Bruno Pizzul, il “portasfiga” della Nazionale. Dal ritardo all’esordio alle gaffe passando per Fantozzi

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Bruno Pizzul, storico telecronista italiano

Compie 82 anni uno dei più grandi telecronisti calcistici della storia che, con la sua voce calda e familiare, è entrato nei salotti di tutta Italia fino ai primi anni 2000. Buon compleanno a Bruno Pizzul. Nato a Udine nel 1938 ha iniziato da calciatore con le maglie di Pro Gorizia, Catania, Ischia e Udinese. In seguito ad un grave infortunio al ginocchio, dovette smettere. Si laureò in giurisprudenza e partecipò ad un concorso nazionale per radio-telecronisti rivolto ai giovani laureati del Friuli.

Dal 1969 in RAI, Pizzul si è subito distinto per le spiccate doti comunicative e per una voce dal timbro inconfondibile che gli permise di diventare, in breve tempo, un simbolo della televisione pubblica. Nella sua carriera fu voce narrante di grandi imprese sportive ma, purtroppo, anche di gravi fatti di cronaca. Innumerevoli le vittorie a livello di squadre di club che Pizzul ebbe il piacere di commentare, a partire da quella del Milan nella Coppa delle Coppe contro il Leeds United il 16 maggio 1973, per arrivare alla finale di Atene nella Champions League ‘93/’94 quando il Milan di Capello surclassò il Barcellona con un perentorio 4-0. Senza dubbio il momento più difficile della sua carriera fu in occasione della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool del 29 maggio 1985, quando si trovò a dover commentare e vivere in prima persona la strage allo Stadio Heysel.

Sfortunato con la Nazionale. Fu voce di ben 5 Mondiali, da Messico ’86 a Giappone-Corea del 2002, ma non può essere considerato un amuleto, anzi. Gli viene attribuita la fama di “portasfiga”. Nonostante questo è sempre nel cuore dei tifosi italiani.

Curiosità: dalla prima telecronaca alle indimenticabili gaffe passando per Fantozzi

Tifoso del Toro, ma nel cuore anche l’Udinese, squadra della sua città che ha seguito per “Quelli che il calcio”. Ebbe il piacere di raccontare diverse partite di Inter e Milan. Durante quelle trasferte si divertiva a giocare a biliardo e a briscola con i calciatori. Particolare la sua prima telecronaca. Pizzul arrivò con un quarto d’ora di ritardo. La colpa fu di Beppe Viola, giornalista che lo convinse a mangiare con lui e ne ritardò la partenza. Si giocava Juventus-Bologna in Coppa Italia a Como, uno spareggio, era il 1970. Per fortuna di Pizzul la partita veniva trasmessa in differita, altrimenti chissà come sarebbe andata a finire.

A tavola si concede volentieri carne (il padre era macellaio), pasta e fagioli e vino bianco. Ha sempre avuto il vizio del fumo, ma alla veneranda età di quasi 80 anni è riuscito a smettere dopo aver avuto una brutta bronchite. Non ha mai preso la patente, preferendo andare in giro con la bici. E’ stato dato per morto diverse volte nel corso degli anni. Inoltre, ha avuto qualche piccolo ruolo in film quali “L’arbitro” e “Fantozzi – Il ritorno”, mentre come doppiatore ha prestato la voce a un cronista in Pelé, pellicola del 2014. Cosa non ha fatto quest’uomo? Potevano mancare alcune celebri gaffe? Ovviamente no. I suoi errori più clamorosi in telecronaca furono: “Mister Trap prende appunti sul suo tacchino e “L’arbitro manda i giocatori al riposo definitivo”.