Cina, l’ex presidente della Federcalcio condannato all’ergastolo per tangenti

L'ex presidente della Federcalcio cinese Chen Xuyuan è stato condannato all'ergastolo per avere incassato tangenti

CalcioWeb

L’ex presidente della Federcalcio cinese Chen Xuyuan è stato condannato all’ergastolo per avere incassato tangenti. A riferirlo sono stati i media statali nella notte italiana: la condanna rientra in una vasta campagna anti-corruzione nel mondo del calcio cinese.

Chen Xuyuan ha approfittato della sua posizione per “accettare illegalmente somme di denaro da altre persone per un totale di 81,03 milioni di yuan“, ovvero 10,4 milioni di euro, secondo il Quotidiano del popolo. Un tribunale della provincia di Hubei (centrale) lo ha condannato all'”ergastolo, alla perdita permanente dei suoi diritti politici e alla confisca di tutti i suoi beni personali“.

Secondo i giudici, le tangenti in questo caso erano “enormi” e questo caso di corruzione ha avuto “gravi conseguenze per il settore del calcio cinese“.

Il processo contro il 67enne ex dirigente si è svolto in un contesto negativo per il calcio in Cina: la nazionale è stata eliminata ingloriosamente dalla Coppa d’Asia, e i casi di corruzione ne danneggiano l’immagine. Il presidente Xi Jinping, lui stesso un tifoso di calcio, aveva grandi ambizioni per la squadra nazionale che invece è ferma al 79 posto del ranking Fifa, più o meno allo stesso livello di 10 anni fa. Chen Xuyuan è stato a capo della Federcalcio cinese, l’ente statale che gestisce il calcio e funge da federazione sportiva, dal 2019 al 2023. La sua condanna fa parte di un’importante campagna anti-corruzione avviata da Xi Jinping da un decennio. In totale, circa dieci dirigenti senior del calcio cinese sono stati licenziati per corruzione.

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