Il calcio italiano non sta semplicemente voltando pagina: sta ridisegnando da cima a fondo l’architettura stessa del proprio futuro. A un mese esatto dall’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC (lo scorso 22 giugno), l’incontro andato in scena nella sede della Lega Serie A ha tracciato una linea d’ombra nettissima tra il passato e ciò che verrà. Non si tratta di una banale corsa a chi siederà sulla panchina della Nazionale, ma di una vera e propria rifondazione strutturale. Un progetto a lungo termine — proiettato su un orizzonte di 6-10 anni — pensato per ricucire un gap internazionale diventato ormai sconfortante.
La mossa a sorpresa: prima l’architettura, poi il nome del CT
Mentre i tifosi invocano a gran voce il nome del successore in panchina, il vertice della FIGC ha ribaltato la prassi consolidata. Niente scelte affrettate o soluzioni tampone. La priorità di Malagò è stata quella di ingaggiare due figure di caratura globale come Paolo Maldini (nel ruolo inedito di Direttore Tecnico) e Leonardo (Advisor). Una coppia di “complici di sogni e di idee”, legati da una storica sintonia e chiamati a dare un’impostazione tecnica ben precisa a tutto il Club Italia. Un segnale fortissimo anche sul piano etico e manageriale: basti pensare che né Maldini né Leonardo hanno preteso clausole su premi o bonus nei propri contratti, presentandosi al sistema con la mentalità pura di chi è abituato a vincere.
Da Guardiola ad Ancelotti: il casting dei sogni che non ha fretta
Sulla questione panchina, la linea emersa dall’Assemblea di Lega è limpida: c’è fretta di costruire, ma non di accontentarsi. Maldini non nega di aver sondato profili d’élite assoluta — ammettendo di aver parlato con Carlo Ancelotti (reduce da un Mondiale in cui il Brasile non ha propriamente brillato) e non nascondendo il fascino dell’idea Pep Guardiola —, ma ribadisce che la priorità è individuare la persona giusta, non quella disponibile più velocemente. L’obiettivo strategico guarda già lontano. Se il sipario sul Mondiale 2026 si è ormai chiuso con la vittoria della Spagna, lasciando spunti di riflessione, e all’orizzonte si intravede già l’appuntamento continentale del Mondiale 2030, l’Italia vuole farsi trovare finalmente pronta e possibilmente scalare nuovamente il ranking FIFA che l’ha vista perdere ben tre posti con la mancata qualificazione all’ultima Coppa del Mondo. L’idea è quella di permettere agli Azzurri di prepararsi a dovere sotto la guida di un CT di altissimo profilo, inserito all’interno di una filiera tecnica solida e condivisa da tutti i club della Serie A.
Un’estate rovente: tra campo e Nazionali
Mentre ai vertici federali si pianifica il riscatto azzurro, il pallone riprende a girare a ritmi battenti sul campo. La nuova stagione di Serie A è ormai ai nastri di partenza, anticipata dal fitto calendario delle amichevoli estive che stanno svelando le prime forme delle nostre big. Ma non è solo il nostro campionato a scaldare i motori: l’imminente avvio delle grandi competizioni europee (Champions League, Europa League e Conference League) e dei principali tornei esteri promette un mese di agosto ad altissima intensità. Per il calcio italiano inizia un periodo cruciale: da un lato la caccia ai primi punti stagionali, dall’altro la posa della prima pietra per riportare la Nazionale nell’élite del calcio mondiale.



