Il calcio italiano volta pagina nel modo più inaspettato e coraggioso possibile. Mentre i Mondiali incombono e la ferita dell’esclusione brucia ancora per entrambe le Nazionali, Lussemburgo e Italia si sono affrontate in un’amichevole che sulla carta profumava di pura consolazione, ma che sul campo ha sancito l’inizio di una vera e propria rivoluzione generazionale. Allo Stade de Luxembourg, davanti a un arbitro olandese e con ben 11 sostituzioni possibili, è scesa in campo l’Italia più giovane mai vista nella storia del nostro calcio. Un test sperimentale che ha regalato la prima, storica vittoria a Silvio Baldini – ct traghettatore di una Nazionale in totale rifondazione – con un sudato e meritato 1-0.
Il miracolo a tempo di Silvio Baldini: ct ad interim prima di tornare all’Under 21
La presenza sulla panchina azzurra di Silvio Baldini è un manifesto romantico, ma con una data di scadenza ben precisa. Il tecnico toscano, reduce dallo straordinario miracolo sportivo della passata stagione in cui ha guidato il Pescara a una clamorosa promozione in Serie B, sta vivendo un’avventura straordinaria che va oltre il suo stesso sogno. Nominato commissario tecnico dell’Under 21, si è ritrovato catapultato sulla panchina della Nazionale maggiore ad interim per gestire questa complicata ma affascinante finestra di giugno. Baldini incarna la figura del “maestro”: un allenatore che vive questa esperienza per dare tutto se stesso nell’immediato (ci sarà ancora l’amichevole a Creta da disputare) per poi riconsegnare “il rinnovato” al nuovo che verrà, ma che – seppur per poco tempo – sta lasciando in panchina una lezione umana importantissima:
“Sento soprattutto la preoccupazione di non essere utile a questi ragazzi, perchè non è che devi fare la differenza quando sposti un giocatore o un altro, ma quando parli di sapere dire veramente quello che lui, in quel momento lì, ha bisogno. Perchè se tu sbagli, è come un piccolo ingranaggio in un orologio: si inceppa e si inceppa tutto il meccanismo”.
Elezioni FIGC il 22 giugno: Malagò contro Abete e il sogno Antonio Conte per la panchina
Il destino della panchina azzurra si deciderà infatti lontano dai campi di gioco. Il vero spartiacque per il futuro del nostro calcio è fissato per il 22 giugno, giorno in cui si terranno le cruciali elezioni per eleggere il nuovo presidente della FIGC. Una corsa a due serratissima che vede contrapposti Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. La primissima mossa del nuovo presidente sarà proprio la nomina del CT della Nazionale maggiore per il prossimo ciclo. In questo momento, il nome più caldeggiato, che fa sognare i tifosi e i media, è quello di Antonio Conte, reduce dal clamoroso addio al Napoli e pronto a sposare un progetto di rinascita totale della Nazionale.
Gianluigi Donnarumma capitano vero: il retroscena sulle Olimpiadi e il gesto da leader
In un undici iniziale infarcito di debuttanti assoluti, la presenza di Gianluigi Donnarumma è stata monumentale, non solo per motivi tecnici ma soprattutto umani. Il portiere azzurro ha fatto una richiesta esplicita alla federazione: voleva esserci a tutti i costi, voleva la fascia di capitano per guidare la transizione in questo momento di vuoto istituzionale. Se soltanto pochi mesi fa, nel tesissimo match contro la Bosnia – dove la pressione era alle stelle e ci si giocava l’accesso ai Mondiali –, avevamo visto un Donnarumma nervoso, arrabbiato e litigioso come mai prima d’ora, ieri sera l’atteggiamento è stato radicalmente opposto. Forte dello status di giocatore più anziano in campo sia anagraficamente che per l’immensa esperienza internazionale, il portiere azzurro ha vestito i panni del saggio e del paciere, intervenendo prontamente a spegnere sul nascere ogni accenno di rissa o tensione tra i giocatori dei due schieramenti. Prima del fischio d’inizio, inoltre, il capitano si è messo a totale disposizione del gruppo, incoraggiando i ragazzi uno per uno. Ma non è tutto: Donnarumma ha dato ufficialmente la propria disponibilità per partecipare alle prossime Olimpiadi, una competizione in cui l’Italia manca clamorosamente dal lontano 2008. Un segnale da leader vero, maturo e protettivo verso la nuova generazione.
Come ha giocato l’Italia contro il Lussemburgo? Pressione 1 contro 1 e l’esperimento Koleosho
L’idea tattica di Baldini per questa Italia sperimentale è stata chiara: aggredire alti, togliere il palleggio agli avversari e cercare di replicare quel calcio moderno, verticale e asfissiante che la Germania ha mostrato di recente proprio contro il Lussemburgo (che nel proprio girone ha subito solo sconfitte). Nel primo tempo si è vista una fiammata di calcio europeo grazie a Luca Koleosho, sul quale i riflettori sono giustamente accesi: parliamo di un talento puro che ha voluto fortemente far parte della nazionale azzurra, nonostante potesse scegliere altre tre nazionali. La sua pressione feroce nell’uno contro uno è una dinamica che in Italia si vede ancora troppo poco. Il ragazzo ha strappato applausi a Baldini, provando anche la conclusione personale. A centrocampo ha provato a fare la voce grossa anche Cher Ndour con la prima vera conclusione del match, mentre Niccolò Pisilli e Pio Esposito hanno iniziato a dialogare creando le prime occasioni nitide, tra cui un quasi-gol e quasi-assist.
Chi è Costantino Favasuli? Il gioiello del Catanzaro che ha conquistato la Nazionale (e Lele Adani)
Tra le note più liete e sorprendenti del match c’è senza dubbio la prestazione di Costantino Favasuli. Schierato titolare, il classe 2004 ha giocato una partita di clamorosa intensità sulla fascia, confermando le doti eccezionali già messe in mostra durante l’annata. Favasuli è infatti reduce da un’ottima stagione con il Catanzaro, culminata nell’epica battaglia dei playoff di Serie B contro il Monza. Favasuli ha portato in Nazionale proprio quella fame, correndo più di tutti e mostrandosi onnipresente in ogni zona del campo. Una prestazione totale che ha letteralmente stregato Lele Adani, il quale durante la telecronaca Rai si è lasciato andare a un elogio d’altri tempi:
“Si stanno giocando due partite: una è quella che stiamo vedendo e l’altra è quella di Favasuli”.
Gol di Francesco Pio Esposito e record Camarda: il dramma di Palestra e tutti i cambi del secondo tempo
La scossa decisiva è arrivata al 49′ del secondo tempo. Una nuova Italia, decisamente più sciolta, grintosa e vogliosa rispetto alla prima frazione, ha trovato la via della rete: ci ha pensato Francesco Pio Esposito a gonfiare la rete svettando di testa su calcio d’angolo, regalando a Baldini la gioia del vantaggio. Subito dopo l’1-0 e con le forze fresche da dover inserire, la partita è diventata il teatro dei record e dei cambi strategici. Fuori l’autore del gol Esposito e dentro il predestinato Francesco Camarda, già debuttante più giovane nella storia della Serie A (a soli 15 anni e 8 mesi) che ha così bagnato anche il proprio esordio in Nazionale maggiore, sfiorando persino il raddoppio su assist di Bartesaghi. La girandola dei cambi è stata totale e ha ridisegnato l’Italia. Al 66′ Baldini ha richiamato in panchina un esausto ma monumentale Favasuli e l’esterno Cherubini che pure ha giocato un’ottima partita, inserendo forze fresche sulle fasce con Fortini e Fini. Successivamente, al 75′, oltre all’ingresso di Camarda, c’è stato spazio per una doppia sostituzione a centrocampo e in difesa: sono usciti Lipani e il difensore Pietro Comuzzo, sostituiti rispettivamente da Dagasso e Mane. Nel finale di partita, all’87’, sono arrivati anche gli ultimi scampoli di match per Ahanor e Inacio, entrati al posto di Bartesaghi e dell’ispiratissimo Koleosho. In tutta questa festa di debutti, resta l’amaro in bocca per una sfortuna clamorosa. Marco Palestra, che sarebbe dovuto essere uno dei soli 4 reduci della vecchia guardia di Zenica, non è purtroppo mai riuscito a mettere piede in campo a causa di un problema muscolare accusato a ridosso del match. Nonostante la sfortuna, il ragazzo ha voluto comunque essere presente in panchina per tutta la durata della partita, dimostrando uno spirito di gruppo encomiabile e incitando a gran voce i suoi compagni fino al triplice fischio finale.
Il futuro è adesso: una Nazionale creativa che fa sperare, aspettando Creta e i Mondiali in TV
Il bilancio di questo storico debutto va ben oltre il risultato del campo. Questa giovanissima Italia ha dimostrato di funzionare e, soprattutto, ha messo in mostra un’identità totalmente nuova: un calcio coraggioso, creativo, tenace e fondato su una pressione asfissiante che non si vedeva da tempo in maglia azzurra. I ragazzi di Silvio Baldini hanno spazzato via la paura, dimostrando che il talento generazionale nel nostro Paese esiste, va solo coltivato con la giusta fiducia. Adesso, l’obiettivo si sposta immediatamente a Creta. Domenica prossima, alle ore 21:00 (in diretta tv in chiaro su Rai 1 e in streaming su RaiPlay), gli azzurri affronteranno la Grecia nella seconda amichevole di questo mini-ciclo. Sarà l’ennesimo banco di prova per confermare quanto di buono visto contro il Lussemburgo e per regalare un altro successo a Baldini prima del saggio passaggio di consegne alla nuova era federale. L’augurio più grande che possiamo fare a questa nidiata di talenti è che questo sia solo il primo mattone di una ricostruzione solida, capace di riportare l’Italia dove merita di stare. E mentre noi sogniamo il futuro con i nostri ragazzi, il grande calcio internazionale non si ferma: l’11 giugno inizieranno ufficialmente i Mondiali. Anche se l’Italia non sarà presente fisicamente in campo, la passione non va in vacanza: la Rai garantirà una copertura straordinaria dell’evento, trasmettendo una partita al giorno per un totale di 35 sfide imperdibili, che ci accompagneranno quotidianamente fino alla finalissima del 19 luglio. La fame di calcio degli italiani è pronta a essere saziata, con un occhio ai campioni del mondo e il cuore rivolto alla nostra rinata linea verde.