Ranking FIFA, l’Italia resta 15ª: la rimonta passa dalla Nations League

Dopo il crollo seguito al Mondiale, gli Azzurri recuperano punti ma non posizioni. La Croazia è a meno di due punti: le sfide di novembre possono cambiare la classifica

Dal ranking FIFA arrivano dei segnali incoraggianti per l’Italia. Gli Azzurri restano al 15° posto del ranking, ma la distanza dalle nazionali che la precedono si è ridotta. L’ultimo aggiornamento arrivato lo scorso 7 ottobre non ha modificato la posizione degli Azzurri nella classifica mondiale, guidata dalla Spagna Campione del Mondo, ma ha registrato un saldo positivo di punti dopo le ultime partite di UEFA Nations League. Un segnale che non basta ancora a cancellare le conseguenze della deludente estate azzurra ma che fa ben sperare per il nuovo corso. Il prossimo appuntamento internazionale, previsto a novembre, offrirà alla Nazionale un’altra occasione per migliorare il proprio punteggio e provare a risalire. Il margine sulla Croazia, attualmente 14ª, è ormai ridotto: per trasformare il recupero in un avanzamento concreto, però, non basterà guardare ai risultati dell’Italia. Anche il rendimento delle dirette concorrenti avrà un peso importante.

Ranking FIFA, l’Italia resta 15ª ma si avvicina alla Croazia

L’ultimo aggiornamento ufficiale del ranking FIFA, pubblicato il 7 ottobre 2026, conferma l’Italia al 15° posto con 1.713,04 punti. La Nazionale è cresciuta rispetto ai 1.704,73 punti della precedente rilevazione di luglio, senza riuscire però a superare le squadre che la precedono. La classifica mondiale è guidata dalla Spagna, prima con 2.011,57 punti, davanti all’Argentina con 1.972,80 e alla Francia con 1.958,86. L’Inghilterra occupa la quarta posizione, mentre il Portogallo è quinto. Il Brasile è sesto, seguito dal Marocco. Più indietro si trovano Belgio, Paesi Bassi, Messico, Colombia, Svizzera e Germania, prima della Croazia e dell’Italia. È proprio la Nazionale croata il riferimento più immediato per gli Azzurri. Con 1.714,74 punti, occupa il 14° posto e conserva un vantaggio di appena 1,70 punti sull’Italia. Si tratta di una distanza minima, che rende possibile un sorpasso già nel prossimo aggiornamento, pur senza garantire che ciò avvenga: il punteggio finale dipenderà dai risultati delle partite e dalle variazioni registrate dalle altre selezioni.  Il dato più significativo, quindi, non è soltanto la permanenza al 15° posto, ma il riavvicinamento alla Croazia e, più su, alla Germania (a 4,48 punti di distanza dall’Italia). Dopo una fase in cui il ranking aveva restituito soprattutto la difficoltà del percorso azzurro con l’esclusione dal Mondiale seguita dall’avvicendamento alla guida tecnica, l’Italia ha ricominciato a guadagnare terreno. 

Dalla crisi post-Mondiale alla ripresa in Nations League

La posizione attuale è il risultato di un percorso che, nei mesi scorsi, ha portato l’Italia a perdere terreno nel ranking internazionale. Nella rilevazione di luglio 2026, subito dopo il Mondiale a cui l’Italia non ha partecipato, la Nazionale era scesa al 15° posto con 1.704,73 punti, arretrando rispetto alla rilevazione precedente. La classifica FIFA non misura direttamente la qualità del gioco espresso, né può spiegare da sola le difficoltà di una Nazionale. È però un indicatore utile per leggere il rendimento accumulato nel tempo, soprattutto in relazione alle altre selezioni: i risultati delle singole partite modificano il punteggio e possono incidere sulla posizione nel ranking. La discesa estiva aveva così fotografato una fase negativa, aggravata dall’esito del percorso mondiale. Le gare più recenti di UEFA Nations League hanno offerto un primo segnale di inversione di tendenza. Il bilancio azzurro comprende la sconfitta per 2-0 contro il Belgio, la vittoria per 4-1 in casa della Turchia, il pareggio per 1-1 contro la Francia e il successo per 3-1 contro la Turchia. Quattro partite dal rendimento differente, con due vittorie, un pareggio e una sconfitta. Alla fine della finestra internazionale di settembre e ottobre, dunque, il saldo complessivo sul ranking è stato positivo, fino alla quota di 1.713,04 punti. La permanenza al 15° posto non deve quindi essere interpretata come un mancato progresso. L’Italia ha migliorato il proprio punteggio, ma il guadagno non è stato sufficiente a modificare l’ordine delle Nazionali che la precedono. La differenza tra recuperare punti e scalare posizioni è centrale per comprendere la situazione azzurra. Un risultato positivo può migliorare il punteggio senza produrre immediatamente un sorpasso; allo stesso tempo, una Nazionale davanti all’Italia può perdere punti e rendere più accessibile una posizione superiore. La rimonta, dunque, non dipende esclusivamente dai risultati della squadra, ma anche dall’andamento delle concorrenti.

Come funziona il ranking FIFA e perché ogni vittoria non vale allo stesso modo

Il ranking FIFA utilizza un sistema di calcolo nel quale il punteggio di una Nazionale viene aggiornato in base ai risultati delle partite internazionali. L’attuale sistema, introdotto nel 2018, si basa su un algoritmo matematico chiamato “SUM”, derivato dal sistema Elo, la cui formula ufficiale è P = Pbefore + I x (W – We). Il punteggio (P) si aggiorna considerando il punteggio precedente alla partita (Pbefore) a cui si somma il valore dato alla partita (I) moltiplicato per il risultato in campo (W) al netto del risultato atteso in base alla differenza di punti tra le due squadre (We). Il modello dunque considera diversi elementi, tra cui l’esito dell’incontro, la forza relativa delle due squadre e l’importanza della partita. Per questo motivo, vittorie e sconfitte non producono sempre la stessa variazione. Guardando alle ultime quattro partite dell’Italia, ad esempio, la sconfitta contro il Belgio è “costata” 6,45 punti, il pareggio contro la Francia ha portato un guadagno di 3,38 punti, mentre le due vittorie contro la Turchia hanno contribuito al punteggio totale rispettivamente per 5,82 e 5,55 punti. In termini generali, battere una Nazionale più quotata può offrire un guadagno maggiore rispetto a una vittoria contro un’avversaria con un punteggio inferiore. Allo stesso modo, perdere contro una squadra meno quotata può avere conseguenze più pesanti di una sconfitta contro una selezione considerata più forte. Il peso attribuito alla competizione contribuisce inoltre a determinare l’impatto del risultato. Questo significa che non è sufficiente contare le vittorie per prevedere la posizione finale. Anche due successi possono generare variazioni diverse, a seconda delle avversarie e del contesto delle partite. E il numero di punti guadagnati non coincide necessariamente con il numero di posizioni recuperate: tutto dipende dal distacco dalle altre Nazionali e dalle loro prestazioni nello stesso periodo. Nel caso dell’Italia, il saldo positivo dell’ultimo aggiornamento rappresenta un progresso misurabile, ma non autorizza da solo a prevedere una risalita stabile. La distanza dalla Croazia è ormai contenuta (complici le tre sconfitte consecutive della selezione croata), mentre per raggiungere le posizioni successive sarà necessario valutare i punteggi effettivi delle squadre che occupano la parte alta della classifica immediatamente davanti agli Azzurri. Il ranking va quindi letto come una graduatoria dinamica, non come una classifica immutabile. Le prossime partite potranno modificare gli equilibri, ma l’entità del cambiamento sarà nota soltanto dopo il calcolo ufficiale.

Italia, le partite di novembre possono cambiare la classifica

Il prossimo aggiornamento del ranking FIFA è previsto per il 18 novembre 2026, dopo le due partite di Nations League in programma per l’Italia. Gli Azzurri affronteranno la Francia il 12 novembre a San Siro, a Milano, e il Belgio in trasferta il 15 novembre. Saranno due impegni importanti non soltanto per il percorso nella competizione, ma anche per la possibilità di consolidare il recupero nel ranking. La Francia è la terza Nazionale al mondo, mentre il Belgio si trova nelle prime posizioni della graduatoria. Il valore delle avversarie rende queste partite un banco di prova significativo, anche se non è possibile stabilire in anticipo quanti punti potrà ottenere l’Italia. Il margine minimo dalla Croazia rende il confronto con la classifica particolarmente interessante. Un altro saldo positivo potrebbe permettere agli Azzurri di avvicinarsi ulteriormente o tentare il sorpasso. C’è poi una differenza tra la possibilità di guadagnare una posizione e quella di avviare una rimonta più ampia. Superare la Croazia sarebbe un primo passo, ma per risalire verso le prime 10 del mondo servirebbe recuperare un distacco più consistente e mantenere risultati positivi nel tempo. Le due gare di novembre possono contribuire a questo percorso, senza essere considerate da sole decisive. Per questo l’aggiornamento del 18 novembre sarà un passaggio da seguire con attenzione: consentirà di capire se il miglioramento registrato a ottobre avrà trovato continuità e se l’Italia sarà riuscita a trasformare il guadagno di punti in un avanzamento nella graduatoria.

Dalla top 15 alla top 10: quanto può recuperare davvero l’Italia?

L’obiettivo per i prossimi appuntamenti è chiaro: avvicinare e, se possibile, superare la Croazia. Il vantaggio di appena 1,70 punti della Nazionale balcanica rende il 14° posto un traguardo alla portata, almeno sulla base delle distanze attuali. Più complesso è invece stimare quando l’Italia possa tornare nella top 10, perché il divario da colmare è più ampio. Si possono immaginare diversi scenari per le partite di novembre. Due risultati positivi potrebbero favorire un ulteriore recupero, soprattutto considerando la “forza” delle squadre avversarie, mentre un bilancio negativo rischierebbe di interrompere la tendenza registrata a ottobre. Anche un rendimento intermedio potrebbe lasciare la posizione sostanzialmente invariata. La prospettiva della top 10 va quindi considerata come un obiettivo di medio periodo, non come una conseguenza automatica delle prossime due partite. Per avvicinarsi alle prime 10, l’Italia dovrà continuare a ottenere risultati convincenti contro avversarie di alto livello e sfruttare eventuali passi falsi delle selezioni che la precedono. Il dato di ottobre, intanto, offre un primo elemento concreto: il punteggio azzurro è tornato a crescere e il distacco dalla Croazia si è ridotto. Non basta ancora per parlare di una rimonta compiuta, ma consente di guardare alle prossime gare con una prospettiva diversa rispetto alla discesa registrata dopo il Mondiale. La verifica arriverà il 18 novembre, quando la nuova classifica mostrerà se il recupero sarà proseguito. Per l’Italia, il primo obiettivo è smettere di perdere terreno e tornare a scalare posizioni; soltanto dopo sarà possibile misurare quanto la distanza dalla parte alta del ranking sia davvero colmabile.