Lecce, per Rossettini il peggio è passato: “Infezione da puntura di zanzara, ora vedo le cose in maniera diversa”

Il peggio è passato, per fortuna, per il difensore del Lecce Rossettini, che racconta le settimane di paura, le cure e i ricoveri

Per fortuna, il peggio è passato. Va verso la “risoluzione” il “caso” che ha visto assente dai campi, per settimane, il difensore del Lecce Rossettini. Subito dopo Juventus-Lecce del 26 giugno (4-0), il calciatore aveva accusato sintomi inizialmente riconducibili al Covid, poi smentiti dalle negatività di test e tamponi. Ma i problemi sono continuati in queste settimane, lasciando nell’incertezza lui, i familiari e la società. Ieri la scoperta, in attesa di conferma: si è trattato di una puntura di zanzara di tipo tropicale. E’ lo stesso Rossettini a raccontarlo ai canali ufficiali del club salentino.

LA RIPRESA – “Sto meglio, sono in fase di ripresa. I sintomi che avevo stanno scomparendo, sono rientrato a Lecce per iniziare un programma di recupero e cercare di mettermi il prima possibile a disposizione del mister”.

IL CASO – “Cos’è accaduto? Dopo la partita con la Juve, rientrati a Lecce a tarda notte, sono andato a letto verso le 4 e dopo neanche due ore ho iniziato ad accusare febbre, brividi di freddo e mal di testa. Visto il periodo particolare che stiamo vivendo, ho avvertito il dottore con la paura che potesse essere Covid. Ho iniziato le cure, il giorno successivo ho fatto controlli e tamponi e sono risultato negativo. Questi sintomi comunque sono proseguiti per quattro giorni in cui gestivo il dolore con ghiaccio e antidolorifici. Dopo il quarto giorno, non riuscendo più a gestire la cosa a casa, sono stato ricoverato. Dopo una serie di controlli, inizialmente anche quelli con esito negativo, ho deciso di farmi trasferire a Padova, nel reparto di malattie infettive. Ultimi esami del sangue di ieri hanno portato alla luce un’infezione virale di una zanzara di tipo tropicale”. 

LA VISIONE DELLE COSE – “Questa situazione da un certo punto di vista mi ha aiutato. Mi ha aiutato a vedere le cose anche sotto un’altra luce, dando un’importanza che magari prima davo per scontata. Come le mie figlie, mia moglie”.