La nuova Juve di Pirlo: freschezza, gioventù e spensieratezza. Oggi giocherebbe così [FOTO]

La nuova Juve di Pirlo come giocherà? Le incognite sono tante, ma alla base può esserci freschezza, gioventù e spensieratezza: oggi giocherebbe così

  • Szczęsny (Photo by Stefano Guidi/Getty Images)
    Szczęsny (Photo by Stefano Guidi/Getty Images)
  • Cuadrado (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
    Cuadrado (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
  • de Ligt 6° (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)
    de Ligt 6° (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)
  • Bonucci (Photo by Pier Marco Tacca Getty Images)
    Bonucci (Photo by Pier Marco Tacca Getty Images)
  • Alex Sandro (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
    Alex Sandro (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
  • Rabiot (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
    Rabiot (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
  • Bentancur (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
    Bentancur (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
  • Arthur (Photo by David Ramos/Getty Images)
    Arthur (Photo by David Ramos/Getty Images)
  • Kulusevski (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
    Kulusevski (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
  • Dybala (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
    Dybala (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
  • 2. Cristiano Ronaldo (70+47) - Photo by Valerio Pennicino/Getty Images
    2. Cristiano Ronaldo (70+47) - Photo by Valerio Pennicino/Getty Images
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La nuova Juve di Pirlo. Che strano. Chi l’avrebbe mai detto. Chi l’avrebbe mai potuto pensare anche soltanto 24 ore fa. Un terremoto. Una rivoluzione. La società bianconera ha cambiato tutto. Rischiando (per il secondo anno consecutivo), ma consapevole di essere davanti ad un grande cambiamento. Ed è un grande cambiamento anche per chi scrive. La prima cosa da fare, solitamente, è chiedersi come giocherà il nuovo allenatore. Moduli utilizzati in passato, atteggiamento, preferenza su un certo tipo di giocatori, caratteristiche tattiche ma anche umane. E’ ciò che si fa, è normalità. E con Pirlo? Bella domanda. Forse, ad oggi, è più semplice rispondere ad altro. Esistono gli alieni? L’uomo è davvero sbarcato sulla Luna? Quando sarà la fine del mondo? Vorremmo tanto essere, oggi, ad una puntata di “Mistero”. Mistero su come sarà la nuova Juve di Andrea Pirlo. Ma proviamo a costruire un passo per volta.

Il calciomercato: tra addii eccellenti e punti fermi

Partiamo dal mercato. Dalla composizione della rosa, base su cui Pirlo dovrà costruire le sue idee. Di certo, ad oggi, c’è soltanto l’arrivo di Arthur e Kulusevski e la partenza di Pjanic. Il resto, a grandi linee, è un’incognita. O, perlomeno, non lo è nelle intenzioni ma nei fatti concreti. Ci spieghiamo meglio. Nelle intenzioni, la Juve vorrebbe mettere in atto una mezza rivoluzione in uscita. Nei fatti, però, c’è il serio rischio che si incorra nella famosa situazione degli “esuberi” già accaduta l’anno scorso. E così c’è il semaforo verde sulle partenze dei vari Rugani, Matuidi, Khedira, De Sciglio, Bernardeschi, Douglas Costa, Higuain. Ci sono le incognite Danilo, Ramsey, Rabiot. E poi ci sono i punti fermi. O almeno quelli che dovrebbero essere i punti fermi: Buffon, Chiellini, Bonucci, Demiral, Cuadrado, Alex Sandro, Bentancur, Dybala, Ronaldo. Questa, in linea generale, la situazione. Non è da escludere però qualche scossone o qualche strategia cambiata in corso su uno di loro. E parliamo anche di qualche big…

I nomi in entrata: tra scelte “low cost” e svecchiamento

Sui nomi in entrata il discorso cambia. Certezze, al momento, ce ne sono poche. Anzi, la scelta Pirlo, al di là dell’aspetto tecnico e motivazionale, può voler dire molto. Risparmiare sull’ingaggio significa, probabilmente, andare alla ricerca di calciatori non di grosse pretese. “Low cost”, a parametro zero, possibilmente giovani. Operazioni alla Ramsey e Rabiot, tanto per intenderci. La Juve ha già avviato questa politica la scorsa estate, togliendosi il lusso di un solo colpaccio (De Ligt). Potrebbe essere così anche quest’anno, a maggior ragione dopo l’emergenza pandemica. Sarà un mercato di scambi, di basse pretese con – magari – il solito botto. C’è Zaniolo, c’è Tonali, c’è Chiesa. Ma bisogna lavorare molto. Più percorribile, al momento, la strada che porta allo scambio Milik-Bernardeschi. E’ intuibile, però, come l’intenzione della Juve sia quella di “svecchiare”. Il centrocampo, se dovesse arrivare anche il botto, si appresta ad essere ringiovanito. Bentancur, Rabiot, Arthur, Kulusevski, Tonali o Zaniolo. Si proverà qualcosa di simile in difesa e in attacco ma, come detto, l’esigenza è tagliare gli esuberi. In tal senso, la scelta Pirlo va in questa direzione. A rosa rivoluzionata e ringiovanita segue allenatore giovane e fresco.

Le idee di Pirlo: libertà, freschezza, entusiasmo, grandi idee

Tutta la manfrina sui misteri legati al modo di giocare di Pirlo, in realtà, era esagerata. Lo ammetto. Ho fatto scena. Attenzione, non che sia semplice capirlo. Rimane inesperto e precedenti non ne abbiamo. Ma abbiamo qualche dichiarazione del recente passato, così come anche attuale (Ulivieri). Nelle idee di Pirlo c’è un ex calciatore che sa quello che vuole, che guarda avanti, che legge in anticipo. Un po’ come in campo. Lo abbiamo detto più volte. Lui, in campo, allenatore lo era già. Guidava dal punto più basso del centrocampo, aveva una visione totale della squadra, dirigeva leggendo le giocate prima degli altri e attirando su di sé gli avversari. Un rivoluzionario? Chissà, potrebbe, ma in questo caso non vogliamo esagerare ma attenerci ai fatti di campo. Esistono grandi allenatori rivoluzionari che da calciatori davano del tu al pallone (Crujff, Guardiola), ma ne esistono tanti altri che hanno fallito. Quindi, piano coi giudizi, ma è incoraggiante pensare che Pirlo sia stato abituato ai grandi palcoscenici, alle grandi sfide. Non ha paura. Certo, non sembra avere il carisma dei grandi. Troppo taciturno e silenzioso. Ma potrebbe anche essere un bene.

Il modulo. Qualche giorno fa, nella presentazione come allenatore dell’Under 23, aveva detto: “I moduli non sono fondamentali. Bisogna vedere i giocatori che si hanno a disposizione e metterli nelle condizioni ideali per rendere al meglio. Di moduli ce ne sono tanti ma quello che conta davvero è l’occupazione degli spazi”. Una risposta più chiara, tra il serio e il faceto, l’aveva data a Cannavaro qualche mese fa nel corso di una diretta Instagram: Da allenatore farei il 4-3-3, mi piace: tutti avanti, grande possesso palla e via. Poi ti accorgi giorno dopo giorno se adattare qualcuno. se ti fissi con il tuo modulo butti via tempo e i giocatori non rendono”. Osservazioni? Tante, ma poche. La predominanza è quella per la difesa a 4 e un grande potenziale offensivo che fa del possesso palla la sua forza. Potrebbe essere 4-3-3, così come 4-3-1-2 o 4-2-3-1. Ad oggi, le caratteristiche dei calciatori lo permettono. Ma, ed ha ragione in questo, l’importante è la… libertà. Adattare il modulo ai calciatori. No capricci, no calciatori fuori ruolo. Capito Sarri? Serve freschezza, libertà di muoversi, meno preconcetti. Questi i capisaldi da cui partirà Pirlo, nell’attesa che dal mercato arrivino buone nuove e la squadra prenda forma. Noi, intanto, ci basiamo sul materiale che già c’è. E proviamo a proporre l’attuale 11 bianconero con Pirlo in panchina. Eccolo nella FOTOGALLERY in alto.

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