L’emozione del debutto assoluto, l’atmosfera caldissima di uno Stadio Azteca completamente tinto di giallo e il ritorno di un mito del calcio italiano sul palcoscenico iridato. La sfida tra Colombia e Uzbekistan ha regalato emozioni a non finire, colpi di scena e un finale ad altissimo cardiopalma. Il match, valido per la prima giornata del Gruppo K (lo stesso di Portogallo e DC Congo), si è giocata alle ore 04:00 italiane. Se l’esito finale sorride ai sudamericani, la squadra guidata da Fabio Cannavaro esce dal campo a testa altissima, dopo aver sfiorato un pareggio che avrebbe clamorosamente stravolto gli equilibri del raggruppamento.
Esordio Fabio Cannavaro CT: la prima volta dei “Lupi” con cuore italiano
L’attesa dei media italiani era focalizzata anche sulla panchina asiatica. Per Fabio Cannavaro esordio CT a mondiale significa chiudere un cerchio perfetto, esattamente 20 anni dopo aver alzato la coppa a Berlino e 16 dopo l’ultima presenza ad una coppa del mondo da giocatore con la nostra Nazionale. Nominato a ottobre alla guida dei “Lupi”, il tecnico napoletano ha portato con sé una presenza italiana importante alla guida dei lupi: lo staff medico è quasi interamente tricolore e, nel ruolo di vice, figura il fratello Paolo Cannavaro. L’Uzbekistan, al suo primo storico tentativo andato a buon fine dopo ben 7 passaggi a vuoto nelle qualificazioni del passato, è uno dei quattro debuttanti assoluti di questa edizione. I ragazzi di Cannavaro si sono qualificati centrando il secondo posto nel Gruppo A della terza fase asiatica, arrivando subito alle spalle dell’Iran (che ha, intanto, pareggiato 2-2 contro la Nuova Zelanda nel girone G). Un gruppo, quello asiatico, con una straordinaria attitudine al lavoro, al sacrificio e alla sofferenza. Cannavaro sa di avere un tasso tecnico inferiore rispetto alle corazzate mondiali – basti pensare che tra i 26 convocati ha solo 3 giocatori che militano in club europei e sono in campo contemporaneamente: Khusanov, Shomurodov e Fayzullaev – ma compensa con un’organizzazione difensiva feroce e concetti di squadra condivisi, non facili da assimilare per calciatori provenienti da realtà totalmente differenti.
Il piano tattico e il ruggito della Colombia di Nestor Lorenzo
Dall’altro lato del campo la Colombia di Nestor Lorenzo – tornata ai Mondiali dopo aver saltato Qatar 2022 e reduce dalla finale di Copa América persa due anni fa contro l’Argentina – ha provato subito a fare la partita. Spinta dall’infinito capitano James Rodriguez (al suo terzo mondiale in carriera, arrivato a 127 presenze con i Cafeteros e sempre più vicino al recordman ed ex cognato David Ospina a quota 130), la Colombia ha imposto un duro possesso palla sin dai primi minuti. La retroguardia di Cannavaro, aggrappata alle parate di Yusupov (portiere titolare in tutto il cammino di qualificazione), ha cercato di ripartire sfruttando la fisicità di Eldor Shomurodov. I Cafeteros, letali sulle palle preventive e sui calci piazzati (erano reduci da ben 7 gol di testa nelle qualificazioni, di cui 4 da corner), hanno sbloccato il match al 40′. Una palla geniale della stella Luis Diaz ha affettato la linea difensiva uzbeka, permettendo il taglio perfetto di Munoz per l’1-0.
Fayzullaev fa la storia al 60′, poi Diaz prende parte alla parata delle stelle mondiali
Nella ripresa l’Uzbekistan compie il capolavoro che non tutti si aspettavano. Al 60′ minuto Fayzullaev fa gol: è il primo storico gol dell’Uzbekistan a un mondiale. L’azione nasce da un destro al volo di Shomurodov su cui il portiere colombiano Vargas (al suo terzo mondiale ma il primo da titolare) commette una papera clamorosa; sulla ribattuta si avventa il talento classe 2003, che firma la sua nona rete in Nazionale, la più pesante della carriera. Tutto da rifare per la Colombia, tutto incredibilmente rimesso in sesto dall’Uzbekistan. Il pareggio dura però appena cinque minuti. Al 65′ sale in cattedra il fuoriclasse assoluto dei sudamericani: Luis Diaz si carica sulle spalle la Colombia e trafigge Yusupov per il gol del 2-1, bagnando con una perla il suo debutto assoluto nella competizione. Con questa notte straordinaria, l’esterno dei Cafeteros risponde presente e si iscrive di diritto nell’Olimpo delle stelle di questo mondiale. Una rassegna che ha già visto brillare le notti magiche di Michael Olise, Kylian Mbappé, Bradley Barcola nella partita Francia-Senegal, Erling Haaland in Norvegia-Iraq e Lionel Messi nel match Argentina-Algeria, e che ha visto le risposte sul campo di grandi leader come Harry Kane nello scontro tutto europeo tra Inghilterra e Croazia (mentre l’unica eccezione d’élite è stata la rumorosa assenza di Cristiano Ronaldo).
Il forcing finale, la traversa al 100′ e la classifica del Gruppo K
Nel finale la Colombia blinda il risultato: al 90′ il neoentrato Campaz devia in rete un cross perfetto di Cucho Hernandez siglando il 3-1. Ma i ragazzi di Cannavaro mostrano un’attitudine straordinaria e non mollano di un millimetro, gettandosi in avanti alla ricerca del gol. Al minuto 100, il giovanissimo Karimov (classe 2007) lascia partire un meraviglioso tiro da fuori area che si stampa in pieno sulla traversa, strozzando in gola la gioia del 3-2 e lasciando l’Uzbekistan con tanta sfortuna ma enormi applausi da parte del proprio CT e del pubblico. Con questo risultato, la Colombia vola a quota 3 punti in testa alla classifica del Gruppo K. Complice il pareggio nell’altra sfida tra Portogallo e RD Congo (entrambe ferme a 1 punto), i giochi qualificazione restano totalmente aperti. L’Uzbekistan rimane a 0 punti, ma la sensazione è che la squadra di Cannavaro venderà carissima la pelle nelle prossime due sfide decisive.













