Caso Suarez, l’ex rettrice: “nessuna pressione da parte della Juventus”

Arrivano nuovi aggiornamenti sul caso Suarez e sul ruolo della Juventus. Torna a parlare l'ex rettrice

A distanza di mesi continua a tenere banco il caso Suarez. L’uruguaiano sta trascinando l’Atletico Madrid con grandissime prestazioni e tanti gol. Dopo la rottura con il Barcellona tanti club si sono fiondati sull’attaccante, tra questi anche la Juventus. Ma i problemi di passaporto non hanno permesso al club bianconero di chiudere l’affare, a spuntarla alla fine è stata la squadra di Simeone. Suarez ha comunque ottenuto la cittadinanza, ma l’esame è stato considerato ‘farsa’ per le modalità di svolgimento.

Caso Suarez, parla l’ex rettrice

esame Suarez
Foto di Crocchioni / Ansa

Sull’argomento Suarez è tornata a parlare Giuliana Grego Bolli, l’ex rettrice dell’Università per gli stranieri di Perugia. Intervista da ‘La Repubblica’ ha svelato nuovi dettagli: “non ho mai avuto la sensazione che ci fosse la volontà di favorire la Juventus, né pressioni di alcun genere. A me di Suarez non importava niente. Quando il rettore dell’Università degli Studi di Perugia mi ha chiamato per dirmi che la Juventus stava cercando di fargli fare l’esame di italiano, mi hanno dovuto spiegare chi fosse. Il calcio non mi interessa”. 

L’ex rettrice non accetta le accuse: “non ho avuto alcun ruolo nella preparazione né dell’esame, né del certificato consegnato a Suarez il 22 settembre. Il livello B1 richiede una capacità di farsi capire a livello medio-basso. Suarez, essendo ispanofono, era facilitato come comprensione e produzione lessicale. Durante la pandemia, inoltre, l’esame di B1 si tiene solo in forma orale e dura circa 12 minuti. A queste condizioni risulta più accessibile, tant’è che tra giugno e luglio nessuno dei 60 candidati che lo ha sostenuto da noi è stato bocciato. Avendo studiato, Suarez poteva superare un B1”. 

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