Juventus, consigli per gli acquisti: Matri svela i nomi per centrocampo e attacco. Poi annuncia il suo futuro

Alessandro Matri ha ripercorso la sua carriera in un'intervista. L'attaccante ha parlato anche del calciomercato della Juventus

Intervistato da ‘Tuttosport’, Alessandro Matri ha ripercorso la sua carriera, ricordando i momenti più felici e quelli meno. Il gol al quale è più affezionato è quello in finale di Coppa Italia con la maglia della Juve: “Il presidente Andrea Agnelli teneva particolarmente alla conquista della “decima” perché era un pallino di suo padre Umberto. A fine partita il presidente mi ringraziò molto. Abbiamo tuttora un bel rapporto. In questi giorni non sono riuscito a rivedere quel gol. Ma se dovessi scegliere una partita da riguardare, probabilmente punterei più sulla semifinale di Coppa Italia dello stesso anno, Fiorentina-Juventus 0-3. All’andata avevamo perso 2-1 allo Stadium. A Firenze avrebbe dovuto giocare Tevez, poi a Carlos venne la febbre in hotel e così Allegri mi disse: ‘Tocca a te’. Ho un bel ricordo per il gol, ma soprattutto per la rimonta di squadra”.

Matri si traveste poi da osservatore e direttore sportivo e consiglia due calciatori alla Juventus: Tonali è un ragazzo per bene, serio. E poi ha un gran talento, Sandro è da prendere immediatamente. Con lui non si sbaglia. È un 2000 ma non sembra così giovane quando gioca. È un freddo, in campo. Non pensiate sia semplice giocare con gli occhi puntati addosso ogni partita. A Sandro direi di andarci subito senza pensarci alla Juventus. Per come ho vissuto la Juventus io posso solo consigliarla come esperienza. Poi ho letto di Luca Toni che consigliava Gabriel Jesus come partner di Ronaldo. Per me quello da prendere è Haaland. E’ impressionante”.

Svincolato dopo mezza stagione a Brescia, il futuro di Matri è incerto: “Stare dietro alle piccole Sofia e Beatrice per ventiquattro ore al giorno è molto bello, ma pure tosto… Quasi come un allenamento dei tempi di Conte. Non so ancora se tornerò a giocare. Sto sfruttando questo periodo in casa a causa dell’emergenza sanitaria anche per pensare e ragionare sul mio futuro. Vorrei restare nel mondo del calcio, ma sinceramente non mi vedo come allenatore“.

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