“Bevevo e fumavo. Le notti in discoteca, poi le accuse di doping”: l’ex calciatore campione d’Europa racconta

La confessione dell'ex calciatore: "Bevevo e fumavo, facevo altre cose, poi andavo in campo e correvo. Tante notti in discoteca"

Fece parte del Porto che stupì tutti andando a vincere la Champions nel 2004. Nella squadra di José Mourinho figurava anche Carlos Alberto. Il giovanissimo trequartista segnò il primo gol della finale contro il Monaco. Una testa che però non è mai andata di pari passo con i piedi. E Carlos Alberto, in una lunga intervista al portale brasiliano ‘UOL Esporte’ spiega i motivi che lo hanno portato a chiudere la carriera a 35 anni: “Per farti capire com’ero: io bevevo, fumavo, facevo altre cose, poi andavo in campo e correvo. Oggi i giocatori non fanno nulla, non hanno nemmeno il sangue per correre. Uno una volta mi ha chiesto: ‘Ma fumavi quando giocavi?’. Un sacco. Ho cominciato in Portogallo. Oggi fumo meno, voglio smettere. Non è una buona cosa per chi deve portare avanti una carriera che dipenda dal proprio corpo”.

Il brasiliano è stato accusato di doping al Vasco da Gama: “Lì ho perso un anno. Ovvio, ho pensato di smettere con il calcio. Nei miei confronti è stata commessa un’ingiustizia molto grande”.

Notti in discoteca non mancavano: “Ci andavo, non avevo bisogno che nessuno mi ci portasse. Ma erano normali nottate in discoteca. Il giorno dopo tornavo a essere un professionista”. Nessun rimpianto per Carlos Alberto: “Tutto è stato molto rapido. A volte mi domando: sono stato preparato per tutto questo? Tutti pretendono che tu sia educato, che ti comporti bene, ma un calciatore di 20, 22 anni è ancora un bambino di fronte alla vita. Commette degli errori, ma niente di irreparabile”.

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