Sergio Ramos e il Siviglia, la rete e quei fischi che fanno male

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Tutta la delusione di Sergio Ramos dopo i fischi del Ramon Sanchez Pizjuan

Aveva appena 19 anni il piccolo Sergio Ramos quando lasciò Siviglia per il Real Madrid, la dirigenze merengue aveva messo sul piatto la bellezza di 25 milioni e gli andalusi colsero al volo l’occasione. Sergio intanto continua a fare ciò che gli piace di più, sacrificarsi, difendere e ogni tanto metterla dentro grazie alle sue grandi doti balistiche. Queste ultime ieri gli hanno permesso di portare in vantaggio il suo Real, di cui indossa la fascia di capitano, contro l’altra squadra del cuore, il Siviglia. La cornice è quel Ramon Sanchez Pizjuàn, stadio a cui Sergio è affezionato e dove ha mosso i suoi primi passi nel grande calcio.

Il Siviglia recupera e vince la sfida ma Sergio Ramos non è in campo, esce anticipatamente dal terreno di gioco per un problema alla spalla ma durante la sostituzione avviene l’episodio difficilmente pronosticabile. Una parte dei tifosi del Siviglia comincia a fischiarlo, un colpo troppo forte per un cuore andaluso come il suo. La tristezza la si legge nel suo sguardo e nelle sue parole, a fine gare afferma che: “Quando mi farò seppellire, vorrò nella mia tomba una bandiera del Real e una del Siviglia”. L’ennesimo gesto d’amore per una piazza che ha amato e continuerà ad amare nonostante i fischi.

Del resto la riconoscenza è il più noioso dei sentimenti.

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