Nainggolan a 360°: “Mi sento in debito con Spalletti, voglio aiutare la squadra in questo finale di stagione”

Il centrocampista dell'Inter, Radja Nainggolan, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui si racconta a 360 gradi

Intervista Nainggolan
Marco Alpozzi/LaPresse

Il centrocampista dell’Inter, Radja Nainggolan, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui si racconta a 360 gradi. Stagione molto difficile per il belga a causa dei tanti infortuni: “Ero abituato a giocare 40-50 partite a stagione, invece qui ho fatto 8-9 gare e poi mi sono dovuto fermare. Così è tosta, perché ricadi continuamente nel buco da cui eri appena uscito“. C’è, però, ancora tempo per aiutare l’Inter nel finale di stagione: “Adesso arrivano le sfide importanti. Nell’ultimo mese abbiamo sbagliato contro la Lazio, un match che se vinto ci avrebbe portati a +8 sulle altre. Ora siamo a +5 e, se sbagliamo un’altra volta, rischiamo di essere di nuovo a stretto contatto con chi ci insegue. A Frosinone sarà una gara importante per mettere minuti nelle gambe, poi gli incontri decisivi saranno quelli con Roma e Juve“. Qualche battuta anche sulla sua ex squadra: “Non ci penso, sono sereno. All’andata ho lasciato perdere e non ho voluto giocare. Con Monchi avevo un rapporto aperto: riuniva spesso i 6-7 giocatori più rappresentativi e tutti insieme parlavamo di come fare il meglio per la società e la squadra. Mi sentivo un calciatore importante. Poi, però, ho saputo le cose che diceva di me e quelle mi sono piaciute meno… Tre giorni dopo il suo addio alla Roma, la squadra di cui diceva di essere innamorato, era già d’accordo per tornare a Siviglia. Per me questo dimostra molte cose… Senza di lui ipoteticamente avrei potuto essere ancora là o anche in un’altra squadra perché magari la Roma mi voleva mandare altrove. La mia destinazione però l’ho scelta io perché Spalletti ha spinto per avermi ed è stata la decisione giusta“.

Su Zaniolo, dichiara: “Per me non è un problema perché ognuno ha la sua carriera. Io ho giocato 10 anni ad alto livello, 9 bene e questo così così.Lui ha fatto 20 partite in A, 18 buone… È normale che si parli bene dei giovani ai quali adesso tutto viene servito su un piatto d’argento, mentre prima un ragazzo doveva dimostrare molto di più, anche solo per arrivare in Serie B. Sono contento per lui e gli auguro il meglio perché non sono invidioso di nessuno. Io penso alla mia carriera e stop. È facile fare una stagione buona, ma vediamo tra 10 anni…“. Un pensiero anche su Barella: “È forte e mi assomiglia pure“. Sul suo allenatore Spalletti, aggiunge: “Mi sento in debito con lui, ha spinto per avermi e non ho potuto dare il massimo per aiutare la squadra“. Sulle voci di Dzeko all’Inter la prossima stagione, dice: “Anche se ha 33 anni, è indiscutibile come giocatore, dà tutto per la squadra e segna. Ma queste sono cose che non dovete chiedere a me“.

Sul caso Icardi, afferma: “In una squadra tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile. Mauro è forte, noi però abbiamo anche un altro grande attaccante che ha fatto benissimo quando ha giocato ed è destinato a un futuro da top. Io dico che se Icardi ha avuto problemi con qualcuno, toccava a lui risolverli e non farli ricadere sulla squadra. Spalletti ha gestito la situazione nel modo migliore. Anche se mi ha voluto lui, io ho pagato quando ho sbagliato. È così che deve funzionare, per tutti. Se n’è parlato troppo, però. Ora basta”. Infine ribadisce il suo essere anti-juventino: “È una cosa nota… Essere oggetto di cori negativi mi dà un senso di orgoglio. Ci sono tanti giocatori che quando sentono che la Juve li vuole, dicono subito di sì perché sanno che lì si vince. Io però non ho mai avuto la smania di andarci: preferisco conquistare un trofeo da protagonista piuttosto che alcuni scudetti giocando solo 10 partite. Ero così anche da ragazzo”. Poi, però aggiunge: “La Juve non prende mai gol e questo è fondamentale. Ha la forza mentale tipica delle grandi squadre, può vincere la Champions“.

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Il centrocampista dell’Inter, Radja Nainggolan, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui si racconta a 360 gradi. Stagione molto difficile per il belga a causa dei tanti infortuni: “Ero abituato a giocare 40-50 partite a stagione, invece qui ho fatto 8-9 gare e poi mi sono dovuto fermare. Così è tosta,
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2019-04-13 10:15:44
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