rigore a favore della Francia per un fallo subito da Mbappé. Qui si consuma il primo dramma della partita: tra il fischio e il tiro passano tre minuti di orologio (mentre il VAR esaminava ben tre azioni di gioco). Un’attesa estenuante che logora psicologicamente il fuoriclasse francese. Al 28′, infatti, dal dischetto Mbappé si fa ipnotizzare da un monumentale Bono, che para il penalty.
La redenzione del “Dittatore” e lo show di Dembélé e Olise
Abbiamo già accennato agli inni non ufficiali di questo mondiale, da quelli più seri e poetici come Wanderwall per l’Inghilterra, fino a quelli più divertenti e virali come la Haaland Song. Infatti lo sappiamo: sul web le ironie si sprecano e riguardo a Mbappè… esiste un inno non ufficiale che riguarda proprio lui e che sta letteralmente facendo impazzire gli algoritmi di tutto il mondo. Parliamo della Kylian Dictador Song. Per chi ancora non lo sapesse, c’è chi etichetta ironicamente il giovane giocatore come “dittatore” per il suo peso assoluto nello spogliatoio e nelle scelte della squadra ma anche per la sua più recente esperienza al Real Madrid. Eppure la verità è che questo “dittatore” il mondo del calcio lo ama alla follia, soprattutto perché sa come rifarsi. Nella ripresa, Mbappé si spende anima e corpo per i compagni. Al 60′ inventa la giocata della redenzione: gol dell’1-0 (20 presenze e 20 gol totali ai Mondiali, agganciando Messi a quota 8 reti in questa edizione) e prestazione da MVP assoluto. Ha dato tutto, spendendosi al punto da chiedere il cambio al 75′ per far posto a Barcola, sedendosi in panchina stremato e con il ghiaccio sul piede a risultato ormai al sicuro. Subito dopo il vantaggio, infatti, al 66′, ci ha pensato un eccezionale Ousmane Dembélé a blindare la qualificazione firmando il 2-0 (quinto gol nel suo Mondiale).
Nota di merito assoluta per Michael Olise: una partita monumentale dall’inizio alla fine, fatta di coraggio, sacrifici e giocate utili letteralmente inventate per la squadra; gli è mancato solo il gol che avrebbe meritato. Meno brillante, invece, la prova di Doué, apparso ambizioso nel cercare la conclusione personale in più occasioni senza mai pungere.
Tra le polemiche del web e lo sguardo a stasera: Spagna-Belgio
Mentre la Francia festeggia il passaggio del turno, sui social l’atmosfera resta infuocata. Dopo i veleni e il forte malcontento per le decisioni arbitrali di Egitto-Argentina, la rete è un fiume in piena: qualcuno parla apertamente di “VARgentina”, e c’è chi ironizza sul fatto che Mbappé, da “dittatore”, potrebbe trasformarsi nel “liberatore” del torneo, spazzando via le polemiche a suon di gol. Il cammino verso la coppa però non si ferma. Stasera alle ore 21:00 fari puntati su Spagna-Belgio. Chi vincerà questa super sfida affronterà proprio la Francia in una semifinale che si preannuncia tutta europea e dalle emozioni garantite.















